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Di che misura sei

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Ci mancava anche questa per farsi pubblicità! La prova della bara preferita, in vita. La “pensata” è stata fatta dalla “Bestattung backstage”, un’agenzia funebre di Innsbruck in Austria, che ha proposto una giornata di porte aperte per scegliere la propria bara preferita e prenotarla per il giorno del proprio funerale. Stanchi di provare alla domenica l’auto sognata? Perché allora non pensare a qualche cosa che dia maggiori brividi? L’impresa funebre, a quanto riferisce, dice che sta avendo un ottimo riscontro e ha tenuto a precisare che la “pensata”, oltre che pubblicitaria, è nata per esorcizzare la paura della morte. Tra le offerte spiccano una sorta di ‘prova materasso’ in una bara, che può anche essere pitturata con colore e pennello secondo i propri gusti. Inoltre, se nessuna bara di quelle in catalogo soddisferà le richieste dei clienti, si potrà farne una su misura: ma con giudizio, poi occorre evitare di ingrassare troppo per non far … brutta figura al momento giusto!

Negli USA sala concerto aperta alla cittadinanza al cimitero

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Qualcuno sarebbe tentato di derubricarla ad americanata, ma questa è notizia importante: Negli USA, dove da anni vi sono cimiteri privati, sta emergendo una nuova moda. All’Hollywood Forever Cemetery, precedentemente conosciuto come Hollywood Memorial Park Cemetery, è stata programmata quest’anno una serie di concerti al cimitero, ma di notte. Alla manifestazione, al civico 6000 del Santa Monica Boulevard, dove peraltro riposano Dee Dee Ramone e Johnny Ramone, prenderanno parte Midlake (19 settembre), Zola Jesus (27), KT Tunstall (11 ottobre), Gary Numan (17), James Blake (23) e Johnny Marr (3 novembre). Al cimitero, dove peraltro in estate si svolgono anche proiezioni all’aperto, gli show sono previsti alla Masonic Lodge, che viene utilizzata, da parte dei dirigenti del cimitero istituito nel 1899, come fosse quasi una qualsiasi sala da concerto cittadina.

Capre per tener pulito un cimitero negli USA: serve anche per denunciarne lo stato di abbandono

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Il Congressional Cemetery, cimitero storico fondato nel 1807 che ospita le tombe di molti membri del Congresso degli Stati Uniti, di un vice presidente e vari alti funzionari governativi tra i quali anche Edgard Hoover, ora è praticamente sepolto dalle erbacce. Tanto che l’organizzazione non profit che lo gestisce ha trovato un modo particolare per ripulirlo e insieme attirare l’attenzione su questo monumento nazionale dimenticato. Ha infatti fatto venire un gregge di capre, in tutto 55, che per una settimana potranno pascolare liberamente tra le vecchie lapidi e statue, ripulendole dalle erbacce, in particolare l’edera, che ne stanno mettendo a rischio la stabilità. L’arrivo delle capre della fattoria Eco-Goats del Maryland è stato opportunamente pubblicizzato dall’Association for the Preservation of Historic Congressional Cemetery. Così ad attenderle vi era una miriade sdi reporter e fotografi.

Rinvenuto presunto cimitero di vampiri in Polonia

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Nel sud della Polonia un gruppo di archeologi sostiene di aver ritrovato un ‘cimitero di vampiri’. La scoperta è avvenuta a Gliwice, una cittadina vicina al confine con la Repubblica Ceca, e coinvolge quattro scheletri decapitati con la testa posizionata in mezzo alle ginocchia. Ed è proprio questo il segno che si sarebbe trattato di vampiri: posizionare così lo scheletro era un rituale antico per assicurarsi che il morto non tornasse in vita. Testimonianze di comunità slave di tanto tempo fa portano a ritenere che chi era accusato di vampirismo veniva decapitato o impiccato fino a che la testa non si staccava dal corpo. Il direttore del museo nazionale di Bulgaria, Bozidhar Dimitrov, sostiene che circa cento cadaveri di vampiri siano stati trovati nella zona negli ultimi anni. “Mostrano una pratica che era comune in alcuni villaggi bulgari fino al primo decennio del ventesimo secolo”, ha spiegato.

Austria, antiche lapidi ebraiche dissotterrate in cimitero di Vienna

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Almeno 20 antiche lapidi ebraiche, alcune delle quali risalgono al XVI secolo, sono state dissotterrate a Vienna. Lo ha fatto sapere Raimund Fastenbauer della comunità ebraica locale, aggiungendo che le tombe hanno “un alto valore storico”. Secondo Fastenbauer, il significato della scoperta è paragonabile alle tombe dell’antico cimitero ebraico di Praga, uno dei luoghi più visitati nella capitale della Repubblica Ceca. Le lapidi, ha spiegato l’uomo, furono sepolte dai pochi ebrei rimasti a Vienna nel 1943 che le vollero nascondere dai nazisti e sono state scoperte recentemente durante lavori di rinnovamento nel piccolo cimitero in cui si trovavano in origine. Secondo le autorità di Vienna, è possibile che sotto terra vi siano altre centinaia di lapidi antiche.

Misterioso furto di 40 salme in cimitero del Portorico

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I corpi di almeno 40 defunti sarebbero spariti nei giorni scorsi dal cimitero della piccola cittadina di Gurabo a Portorico destando sorpresa e sconcerto tra amministratori pubblici e cittadini locali. Come raccontano i giornali locali infatti la scoperta della mancanza dei corpi è stata solo casuale e al momento sono in corso verifiche su altre tombe che potrebbero far lievitare il numero di salme scomparse. I responsabili del più antico cimitero della cittadina, costruito all’inizio del 900, hanno iniziato ad indagare dopo che durante una esumazione di alcuni resti per spostarli in un altro cimitero si sono accorti che la tomba in questione era vuota. Sono partite così una serie di verifiche e si è scoperto che mancavano una quarantina di corpi. I controlli sono ancora in corso visto che le autorità stanno rintracciando i proprietari di più di 300 tombe del cimitero per chiedergli una verifica sui corpi dei loro cari seppelliti.

In una cittadina svizzera si accolgono i soldi da qualunque parte provengano, ma non si seppelliscono gli islamici in reparti separati

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Il Consiglio comunale di Schlieren, cittadina di 13’000 abitanti alle porte di Zurigo (Svizzera), ha bocciato recentemente la proposta di creare uno spazio per i musulmani all’interno del cimitero comunale. Dura la reazione delle organizzazioni confessionali, che hanno bollato la decisione come un “deplorevole contraccolpo alla politica d’integrazione”, considerando che il 16,5% della popolazione del comune crede nell’Islam. I consiglieri contrari hanno però sostenuto che questi spazi “non rispettano il principio della tolleranza” e rappresentano un “cattivo presupposto per l’integrazione”.

Nel canton Zurigo esistono attualmente due aree confessionali riservate ai musulmani: una in un cimitero della città sulla Limmat e l’altra a Winterthur. Cimiteri riservati ai seguaci di Maometto sono stati creati anche a Ginevra, Berna, Basilea e Lugano.

Cartolina…dall’INFERNO!

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Il panorama sarebbe da cartolina sdolcinata: 120 ettari di lussureggiante bosco, su un’altura che digrada dolcemente fin sulla riva del fiume Tennessee.
120 ettari di fitta vegetazione selvaggia, tra piante arbustive ed alberi d’alto fusto, farebbero pensare ad un eden romantico nel cuore degli Stati Uniti, se queste lande dimenticate da Dio non fossero un vero e proprio “laboratorio per cadaveri”.

La denominazione ufficiale della BODY FARM è University of Tennessee Forensic Anthropology Facility (Istituto di ricerca antropologica (Forensic Anthropology Center), questa stazione di ricerca tanatologica accoglie discretamente cadaveri in decomposizione, lasciati marcire senza sepoltura ed in selvaggia balia degli agenti atmosferici.

Fondata dall’ antropologo forense William Bass nel 1971, partendo con un solo cadavere ed un piccolo appezzamento di terreno, qui, nel corso degli anni, oltre trecento corpi umani sono stati affidati all’impietosa aggressione della putredine, tra sciami d’insetti famelici e rivoli di denso liquame nerastro in questa vasta area recintata e completamente isolata dall’ambiente esterno.

Non siamo in presenza di una surreale fabbrica degli orrori dominata dall’oscura presenza di qualche fantomatico Barbablù, e, per una volta almeno, Jack lo squartatore ed i suoi infelici epigoni non c’entrano.
Le salme, infatti, non servono per i deliranti esperimenti di novelli dottor Frankenstein, ma sono abbandonate al disfacimento per meri scopi scientifici: ovvero, per studiare come il tempo agisca sul corpo umano senza vita ed elaborare una tecnica in grado di identificare i resti umani anche quando si debbano esaminare parti anatomiche non immediatamente riconoscibili o carcasse pesantemente sfigurate.

Una simile e così singolare opera ha reso questo centro, nato dalla collaborazione tra l’università del Tennessee e l’Oak Ridge National Laboratory, un’esperienza unica al mondo e molto apprezzata dalla polizia Usa; immortalata in un thriller del 1994 di Patricia Cornwell intitolato appunto “Body Farm”, essa aiuta gli investigatori nelle indagini sulle persone scomparse, sui corpi difficili da identificare e nelle ricerche delle cause di un crimine.

L’aria ammorbata profuma del lezzo disgustoso che i cadaveri emanano, mentre si spande nell’atmosfera quel classico odore acre e dolciastro tipico della carne guasta ed aggredita dai processi degenerativi a carico di sangue e tessuti.

Ha così ha inizio il nostro viaggio allucinante tra le gore infernali e gli umidi meandri di una raccapricciante fossa carnaia, a cielo aperto, del XXI secolo.

Le fotografie disposte in rete ci offrono uno scenario davvero agghiacciante: uno scheletro, con una zona della cassa toracica coperta da pelle incartapecorita, è disteso a faccia in su con la bocca spalancata tra i rami di caprifoglio, nelle sue orbite cave danzano sonnolente larve.
Un altro cadavere è stato trasformato in una sorta di spugna intrisa di liquame putrido, con il particolare di mani e unghie di colore nero a causa dell’acqua.

Un’ altra spoglia mortale ancora ristagna di una tale quantità di muffa e spore da esser praticamente irriconoscibile, ricoperto com’è dalle incrostazioni.
Alcuni corpi sono talmente corrosi e violentati dall’azione degli elementi da riuscire persino orrendamente deformati: o sono gonfi a dismisura, a causa dei liquami o della pressione dei gas putrefattivi; oppure, al contrario, si mostrano asciutti e conservati, nell’orrore della morte, come mummie senza un nome che non paiono nemmeno essere state, almeno tempo addietro, abitate dallo spirito della vita.
Sulla loro pelle, tesa sino allo spasmo, si sono formate nere chiazze violacee, gli occhi e la lingua sono come esplosi e sembrano schizzare fuori della loro sede.

Mente camminiamo con circospezione in questo pozzo nero del post mortem, un sacco di plastica sembra vibrare al sole, scosso da movimenti impercettibili, mentre una massa di vermi viscidi banchetta al suo interno.
Quest’incubo è un vero e proprio assalto, cruento e crudele, ai nostri sensi, senza alcun precedente.

I morti sono sistemati in ambienti che simulano e ricostruiscono potenziali scene del delitto, sono accasciati sul sedile posteriore, o rannicchiati nel bagagliaio d’automobili arrugginite.
Sono nascosti tra i cespugli, seppelliti in fosse superficiali (come spesso accade in caso di un improvvisato occultamento), oppure distesi nudi nell’erba o semplicemente lasciati nei maleodoranti e roridi sacchi di plastica per recupero salme nei quali sono arrivati dai diversi istituti di medicina legale che collaborano al progetto.

Per non alterare i processi naturali di disgregazione della materia organica, alla Body Farm non viene imposta alcuna limitazione alla libera e tumultuosa attività degli insetti necrofori e dei carnivori.
Grosse mosche iridescenti depositano spietate le loro uova negli orefizi dei cadaveri, sui lembi lividi e tumefatti d’eventuali ferite, o nei fori slabbrati procurati da qualche proiettile di grosso calibro.
Scarafaggi brulicanti e disarticolati ragni alle dimensioni mostruose fanno strame degli scheletri, sbranandoli con avidità dal teschio alle bianche tibie; avvoltoi, opossum, ratti e procioni si nutrono con gli arti ormai mollicci e strappano morsi sfilacciati di tessuto fibroso ancora in buono stato di conservazione.

Una salma, poi, ha il ventre completamente squarciato e possiamo “ammirare” le sue viscere ormai corrotte.
Non appena, nauseati, volgiamo lo sguardo in un’altra direzione abbiamo la(s)fortuna di goderci dal vivo un’autopsia dopo esserci gustati un invidiante repertorio di esiti da fenomeno cadaverico di tipo trasformativo-conservativo saponificati, macerati nell’acqua, corificati grazie all’effetto del metallo della cassa mortuaria o mummificati. Questi ultimi, con ogni probabilità provengono da un cimitero e sono stati esumati o estumulati dopo il periodo di sepoltura legale per studiare le mutazioni di stato che ne hanno impedito la normale mineralizzazione, durante la permanenza nel sepolcro.

L’anatomo patologo sposta attenzione il bisturi sull’addome di un cadavere, poi con una rasoiata netta e precisa lo incide.
Con sua “grande gioia”, il fegato è ancora in condizioni decenti. Ne asporta un frammento, come se si trattasse di una biopsia, lo lascia cadere in una provetta, poi passa alle gambe per analizzare alcune evidenti fratture scomposte, riportate dal de cuius, forse, nel sinistro stradale che gli costò la vita.

Ed intanto le nostre menti si fermano a contemplare lo scempio di alcuni miseri resti tra i quali banchetta una miriade di lombrichi bianchi.
Mentre con il voltastomaco usciamo da questo festival del terrore più splatter e granguignolesco tra poltiglia e frattaglie umane il più delle volte poco identificabili, riusciamo a cogliere un commento dei responsabili:
“Molti lasciano volentieri i loro resti alla Body Farm perché preferiscono decomporsi naturalmente piuttosto che essere siringati ed imbottiti con la formaldeide.”

Le persone interessate sono così tante che non riusciamo a contattarle tutte…almeno sino a quando sono ancora vive”.
Come risposta ci pare anche accettabile, di certo non interamente condivisibile, almeno per chi crede nella sacralità del corpo umano, anche dopo il decesso.

A Jaffa, in Palestina, alcune tombe danneggiate con scritte intimidatorie

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Alcune tombe del cimitero cristiano ortodosso di Jaffa sono state danneggiate con scritte intimidatorie tracciate in ebraico, probabilmente nella notte tra mercoledì 12 e giovedì 13 giugno. Anche cinque automobili parcheggiate nei paraggi del cimitero hanno subito danneggiamenti. I vandali – secondo quanto riporta l’agenzia Fides – hanno tracciato sulle lapidi funerarie di diverse tombe le scritte “vendetta” e “il prezzo da pagare”, formula con cui dai primi mesi del 2012 vengono “firmate” le azioni vandaliche ai danni di luoghi di culto cristiani e musulmani perpetrate da gruppi di coloni estremisti come ritorsione davanti allo smantellamento di insediamenti ebraici illegali. In un comunicato, il Consiglio delle Istituzioni religiose della Terra Santa – che comprende il Gran Rabbinato d’Israele e il Ministero dell’Autorità palestinese per gli Affari religiosi, oltre a rappresentanti e leader delle diverse comunità religiose – ha espresso indignazione per l’attacco al cimitero. Proprio mercoledì scorso, il funzionario di polizia, Galit Ziv, aveva riferito davanti a una commissione parlamentare che nel 2012 sono state arrestate 200 persone a partire dalle inchieste aperte sugli atti vandalici firmati “il prezzo da pagare”. La polizia – ha detto la Ziv – tratta le azioni intimidatorie attribuite a gruppi estremisti di coloni come “crimini nazionalistici” ideologicamente motivati.

SCI vuole comperare Stewart Enterprises

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Avvio di seduta in netto rialzo ieri a Wall Street per Stewart Enterprises, società attiva nei servizi funebri, il cui acquisto è stato annunciato dal concorrente Service Corp International. La proposta di acquisto di azioni ha un valore complessivo di 1,4 miliardi di dollari. Dopo pochi minuti di contrattazioni, Stewart balza del 34% circa, allineandosi sostanzialmente ai 13,25 dollari per azione offerti da Service Corporation Inernational (SCI). Se l’operazione andrà in porto e l’Antitrust americana l’ammetterà, ci si troverà di fronte ad un colosso del settore funerario mondiale e un ritorno di SCI sullal cresta dell’onda, dopo gli alti e i bassi degli anni passati.

La morte nell’America del 19esimo secolo: mostra e convegno a new York

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ImageLa fotografia dei morti era una pratica comune tra il 19esimo e il 20esimo secolo, una sorta di ‘imbalsamazione’ dei cari, una ‘mummificazione visiva’. A volte davvero incredibile: foto di gruppo, abbracci, pose ad occhi aperti, con il corpo sistemato in modo da apparire vivo. Pratica nata in epoca vittoriana ed esauritasi intorno agli anni ’40, la fotografia post mortem era l’unico modo che le persone meno abbienti avevano di farsi ritrarre: uno scatto (che all’epoca si faceva con il dagherrotipo) costava molto, e quindi l’unico che ci si permetteva era assieme ai propri cari, defunti. C’è anche da considerare che all’epoca la mortalità infantile era molto alta, e per tanti genitori la foto post mortem era la prima e unica con il proprio figlio. Negli anni la fotografia divenne più diffusa, e i ritratti di famiglia aumentarono, eppure la tradizione della foto post mortem non si perse, almeno fino alla prima metà del ‘900, quando in più l’avvento della duplicazione consentiva alle persone di scambiarsi immagini dei parenti defunti.

Negli anni lo stile cambiò: inizialmente si fingeva che il defunto fosse vivo, in alcuni casi si truccavano addirittura le gote per farlo apparire in salute; successivamente si cominciarono a ritrarre nelle bare. Il dottor Burns ha collezionato ed archiviato negli anni un cospicuo ammontare di materiale sul tema, pubblicando tre libri: la serie Sleeping Beauty. Il 21 maggio 2013 presso il Museum of New York City si terrà un incontro in cui si affronterà il tema della fotografia post-mortem in America, co-sponsorizzato dalla New York Academy of Medicine.

Il New York City Museum ha deciso di dedicare a questo soggetto una mostra ed un interessante convegno, prendendo come raggio d’azione i rituali funebri dell’America del 19esimo secolo. La tematica si sviluppa su due fronti: da un lato la mostra A Beautiful Way to Go: New York’s Green Wood Cemetery, e dall’altro l’incontro con il dottor Stanley B.Burns, luminare di medicina e psichiatria, che approfondirà il tema delle fotografie post mortem, quei ritratti (oggi ritenuti macabri) che si usava fare alle persone appena decedute ‘Pictures After Death: Postmortem Photography and Memorialization in 19th-Century America’.

La morte nell'America del 19esimo secolo: mostra e convegno a new York

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ImageLa fotografia dei morti era una pratica comune tra il 19esimo e il 20esimo secolo, una sorta di ‘imbalsamazione’ dei cari, una ‘mummificazione visiva’. A volte davvero incredibile: foto di gruppo, abbracci, pose ad occhi aperti, con il corpo sistemato in modo da apparire vivo. Pratica nata in epoca vittoriana ed esauritasi intorno agli anni ’40, la fotografia post mortem era l’unico modo che le persone meno abbienti avevano di farsi ritrarre: uno scatto (che all’epoca si faceva con il dagherrotipo) costava molto, e quindi l’unico che ci si permetteva era assieme ai propri cari, defunti. C’è anche da considerare che all’epoca la mortalità infantile era molto alta, e per tanti genitori la foto post mortem era la prima e unica con il proprio figlio. Negli anni la fotografia divenne più diffusa, e i ritratti di famiglia aumentarono, eppure la tradizione della foto post mortem non si perse, almeno fino alla prima metà del ‘900, quando in più l’avvento della duplicazione consentiva alle persone di scambiarsi immagini dei parenti defunti.

Negli anni lo stile cambiò: inizialmente si fingeva che il defunto fosse vivo, in alcuni casi si truccavano addirittura le gote per farlo apparire in salute; successivamente si cominciarono a ritrarre nelle bare. Il dottor Burns ha collezionato ed archiviato negli anni un cospicuo ammontare di materiale sul tema, pubblicando tre libri: la serie Sleeping Beauty. Il 21 maggio 2013 presso il Museum of New York City si terrà un incontro in cui si affronterà il tema della fotografia post-mortem in America, co-sponsorizzato dalla New York Academy of Medicine.

Il New York City Museum ha deciso di dedicare a questo soggetto una mostra ed un interessante convegno, prendendo come raggio d’azione i rituali funebri dell’America del 19esimo secolo. La tematica si sviluppa su due fronti: da un lato la mostra A Beautiful Way to Go: New York’s Green Wood Cemetery, e dall’altro l’incontro con il dottor Stanley B.Burns, luminare di medicina e psichiatria, che approfondirà il tema delle fotografie post mortem, quei ritratti (oggi ritenuti macabri) che si usava fare alle persone appena decedute ‘Pictures After Death: Postmortem Photography and Memorialization in 19th-Century America’.

Tassa posto salma

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E’ proprio vero che la fame (di tasse) aguzza l’ingegno! In Israele, mentre Benyamin Netanyahu e’ impegnato a studiare misure di emergenza per affrontare una difficile congiuntura economica, il quotidiano Yediot Ahronot anticipa che il suo governo si accinge ad imporre tasse municipali anche alle tombe e ai loculi nei cimiteri. Gli eredi dei defunti saranno chiamati dal 2014 a pagare tasse annuali per ogni tomba di famiglia, anche se vecchia di decine di anni. Una tomba nel cimitero di Holon (una popolosa città a sud di Tel Aviv, dove il prezzo dei terreni e’ elevato) sara’ tassata di 1200 shekel annuali, circa 240 euro. Molto più conveniente la sepoltura nel deserto del Neghev, dove si dovrà pagare solo 200 shekel all’anno per tomba. Il giornale non precisa come sarà affrontata la situazione dei defunti che non abbiano lasciato eredi. Anche in Italia è da almeno 20 anni che si parla tra gli addetti ai lavori di una “tassa posto salma” per recuperare parte dei costi gestionali dei cimiteri. Difatti dagli anni sessanta e settanta fino alla fine del secolo scorso, spesso le tariffe di concessione di aree, loculi e tombe in genere in Italia erano ben inferioti a quelle che sarebbero servire per coprire i costi gestionali futuri. Allora ci si accontentava, spesso di recuperare il 20-30% del costi do costruzione, quando il calcolo corretto avrebbe dovuto portare tali cifre ben oltre il 100% del costo di costruzione. Ne consegue che ora tutti i nodi vengono al pettine e con la crescita della cremazione, il calo delle nuove concessioni cimiteriali, si assiterà ad un impoverimento progressivo delle entrate comunali e quindi vi è il concreto rischio di cimiteri sempre più trascurati dal lato manutentivo. Già le cronache quotidiane riservano accorati appelli al mantenimento del cimitero o a sottolineare lo stato di degrado di tombe (private) o di zone cimiteriali, quasi che il cittadino non comprenda che oltre alla sua di crisi (economica) c’è pure quella dello Stato e dei Comuni. Sembra di vedere un comportamento schizofrenico, quando si ascolta di persone che inveiscono contro i costi dell’apparato pubblico e poi quando sono toccati personalmente dalle ricadute dei tagli alle risorse pubbliche si lamentano pure di questo. Forse è giunto il tempo di un esame di coscienza collettivo che porti a ridefinire il corretto livello di welfare e al tempo stesso incidere sui veri sprechi di denaro pubblico e non su tagli indiscriminati alle risorse pubbliche: più facile a dirsi che a farsi!

Homeless danesi si possono ritrovare insieme da morti

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In Danimarca, dal prossimo settembre 2013 gli “homeless”, cioé i senzatetto, riposeranno in pace ed insieme al cimitero. E’ stato infatti deciso che una parte del cimitero Assistens Kirkegård di Copenaghen sarà riservata ai residenti senza fissa dimora. L’iniziativa Gravplads per Gadens Folk, possibile grazie allo sforzo dell’associazione Giv din hånd, nasce dall’esigenza di un luogo di appartenza dopo la morte per questa speciale categoria di cittadini, spesso senza legami familiari. Le sepolture degli homeless sono a carico del Council Affair, che normalmente li assegna ad un cimitero a caso. Quel che cambia è che anziché un cimitero a caso ora la sepoltura avverrà solo in una certa zona del cimitero di Copenhagen, sistemata grazie alla raccolta di finanziamenti privati. Le spese di interramento e manutenzione saranno a carico della Chiesa Vor Frue Kirke. In base agli ultimi dati del centro nazionale di ricerca sociale danese, Det Nationale Forskningscenter per Velfærd, nel 2011 in Danimarca vivevano per strada da almeno un anno 5.290 persone. Non sono noti i numeri delle morti annue.

Turismo cimiteriale a Roma

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E’ tempo di ponti. Il turismo cimiteriale è una novità abbastanza recente nel panorama italiano. Riteniamo di far cosa utile per i nostri lettori nel proporre un powerpoint presentato al meeting annuale dell’ASCE, svoltosi a Maribor in Slovenia dal 13 al 15 settembre 2012, da parte del Direttore dei Servizi cimiteriali capitolini, Dott. Vittorio Borghini. Chi fosse interessato lo può scaricare da qui: Leggi AMA Roma

Oggi a Bologna viene proiettato il documentario Cemetery state

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Oggi martedì 9 aprile 2013, alle ore 19.00, presso la Biblioteca Amilcar Cabral, via San Mamolo 24, Bologna si terrà la proiezione del documentario Cemetery state (2010) cui seguirà l’incontro col regista Filip De Boeck, introdotto da Stefano Allovio dell’Università Statale di Milano.
In ‘Cemetery State’, il regista Filip De Boeck ci invita ad uno stupefacente tour del cimitero di Kintambo, uno dei più antichi e vasti cimiteri di Kinshasa, la capitale della Repubblica Democratica del Congo. Negli anni la città ha progressivamente invaso il cimitero, vi sono cresciute intere baraccopoli, una delle quali è il popoloso quartiere degradato di Camp Luka, dove vivi e morti vivono a stretto contatto. Nonostante questo cimitero sia stato chiuso ufficialmente dalle autorità cittadine due decenni fa, la gente di Camp Luka continua a seppellirvi i propri morti.

Cimitero per atei a Copenhagen?

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Un’associazione di atei di Copenaghen ha chiesto alle autorità cittadine di allestire uno spazio separato del cimitero privo di simboli religiosi e dedicato a loro.

Nella loro petizione affermano che “Il pluralismo ideologico che esiste a Copenaghen richiede che gli atei possano esser seppelliti allo stesso modo in cui hanno vissuto, e cioè liberi dalla religione”. Se la domanda dovesse essere soddisfatta il costo dei lavori si aggirerà sui 400 mila euro.

Suicidio assistito in Svizzera

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In Svizzera circa il 5 per mille delle morti registrate è frutto del suicidio assistito e, benché i dati resi disponibili dall’Ufficio federale di statistica risalgano al 2009, anno in cui sono stati censiti 300 casi, la stampa locale parla di boom, riferendosi soprattutto alle persone che provengono dall’estero. Secondo Emilio Coveri, presidente di Exit Italia, sono tre al mese gli italiani che si recano oltreconfine per l’eutanasia.

Non si ruba solo nei cimiteri italiani

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Dodici rom, sospettati di aver rubato dei crocifissi e delle statue della Vergine in metallo e bronzo in diversi cimiteri dell’area di Lille, destinati ad essere rivenduti in Belgio, sono stati fermati dalla polizia francese.
I fermi sono stati effettuati senza incidenti in nove campi rom dell’agglomerato di Lille, nel corso di un’operazione a cui hanno partecipato 350 tra polizia e gendarmi, assistiti da funzionari della polizia di frontiera. Originari di Romania e Bulgaria, i Rom – di un’età compresa tra i 18 e i 44 anni – sono stati fermati nel quadro delle indagini preliminari aperte dal tribunale di Lille.

Già nell’aprile dello scorso anno, la giustizia francese aveva aperto un’indagine in seguito alla scomparsa di oggetti funerari di diversi cimiteri della zona. “Tutte le croci e le madonne di metallo sono state portate via, spezzate, è stato un saccheggio”, ha raccontato una fonte vicina al dossier. Nel giugno scorso, oltre un centinaio di oggetti funerari, per un peso totale di 450 chili, erano stati trovati in Belgio, dove si stava cercando di rivenderli lungo la frontiera. È stato proprio personale di una ditta di ferramenta ad avvertire la polizia belga che ha poi contattato i collegi francesi.

La signora di cimiteri

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ImageThe Kingdom, di Amanda Stevens, è il secondo volume della serie giallo-paranormale La Signora dei Cimiteri (The Graveyard Queen), da cui NBC sta attualmente sviluppando una serie tv.

La Protagonista delle vicende è Amelia Gray, una restauratrice di cimiteri di Charleston, sud degli Stati Uniti, che ha la capacità di vedere i morti ancora “bloccati” sulla Terra.
In questa seconda, apprezzata avventura – in uscita, in Italia, solo in versione ebook (almeno per ora) – Amelia è chiamata ad Asher Falls, Sud Carolina, per restaurare un cimitero; cimitero la cui prima “versione” giace in fondo a un lago a causa di un’inondazione