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Cremazione imposta in Cina. Nelle campagne non è accettata

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Alcune persone anziane dell’Anhui (regione della Cina) hanno commesso suicidio in seguito a un ordine del governo di requisire le loro bare e non permettere la sepoltura in terra.
Da tempo, per salvare terreno all’agricoltura e all’industria, la Cina ha dato la precisa indicazione di non seppellire più in terra le salme, ma di cremarle. Nelle città tutto ciò è abbastanza facile, ma nelle campagne ci si scontra con tradizioni ancestrali con ampie tombe, aria e spazi liberi, vicino ad acque o in cima alle colline per un ottimo fengshui (letteralmente: vento-acqua, l’armonia di tutti gli elementi del creato). Inoltre, quasi per assaporare la pace e l’armonia dell’aldilà, molti anziani comprano diverso tempo prima la bara in legno massiccio dove vogliono essere seppelliti, conservata di solito in una stanza o sotto il letto.
Le autorità di Anqing, una zona rurale dell’Anhui, hanno deciso di attuare le indicazioni del governo provinciale e dal 25 marzo hanno disposto che tutte le persone vengano cremate dopo la morte. In più esse hanno stabilito che le bare vengano distrutte dai loro possessori o requisite dalla polizia. Secondo il Beijing Times, dal 18 aprile, le autorità hanno cominciato ad andare di casa in casa per registrare o sequestrare le bare.
La signora Jiang, 81 anni, si è impiccata ad un albero prima che arrivassero i burocrati. Il 6 maggio, il sig. Wu Zhengde, 91 anni, si è suicidato un’ora dopo aver saputo che avrebbe dovuto consegnare la sua bara.
Una settimana dopo, Wu Xiuli, 97 anni, ha cominciato uno sciopero della fame ed è morto. Il giorno dopo la sua morte, Zhang Wenying, 81 anni, si è impiccato dopo aver saputo dell’obbligo di cremazione. Gan Zhen, direttore locale dell’Ufficio di propaganda del Partito si è difeso dicendo che secondo le loro informazioni non vi è legame diretto fra la riforma dei funerali e il suicidio delle persone anziane.
Ma Wu Jianqiang, capo dell’Ufficio di propaganda a livello di contea, ha detto che le nuove regole sono troppo rigide. Il governo, egli ha detto, "aveva pensato di dare indicazioni per i funerali tenendo presente l’età delle persone, ma poi questa idea è stata rigettata".

Profanate tombre ebraiche a Salonicco, in Grecia

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Dodici tombe ebraiche sono state profanate da ignoti nel cimitero di Salonicco. Lo hanno riferito fonti di polizia sottolineando che l’ingresso del cimitero e alcuni monumenti funerari sono stati danneggiati. Il ministero degli Esteri greco "ha condannato" l’episodio che "colpisce la comunità ebraica, ma anche l’intero popolo greco: le autorità faranno di tutto per arrestare gli autori di questo atti di antisemitismo e odio che non corrisponde ai valori della società greca".

Scandalo per cadaveri nell'interesse della scienza accatastati in università di Madrid

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Nella cantina della facoltà di Medicina dell’Università di Madrid giornalisti del quotidiano El Mundo hanno scoperto 250 cadaveri-cavia abbandonati.
Erano tutti corpi destinati alla cremazione, non prima però di essere stati utilizzati dagli studenti università per i loro esperimenti di anatomia.
A destare scandalo in Spagna sono le modalità con le quali i corpi sono stati trattati: i cadaveri, infatti, giacciono uno sull’altro, accatastati, da chissà quanto tempo.
Sono coperti da teli ma le foto, scattate dai reporter, mostrano uno stato di abbandono tale da far ribattezzare il luogo “cantina degli orrori”.
Le cause? Mancanza di personale.
Il dipendente al forno crematorio è andato in pre-pensionamento e – secondo quanto riferisce Ramon Merida, direttore del dipartimento di Anatomia ed Embriologia Umana II della Facoltà – non può essere sostituito.
Non ci sarebbero le condizioni per emettere un nuovo bando di concorso perché – denunciano i sindacati – il forno non è in buone condizioni: emette gas nocivi che si diffondono nell’atmosfera con batteri e visus pericolosi.
Malgrado questi problemi, tuttavia, la facoltà di medicina continua a ricevere decine di corpi all’anno.
L’università ha avviato un’inchiesta informativa sulla situazione, della quale non era a conoscenza il rettorato, secondo le fonti dell’ateneo citate; mentre alla regione di Madrid assicurano di non avere competenze in materia. Quel che è certo è che la vicenda ha provocato profondissima indignazione a Madrid e in tutta la Spagna.

Aumentano le concentrazioni di imprese funebri in Gran Bretagna

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Laurel Funerals, società controllata da Duke Street, ha acquistato la società di funerali di Birmingham, WH Scott&Son e la Earl&Co., nel Kent. Le due acquisizioni, scrive RealDeals, permetteranno la crescita della presenza del business delle esequie di Laurel Funerals in tutta la Gran Bretagna.
Entrambe le aziende sono a conduzione familiare da oltre 100 anni, e hanno più sedi nelle rispettive regioni, nonché piani per nuove aperture di filiali.
Gli ultimi due acquisti fanno parte della strategia di aumentare la propria presenza regionale nel mercato dei funerali in UK. Duke Street acquisì Laurel Funerals da Sovereign Capital nel 2012.

Dietro pressioni degli imam, sepolture vietate ai cristiani nei cimiteri di Stato uzbeki

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Alcuni imam uzbeki, con il sostegno delle autorità locali, hanno negato il permesso di sepoltura a fedeli non-musulmani nei cimiteri di proprietà dello Stato; nelle ultime settimane si sono verificati già tre casi, che hanno coinvolto cristiani protestanti e rilanciato il problema della libertà religiosa in Uzbekistan.
È quanto denuncia il sito d’informazione Forum18, impegnato a documentare le violazioni alla libertà religiosa in Asia centrale. Il rifiuto ha colpito tre persone che, in passato, si erano convertite dall’islam. Per questo, in punto di morte, è stato imposto alle famiglie il bando dai tradizionali luoghi di sepoltura delle famiglie.
In Asia centrale il culto dei morti è radicato nel profondo ed è importante essere sepolti nei luoghi in cui riposano gli altri parenti, con il saluto partecipe della comunità locale. Il primo episodio documentato da F18 risale al 9 aprile, anche se è emerso solo in questi giorni, e riguarda il cristiano Gayrat Buriyev, 68 anni, originario di un villaggio poco distante la capitale Tashkent.
L’imam locale ha rifiutato la sepoltura nel cimitero statale, insultando a più riprese la famiglia del defunto; i parenti si sono appellati alle autorità amministrative, senza alcun risultato.
Dietro il mancato permesso, vi è la decisione dell’uomo di convertirsi al cristianesimo: i cimiteri "appartengono allo Stato", ha affermato l’imam, e quanti passano ad altre religioni "non possono riposare nello stesso cimitero con i musulmani". Fonti locali riferiscono che il leader religioso islamico avrebbe a più riprese "apostrofato con insulti e improperi" la famiglia dello scomparso e affermato di agire "in base alla sharia, la legge islamica".
A nulla sono valse le rimostranze dei parenti, secondo cui l’Uzbekistan è (o dovrebbe essere) uno Stato laico e i cimiteri sono pubblici. Per l’imam "è un cimitero musulmano" e i cristiani non sono ammessi. Due casi analoghi si sono verificati anche nella regione autonoma di Karakalpakstan, nel nord-ovest del Paese.
Funzionari dell’amministrazione locale hanno imposto alle famiglie di due donne – cristiane protestanti, morte nel febbraio scorso – la sepoltura nel cimitero russo-ortodosso, dopo che l’imam locale aveva vietato l’uso del camposanto statale. Anche in questa vicenda è risultata fondamentale l’azione del leader islamico locale, secondo cui "quanti accettano una religione diversa, non possono essere sepolti nello stesso cimitero con i musulmani". L’88% delle popolazione uzbeka è di fede musulmana sunnita mentre i cristiani costituiscono l’8%.
Nel Paese, la libertà confessionale è soggetta a forte limitazione da parte del governo. La legge uzbeka considera "illegale" la detenzione di letteratura religiosa "solo se questa è collegata all’estremismo e incita l’odio". Ma le autorità giudiziarie spesso dispongono di distruggere il materiale confiscato nelle abitazioni dopo il "parere positivo" di alcuni "esperti del settore", che di regola definiscono "estremisti" tutti i libri che parlano di religione.

A Berlino si progetta un cimitero destinato solo a sepolture lesbo

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A Prenzlauer Berg quartiere di Berlino, in una zona nota come la collina “pornohippy”, è stato progettato e pare aprirà a breve il primo cimitero lesbo.
"Viviamo con delle donne e vogliamo essere sepolte vicino a loro" spiegano le organizzatrici del progetto che dovrebbe ‘prende vita’ in un cimitero abbandonato non lontano da Alexander Platz grazie alla fondazione Sappho.
L’associazione sarebbe riuscita ad ottenere un fondo di 400 metri quadrati e per 80 posti.
Sarebbero già arrivate le prime prenotazioni. "Un progetto che andrebbe esteso anche ad altre città tedesche" commenta la portavoce del movimento LSVD di Berlino, Renate Rampf. Compiaciuta la delegata per le politiche di genere dei Verdi, Anja Kofbinger: "Proprio un’idea romatica".
Si fa sentire anche chi non è d’accordo: "Questa non è l’idea che ho di tolleranza e integrazione. Chi si considera parte di una società, dovrebbe cercare di non isolarsi neppure nella morte" ha detto un esponente della CDU, Stefan Evers. “

Il lutto ai tempi di Internet

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‘Le norme sociali riguardo il lutto ai tempi di Internet sono evidentemente in evoluzione’, scrive il New York Times, ‘ma i Millennials (cioè i nati tra la metà degli anni Ottanta e i primi anni Duemila) hanno iniziato a proiettare la loro sensibilità intorno a rituali e discussioni riguardo la morte’.
Quindi capita sempre più frequentemente di assistere all’accostamento di un sentimento già piuttosto problematico come il cordoglio a fenomeni come i blog, i filmati su YouTube e le foto su Instagram, ‘a volte anche con risultati effettivamente stridenti.’ Il New York Times segnala il caso del Tumblr “Selfies at Funerals”, che raccoglie i selfies scattati da ragazzi, a volte molto giovani.
Caitlin Doughty, una ventinovenne americana imprenditrice di pompe funebri, ha raccontato che una volta un ragazzo di circa vent’anni, invece che andare di persona a riconoscere e identificare il cadavere della madre, chiese che gli venisse inviata una foto sul telefonino.
Queste e altre interessanti considerazioni si possono leggere su un articolo dal titolo "Il lutto ai tempi di Internet" pubblicato su ilpost.it

Intervista sulla recente Fiera Tanexpo e sulla situazione del settore funerario italiano

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Avete presente le interviste alla Gigi Marzullo, poco dopo mezzanotte, sui temi più disparati? Ebbene la Redazione del nostro sito (per l’eccezionalità della giornata: abbiamo raggiunto e superato con questi i 4.000 articoli pubblicati) è riuscita a catturare, per tre quarti d’ora, l’ing. Daniele Fogli, Responsabile dell’attività internazionale della Sefit, e a sottoporlo ad un fuoco di fila di domande.
Il tutto attraverso una intervista via skype, poi riversata su www.funerali.org.
Chi ha voglia di capire cosa sta succedendo nel settore funerario italiano e di sentire una valutazione della recente Fiera Tanexpo di Bologna, non ha che da armarsi di una buona bibita da sorseggiare durante l’intervista.

Un brindisi sulla tomba per commemorare il marito defunto

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Per aver brindato con lo champagne sulla tomba della persona morta, in cimitero, sono stati multati da un solerte poliziotto francese. Succede a Sauveterre, nel dipartimento del Gard (Francia), dove Josiane, la moglie del defunto – Jean-Luc Couston – insieme con il figlio e tre amiche sono stati multati per aver violato le norme "sulla tranquillità, la sicurezza, la salute pubblica", riporta qualche giorno or sono il quotidiano Le Parisien.
Una decisione che non è andata a genio la moglie e le sue amiche. Secondo la ricostruzione del giornale, infatti, fu proprio Jean-Luc Couston a chiedere, prima di morire, di commemorarlo in un clima gioioso. "Nella mia famiglia avevamo l’abitudine di imbandire un grande pranzo dopo i funerali parlando del defunto e lui mi disse che voleva che anche nel suo caso fosse lo lo stesso, che andassimo a bere un bicchiere di champagne sulla sua tomba", racconta l amoglie, che contesterà la multa davanti al tribunale. "Non abbiamo fatto nulla di male – aggiunge -. Ciò che più mi mortifica, è che mi abbiano detto di non farlo più. E’ come se mi strappassero mio marito per una seconda volta".

Pace maker smette di funzionare e viene dato per morto, apparentemente

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Un caso di morte apparente negli USa lascia abbastanza perplessi, tanto da ritenerlo un vero e proprio errore medico.
Dichiarato morto, un americano di 78 anni si è risvegliato poco prima di veniresottposto a pratiche di tanatoprassi.
A quanto riportato dai media statunitensi, i familiari di Walter Williams lo hanno trovato di sera nella sua casa di Lexington, in Mississippi, e avevano pensato che fosse morto.
Il medico legale (coroner) arrivato sul posto l’ha dichiarato morto.
Trasportato alla funeral home delle pompe funebri, l’uomo ha cominciato a muoversi nel suo body bago prima che gli addetti cominciassero le pratiche di tanatoprassi.
L’anziano ritenuto inizialmente  morto è stato immediatamente portato in ospedale.
Secondo il medico legale, l’equivoco potrebbe spiegarsi con il pacemaker che si è fermato per un lasso di tempo prima di tornare a funzionare

Ad Infinitum

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Il progetto fotografico Ad Infinitum è una selezione di oltre 1.000 immagini che il fotografo Kris Vervaeke ha raccolto scattando fotografie ai ritratti sulle lapidi in un cimitero di Hong Kong. Vervaeke, nato in Belgio ma residente a Singapore, racconta che in Cina i cimiteri sono luoghi importanti – in quanto simbolicamente legati con “l’aldilà” – ma poco frequentati, se non durante le feste dedicate ai morti come il Qingming Festival e il Chung Yeung.
Vervaeke ha creato un vasto catalogo di volti umani, che è stato tradotto in un libro curato dal graphic designer Hugo Puttaert, con circa 300 pagine dove i ritratti sono impaginati al vivo e senza dati riferiti alle persone.

Ressa a cerimonia funebre in India. 18 morti e molti feriti

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E’ di almeno 18 morti e un numero imprecisato di feriti il bilancio della adunata oceanicache si è svolta a Mumbai (India) in occasione della veglia funebre del capo di una setta ad ispirazione musulmana, Syedna Mohammed Burhanuddin. Sul posto, per rendere omaggio al leader della comunità che vanta milioni di adepti in tutta l’India, si erano recate quasi 400mila persone. Al momento non si conosce la dinamica che ha innescato il fuggi fuggi generale, con persone calpestate dalla folla impaurita. Burhanuddi è morto alla venerdanda età di 102 anni e non aveva certo idea di creare una simile confusione.

Negli USA i QR al cimitero fanno discutere

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Ben pochi avrebbero pensato che l’introduzione dei QR al cimitero di Arlington (USA9 avrebbe scatenato polemiche. Ma così è successo, quando, come diversi altri cimietri americani, anche ad Alington si è pensato di installare sulle tombe i codici QR, i sistemi che permettono di memorizzare informazioni da leggere su telefoni cellulari o smartphone. L’innovazione non è piaciuta al comitato consultivo dell’Arlington National Cemetery, luogo simbolo degli Stati Uniti dove sono sepolti gli eroi di guerra e dove recentemente il presidente Barack Obama ha deposto una corona sulla tomba di John Fitzgerald Kennedy. Come racconta il Washington Post, il comitato del cimitero della Virginia ha deciso di non permettere ai codici QR di fare la loro comparsa sulle lapidi di Arlington. Per ora viene rimandata la possibilità di avere un accesso istantaneo a un ‘obitorio online’, provvisto di fotografie dei cari estinti e di tante informazioni aggiuntive.

Ma il divieto non è andato giù a varie persone. “È qualcosa che merita di essere discusso con la comunità dei veterani”, ha affermato Joe Davis, portavoce dei Veterans of Foreign Wars, precisando che “apprezza l’idea di raccontare la storia delle persone qui sepolte, poiché una storia che non è narrata è persa per sempre”. Davis ha sottolineato l’importanza di garantire delle storie accurate e di trovare collaboratori per scriverle, prima di andare avanti con il progetto. “O si cresce o si muore. Noi abbiamo sempre spinto per sperimentare”, spiega Jon Reence, manager dell’azienda di Seattle, Quiring Monuments, che per prima nel 2011 ha offerto la possibilità di avere il codice sulla tomba: oggi ha 40 impiegati e un fatturato annuo di 5 milioni di dollari. Intanto mentre l’Arlington National Cemetery vieta la tecnologia, l’Anchorage Memorial Park Cemetery – in Alaska – annuncia un’espansione dell’utilizzo dei codici QR nel 2014, dalle tradizionali tombe ai colombari. “I codici sono davvero piccoli. Così non distraggono dalla visione d’insieme dei colombari. Tutti pensano sia una buona idea e una buona opzione da offrire alle famiglie” ha detto Rob Joners, direttore del cimitero.

Bimbo cinese morto apparentemente. Si sveglia prima della cremazione

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Un bebè cinese, che era stato dichiarato morto da un ospedale cinese, si è messo a piangere dopo che era stato dichiarato morto. Se ne sono accorti gli addetti dell’impresa di pompe funebri che si stavano preparando per cremarlo. Lo riferiscono i media cinesi. L’agenzia Nuova Cina precisa che i fatti si sono svolti nella provincia dell’Anhui, nella zona orientale del Paese.I genitori del piccolo, nato meno di un mese fa, lo avevano consegnato all’impresa funebre, i cui impiegati sono rimasti basiti quando si sono resi conto che il bambino stava piangendo. L’ agenzia non precisa quanto tempo sia trascorso tra il momento nel quale il piccolo è stato dichiarato morto e quello nel quale si è “risvegliato” mettendosi a piangere. Un portavoce dell’ospedale dove è stato ricoverato dopo la “resurrezione” – lo stesso che lo aveva dichiarato deceduto – ha affermato che “dato che il piccolo ha dato segni di vita, sono state riprese le trasfusioni di sangue”. Il bebè, ha proseguito il portavoce, soffre di una “malformazione congenita dell’ apparato respiratorio”. Nuova Cina aggiunge che un medico e un’infermiera dell’ospedale sono stati sospesi.

Imperatore del Giappone rompe la tradizione: si farà cremare

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L’attuale imperatore giapponese Akihito e la moglie Michiko, alla loro morte, non verranno sepolti, ma cremati. La scelta è stata presa anche in funzione della volontà di contenere i costi relativi alle cerimonie funebri. Per il Giappone, questa, è una vera e propria rivoluzione, in quanto, negli ultimi 350, gli imperatori, sono sempre stati sepolti.
L’imperatore, che il prossimo 23 dicembre 2013, compirà 80 anni, ha maturato questa scelta nel corso degli ultimi mesi. Una scelta, ispirata dalla volontà di sobrietà e dal desiderio di “alleviare i costi imposti al popolo”. La pratica della cremazione, è molto diffusa nel Paese del Sol Levante: quasi la totalità dei giapponesi, la sceglie.

Dopo gli amari i monaci puntano a vendere bare

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Un gruppo di monaci benedettini della Luisiana (USA) ha vinto una lunga causa contro le associazioni americane di pompe funebri che volevano impedire loro di vendere le bare in legno prodotte nell’Abbazia di Saint Joseph.

La vittoria, raccontano i media locali, segna la fine di una battaglia legale iniziata 5 anni fa, nel periodo del devastante passaggio dell’uragano Katrina. I monaci avevano iniziato a produrre le casse funebri per coprire le spese dell’Abbazia (principalmente mediche e di studio), riscuotendo anche un notevole successo. Così le società che si occupano dell’organizzazione dei funerali, le uniche ad avere un’autorizzazione statale per la vendita di bare, sono insorte appellandosi alla giustizia.

Eppure l’attività dei monaci, che avevano agito ingenuamente e che vendono le loro casse a prezzi molto inferiori di quelli del mercato, ha vinto anche nell’aula della Corte Suprema. “In questo modo abbiamo avuto tanta pubblicita’, non abbiamo mai venduto così tante bare”, hanno commentato i frati ai media.

Riti funebri solo in Chiesa per la Chiesa cattolica in Belgio

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Basta con le messe in crematorio: dal 2015 i sacerdoti cattolici in Belgio potranno celebrare i riti funebri solo in chiesa. I preti potranno andare nei crematori solo per brevi preghiere. E’ quanto ha ordinato il primate cattolico del Belgio, monsignor Andrew-Jospeh Leonard, con una lettera pastorale. Obiettivo non é quello di fare guerra alle cremazioni – ormai molto diffuse nel Paese – ma, stando a monsignor Leonard, di “far tornare i credenti nelle chiese in occasione dei funerali”.

Ceneri lanciate nel firmamento

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In Giappone i riti funebri alternativi rischiano di soppiantare la fin qui preferita cerimonia buddista. La proposta di disperdere le ceneri nello spazio, di fronte all’esigenza di ridurre i costi e le aree cimiteriali, sta riscuotendo un crescente successo tra la popolazione. La compagnia americana Elysium Space ha avuto la pensata di essere la prima impresa funebre spaziale, inventando un nuovo cerimoniale, tutto sommato a prezzi contenuti.

In Giappone, fornire un posto ai propri cari nel firmamento celeste diventa quindi semplice e, tutto sommato, economico (costo 1.990 dollari). Difatti con quell’importo si riceve un’urna nella quale riporre le ceneri del proprio defunto, che verrà lanciata nello spazio. Un’apposita app per smartphone permette di seguire il viaggio dell’urna cineraria attorno alla Terra in tempo reale. “La Elysium mobile app è il filo diretto che ti lega al tuo caro – si legge sul sito web della compagnia – Tutti i membri della famiglia potranno vivere questo momento assieme a lui. Riposi in pace mentre la Via Lattea sorge all’orizzonte”. A seconda dell’altitudine del lancio, la durata del viaggio intorno al pianeta può variare da pochi mesi a alcuni anni, al termine dei quali, “in un finale momento poetico, l’urna cineraria rientrerà nell’atmosfera disintegrandosi come una stella cadente”.

Anche in Svizzera, per svolgere attività funebre, occorrono specifiche autorizzazioni

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Per svolgere un funerale integralmente sul suolo svizzero è necessario che l’impresa funebre abbia sede in cantone svizzero e muniti di una specifica autorizzazione in materia. Sembra logico no?. Eppure una impresa funebre italiana è caduta dalle nuvole quando la polizia svizzera l’ha fermata per chiedere di regoarizzare la situazione. La vicenda risale a circa una settimana fa, quando l’impresa funebre italiana Lachi e Menefoglio, è stata chiamata per la gestione di un funerale in Svizzera. Le autorità svizzere hanno contestato la violazione delle norme sanitarie in vigore. Senza sede in Ticino non si può operare.
Quando la salma del defunto, dopo le prime formalità burocratiche effettuate senza alcuna obiezione, è stata condotta nella camera ardente della Casa San Rocco a Morbio Inferiore e, a funerali avvenuti, portata al Tempio Crematorio di Lugano, sono nati i problemi.
Durante il tragitto verso Lugano, sul lungolago, la polizia, allarmata da un’impresa di onoranze locale, ha infatti fermato il carro funebre. Senza però interrompere il funerale. ‘Gli agenti hanno agito con discrezione e nel rispetto del lutto dei familiari del defunto lasciando che il funerale si celebrasse senza interventi – spiega Emiliano Delmenico, vicepresidente dell’Associazione svizzera italiana Impresari onoranze funebri –. I responsabili della ditta sono stati interrogati dopo la conclusione della cerimonia. Le aziende che esercitano in suolo ticinese per legge devono essere situate nel Cantone e essere in possesso di un’autorizzazione dell’Ufficio della sanità. L’impresa in questione dunque non aveva i permessi necessari per lo svolgimento di un funerale’.
Diverso il procedimento se si fosse trattato di espatriare la salma, ma così non è stato.
‘Hanno controllato tutta la nostra documentazione al termine della cerimonia – confermano dalla Lachi e Menefoglio – e ci hanno contestato l’irregolarità. Questo però non era il primo funerale che svolgevamo in Svizzera e nessuno ci aveva mai sollevato questo tipo di problemi. In ogni caso siamo già al lavoro per sanare la nostra situazione’.

Arrestati 4 studenti ebrei per danneggiamento di tombe in cimitero cristiano evangelico sul Monte Sion

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Ieri pomeriggio quattro giovani ebrei israeliani di età tra i 17 e i 27 anni sono stati arrestati dopo che avevano gravemente danneggiato almeno quindici tombe del cimitero cristiano evangelico situato sul Monte Sion, nei pressi della Città Vecchia di Gerusalemme. I quattro arrestati sono studenti di una scuola religiosa ebraica (yeshivah) situata a ovest della Città Vecchia. Almeno due di loro – ha riferito il portavoce della polizia israeliana Micky Rosenfeld – risultano essere attivisti delle sigle legate ai coloni ebrei estremisti della Cisgiordania. E’ dall’inizio del 2012 che si susseguono profanazioni e atti vandalici contro monasteri, chiese, moschee e cimiteri cristiani e musulmani compiuti da gruppi oltranzisti vicini al movimento dei coloni ebrei. Molti di tali atti intimidatori sono stati finora “firmati” con la formula “il prezzo da pagare”. “Questi atti” dichiara all’agenzia Fides il sacerdote palestinese Raed Abusahliah, direttore generale di Caritas Jerusalem “vanno perseguiti con fermezza, e i loro autori vanno sottoposti a giudizio, evitando di liquidare questi gesti come se fossero solo intemperanze di qualche scriteriato”. Padre Raed riferisce che alcuni frequentatori delle scuole rabbiniche mostrano spesso atteggiamenti offensivi nei confronti di vescovi, suore, sacerdoti e religiosi che passano per la Città Vecchia.