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E' partita la procedura UNI per definire gli standards in Italia per le bare — 6 commenti

  1. uscita di liquame dopo 3/4 anni , la cassa di legno all’esterno e la cassa zincata all’interno .
    fra le due casse non c’è nessun rivestimento,la cassa di zinco non ha una valvola di sfogo.
    il liquame ha macchiato le lapide di alcuni loculi vicini,occorre intervenire per riportare il tutto
    alla normalità.
    chi paga i lavori?

    • X Marcello,

      Dal punto di vista cimiteriale, deve essere considerata la fattispecie dell’art. 2051 Cod.Civile: difatti il feretro da tumulazione è collocato in un sepolcro privato (in quanto in concessione), rispetto al quale i concessionari hanno, per l’intera durata della concessione, gli obblighi che sorgono dall’art. 63 d.P.R. 10 settembre 1990, n. 285, recante l’approvazione del regolamento statale di polizia mortuaria, oneri che non hanno riguardo unicamente alla manutenzione del manufatto sepolcrale, ma si estendono anche alle modalità del suo uso (dato che la concessione conferisce principalmente un diritto d’uso), il quale va esercitato in relazione al suo fine (tumulazione del feretro), ma altresì in modo tale da non determinare alterazioni all’assetto della tomba (in cui rientrano anche le emissioni di odori e/o liquidi ammorbanti ex art. 674 Cod. Penale) verso terzi rispetto al concessionario, cioè sia nei confronti di altri concessionari (per il pregiudizio che la fuoriuscita dei liquami post mortali può avere determinato sugli altri loculi in prossimità di quello direttamente interessato dai fenomeni percolativi, specie se allocati in posizione inferiore) e dei fruitori, in generale, e visitatori (per gli odori) del cimitero, sia nei confronti del comune o del gestore del cimitero.

      Ne discende che il concessionario risponde civilmente, per l’intera durata della concessione, del buon stato del manufatto e delle normali condizioni d’uso, nonché della idoneità del feretro, con questa conseguenza: il Comune, o il gestore del cimitero, quando sia stato chiamato a far fronte alle lesioni alle parti comuni del camposanto derivanti dal cattivo (o non conforme) uso, o dall’impiego di materiali non a norma, senza osservare le modalità atte a prevenire il sorgere futuro (per tutta la durata della concessione) di problemi di qualsivoglia natura (senza qui entrare nel merito della “qualità” del confezionamento del feretro o dell’impiego di dispositivi opportuni, quali le c.d. valvole di neutralizzazione dei gas prodotti dal cadavere), agisce nel quadro delineato dagli artt. 2028 – 2032 cod.civile. (c.d. “gestio negotii”).

      Pertanto, il servizio cimiteriale sia stante la presumibile urgenza ed indifferibilità a provvedere, sia per la tipologia stessa delle operazioni richieste (sanificazione del loculo e rifascio della cassa ex art. 88 D.P.R. n. 285/1990) dall’intervento che la situazione di grave anomalia verificatasi ha reso necessarie, non può che rivolgersi al concessionario, in quanto soggetto responsabile, per la durata della concessione, dell’uso del manufatto e della “regolarità” del feretro.

      Resta salva in capo al concessionario la possibilità di rivalersi nei confronti di terzi (l’impresa funebre) che egli assuma essere stati responsabili di comportamenti, od omissioni, o cattive prestazioni di attività precedenti alla tumulazione, tale azione risarcitoria attiene ad una fase successiva all’adempimento da parte del concessionario delle obbligazioni che sorgono con la concessione stessa.

  2. X Simone,

    Le norme tecniche di riferimento sono contenute nel Regolamento Nazionale di Polizia Mortuaria approvato con DPR 10 settembre 1990 n. 285.

    Cofani e recipienti per la movimentazione dei cadaveri nostro ordinamento nazionale di polizia mortuaria (eccetto, ad oggi, la sola Regione Lombardia, per la quale valgono i requisiti di cui all’Allegato 3 del Reg. Reg. n.6/2004) sono quelli descritti da:
    – Art. 30 D.P.R. 285/90 (casse da tumulazione, per trasporti oltre i 100 KM, per trasporti internazionali e di infetti)
    – Art. 75 commi 3 e seguenti D.P.R. 285/90 (bare di solo legno per inumazione o cremazione).

  3. Buonasera, vorrei sapere se ci sono delle norme per costruire dei cofani in legno “dimensioni,spessore delle tavole”. Dove posso vedere il tutto.
    Grazie,rimango in attesa di una vostra risposta.

  4. La Legge (Artt. 75 e 77 DPR n. 285/1990) sia per i cofani destinati ad inumazione, sia per quelli da avviare a tumulazione, prevede solo l’impiego di una targhetta metallica identificativa, ma non si sofferma sulle modalità di lavorazione, ragion per cui vi è la massima libertà di forme, anche per l’industria funeraria, la quale potrà sviluppare nuove tecniche di incisione da proporre al mercato delle imprese, l’importante è che sia il materiale sia la scritta riportante gli estremi identificativi del de cuius siano inossidabili e non alterabili, al fine di consentire nel tempo la perfetta tracciabilità delle spoglie mortali.

  5. Salve, vorrei sapere se la targhetta metallica, che va applicata sul cofano, riportante nome, cognome, data di nascita e di morte deve essere esclusivamente incisa oppure può essere, come va di “moda” adesso, stampata a caldo col sistema di foto impressione a caldo. Non riesco a trovare nessun articolo che specifica questa differenza.
    Grazie

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