Archivi Categoria: Cimiteri

Staglieno: al restauro centinaia di fotografie d’epoca del cimitero

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Inaugurato il 1° gennaio del 1851, il Cimitero di Staglieno è l’operazione urbana più importante della seconda metà del XIX secolo a Genova. Emblema dell’elegante opulenza aristocratica e borghese, appare ancora oggi come un museo a cielo aperto, dove sono rappresentate le principali correnti scultoree di fine XIX e inizio XX secolo, dal neoclassicismo al realismo, dal simbolismo al liberty e al déco, con opere diventate modelli per la scultura funeraria in Italia, in Europa, nelle Americhe.

La fotografia ha contribuito in maniera determinante alla diffusione di queste icone e, con esse, dell’immagine del capoluogo ligure: anche perché i decenni più significativi della produzione delle sculture (cioè gli ultimi del XIX secolo e i primi del XX) coincidono con il periodo nel quale l’arte fotografica raggiunge la piena maturità e dispiega le proprie capacità comunicative.

Un’alta percentuale della produzione fotografica genovese, dagli anni Sessanta del XIX secolo, è riservata a Staglieno.
La prima notizia sulla circolazione di tavole fotografiche dedicate al Cimitero, realizzate e messe in commercio da Giovanni Battista Caorsi, risale al 1867, ed è riportata con risalto sui giornali cittadini. Dal 1870 inizia la produzione di Album fotografici che hanno come principale soggetto il complesso monumentale, commissionati dal Municipio o frutto di iniziativa privata; risale all’inizio dell’ottavo decennio l’apertura, all’ingresso della necropoli, di un negozio specializzato nella vendita di fotografie del Camposanto.

I più importanti fotografi attivi in Italia si dedicano a Staglieno: la campagna fotografica genovese di Giorgio Sommer contempla ventiquattro architetture funerarie su trentotto vedute, mentre il Catalogo commerciale dello studio Noack dedica oltre trecento titoli al Camposanto, su un totale di millecento immagini dei diversi aspetti del capoluogo.

Grazie al sostegno di Asef si è avviato il restauro della documentazione storica relativa al Cimitero Monumentale conservata dal Centro di Documentazione per la Storia, l’Arte, l’Immagine di Genova. Si tratta di in primo luogo di centinaia di fotografie piene di fascino, conservate dall’Archivio Fotografico: delicati positivi su carta all’albumina, fragili originali negativi su lastra di vetro al collodio o alla gelatina ai sali d’argento, fondamentali per ricostruire le diverse fasi di crescita del complesso monumentale.

Musei a Cielo Aperto 2017: iniziative per il cimitero monumentale di Milano

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Il cimitero Monumentale di Milano diventa protagonista della vita culturale della città attraverso itinerari d’arte, proiezioni, teatro e musica.
Primo appuntamento con la rassegna di eventi per conoscere e scoprire il Cimitero Monumentale, domenica 25 Giugno 2017 dalle ore 9.00 alle ore 13.00
Visite guidate tematiche in compagnia dei volontari del Servizio Civile e del personale dipendente del Cimitero Monumentale partiranno dal piazzale centrale: ore 10.00 e ore 10.30; due i temi trattati per scoprire “Il Monumentale al femminile” e “La scultura di Adolfo Wildt”.
Il programma continua: nella Sala Conferenze, proiezioni realizzate dagli allievi della Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti; nel Famedio corti teatrali interpretati da diplomati della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi e alle ore 12.15 un concerto con la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado.
Tutti gli eventi sono ad ingresso libero. Prossimo appuntamento domenica 30 luglio 2017.

Il programma dettagliato della giornata è disponibile cliccando:
Programma 25 giugno 2017
Musei a Cielo Aperto 2017 – Programma

Bisceglie: avviata la ricognizione del patrimonio cimiteriale esistente per recuperare loculi

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Il Servizio lavori pubblici comunale ha ultimato le verifiche cimiteriali, individuando una serie di tumulazioni per cui sarebbe già scaduta la concessione novantanovvennale e altre indicate come “a concessione perpetua” ma con disinteresse da parte dei concessionari.
A breve partiranno le attività di “estumulazione” di 395 loculi.
Un manifesto pubblico renderà noto ai parenti l’avvio degli “sfratti”, che riguarderanno nello specifico 279 loculi concessi prima del 1917, 48 loculi concessi tra l’anno 1917 e l’anno 1918, 68 ulteriori loculi privi di lapide o con iscrizioni illeggibili, per cui sono in corso verifiche d’archivio.
Al termine di questa fase i loculi, adeguatamente sanificati e ripristinati, serviranno per nuove concessioni.

Voltura della concessione disgiunta dallo jus sepulchri: i possibili effetti distorsivi rispetto al normale sigificato di cessione di un diritto reale.

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Giungono spesso, in redazione, domande sull’annoso e poliedrico problema della voltura nelle concessioni cimiteriali: per una trattazione specifica del problema si rinvia preliminarmente a questo link: http://www.funerali.org/cimiteri/la-morte-del-concessionario-e-listututo-del-subentro-7523.html

L’incipit di questo breve saggio riassuntivo, necessario all’inquadramento dogmatico dell’affaire: “voltura della concessione disgiunta dallo jus sepulchri: i possibili effetti distorsivi” è formato da una citazione d’autore, tratta da “Cessione giudiziale di sepolcro a ristoro di debito: condizioni di ammissibilità ed effetti”
di Sereno Scolaro (I Servizi Demografici n. 10/2009)

La disponibilità dei sepolcri.

[….]Se fino al 9 febbraio 1976 (in quanto al 10 febbraio 1976 era entrato in vigore il d.P.R. 21 ottobre 1975, n. 803) si sarebbe potuto discutere se i sepolcri potessero, o meno, essere oggetto di disposizioni per atti tra vivi o per causa di morte, sulla base della previsione dell’art. 71, commi 2 e ss. r.d. 21 dicembre 1942, n. 1880 1, il quale prevedeva, a certe condizioni neppure tanto ampie, simili ipotesi, anche in relazione al fatto che, essendo tale previsione in contrasto con la previsione dell’art. 824, comma 2 c.c. 2, si veniva a porre, tra l’altro, l’ulteriore questione se il predetto r.d. 21 dicembre 1942, n. 1880 avesse natura di norma di rango primario oppure di rango secondario (questione che, se risolta nel primo senso consentiva di qualificare tale disposizione come norma speciale rispetto alla pari-ordinata, e previgente, disposizione del codice civile, mentre se risolta nel secondo senso, portava a concludere per l’inefficacia del predetto art. 71, commi 2 e ss. r.d. 21 dicembre 1942, n. 1880), a partire dalla data del 10 febbraio 1976, risulta divenuto fuori di dubbio come il diritto di sepolcro non sia proprio suscettibi le di atti di disposizione tra vivi o per causa di morte, tanto più che il diritto di sepolcro, per sua natura ha carattere personale e, come tale, deriva dall’appartenenza alla famiglia del concessionario (o dell’appartenenza all’ente, per queste concessioni), appartenenza familiare che prescinde dalla proprietà, materiale, del manufatto sepolcrale.
Non altrettanto netta è la preclusione alla disponibilità della componente “patrimoniale” del (o, meglio, sul) manufatto sepolcrale, che conservando, fino alla scadenza della concessione (o a tempo indeterminato, se la concessione dell’area sia stata rilasciata a tempo indeterminato) il contenuto “patrimoniale”, pur cui può anche (e forse) ritenersi ammissibile un mutamento nella proprietà del manufatto sepolcrale medesimo.
Ciò potrebbe portare il gestore del cimitero a ritenere ammissibile il fatto di provvedere alle registrazioni conseguenti all’atto giudiziale, quale esso sia purché definitivo, di soddisfacimento di crediti vantati nei confronti del precedente titolare della proprietà sul manufatto sepolcrale medesimo, non tanto sotto il profilo del soddisfacimento del credito (non rilevante dal punto di viste delle registrazioni cimiteriali), quanto dal punto di vista di prenderne atto degli effetti sulla titolarità del manufatto sepolcrale.
Solo che non si può prescindere dal considerare come tale titolarità sul manufatto sepolcrale costituito dalla cappella funeraria comporta che il soggetto subentrante ne abbia acquisito gli aspetti disponibili, cioè sia venuto a trovarsi, accettandola, nella condizione di assumere le obbligazioni che riguardano la cappella funeraria, ma senza che ciò possa minimamente comportare che il soggetto subentrante acquisisca anche il diritto di sepolcro, in quanto esso è collegato all’appartenenza alla famiglia o, per le concessioni fatte ad enti, all’appartenenza all’ente, secondo quanto previsto, in concorso tra loro, dall’atto di concessione e dall’ordinamento dell’ente 3. Non solo, ma tra le obbligazioni che sorgono dalla titolarità della componente patrimoniale del manufatto sepolcrale, vi è anche quella della conservazione in essa dei feretri già tumulativi, nonché dell’accoglimento di quelli di altre persone che, appartenendo all’ente, rientrino nella riserva per cui sussiste il diritto di sepoltura”.

Sembrano, così, necessarie alcune premesse di ordine generale.

Il diritto di sepoltura in un sepolcro privato ex art. 93 comma 1 I Periodo D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285, cioè in concessione a singola persona, famiglia (od ente – persona giuridica -, ma qui si trascura l’ipotesi in quanto non pertinente) è “riservato” alla persona del concessionario nonché alle persone appartenenti alla famiglia di questi, si trascura volutamente la fattispecie, qui residuale, del sepolcro ereditario.

Prezzi-funerali-attenzione-ai-furbi-del-business-58c82b8a886fc4L’individuazione delle persone che siano da considerare quali afferenti (cioè membri) alla famiglia del concessionario, è, di norma, oggetto di definizione da parte del Regolamento comunale di polizia mortuaria ed in subordine dall’atto di concessione, il quale – naturalmente, avendo natura para-contrattuale (ha valore di legge tra le parti contraenti ex Art. 1372 Cod. Civile) non può certo violare la norma amministrativa da cui trae, pur sempre legittimità, in effetti il regolamento comunale di polizia mortuaria si pone come logica premessa fondamentale e sovraordinata rispetto a tutti i procedimenti di polizia mortuaria dell’Ente Locale, quando, ovviamente, quest’ultimo non agisca d’ufficio.

 

Per altro, è legittimo che il concessionario, al momento della stipula dell’atto di concessione (ma solo ed unicamente in questo momento costitutivo del rapporto giuridico) possa indicare alcune proprie specifiche volontà integrative, come, esempio, l’ampliamento della rosa di soggetti viventi portatori dello jus sepulchri, di escluderne alcuni potenzialmente titolari, se operasse di default l’art. 93 comma 1 D.P.R. n.285/1990 o simili, decisione irrevocabile che deve, comunque, risultare esplicitamente dall’atto di concessione.

Per quanto riguarda un secondo aspetto strategico nella gestione cimiteriale, ovvero la questione se il coniuge superstite del concessionario abbia diritto automaticamente alla successione del sepolcro o meno, va osservato come si tratti anche di questo caso di materia che è oggetto di regolazione, in via esclusiva, da parte del Regolamento comunale di polizia mortuaria: infatti, tale situazione può essere affrontata con diversi approcci metodologici, anche di ampio respiro, vale adire in proiezione di A volta anche in modo differenziato, nello stesso ambito comunale, per tipologie di sepolcri.

Ne consegue che è imprescindibile un rinvio alle norme di tale Regolamento comunale di polizia mortuaria.

Rimando che si rende, ulteriormente, necessario per gli esiti del rapporto concessorio in conseguenza del decesso del concessionario primitivo (cioè del fondatore del sepolcro).

Infatti, anche per questa evenienza nefasta (comunque certa, poichè è giocoforza che il concessionario, persona fisica, prima o poi abbia a decedere, specie se la concessione si protrarrà per tempi molto lunghi o, addirittura, indeterminati), il Regolamento comunale di polizia mortuaria potrebbe prevedere, ma potrebbe anche escludere, che vi sia un c.d. “subentro” al concessionario primo in seguito al suo decesso, individuando quali persone appartenenti alla famiglia vi abbiano titolo (nonché le eventuali altre conseguenze, come ad esempio l’imputazione degli oneri manutentivi o anche la stessa titolarità dello jus sepulchri, compressa o dilatata a nuovi fruitori dello spazio sepolcrale).

Non si può nemmeno negare, a priori (cioè senza fare riferimento alle norme dello specifico Regolamento comunale di polizia mortuaria), che possa sussistere la previsione di una cessazione della concessione per causa estintiva, ma non patologica, nel qual caso, invece, interverrebbe la dichiarazione di decadenza sanzionatoria (http://www.funerali.org/cimiteri/la-decadenza-delle-concessioni-cimiteriali-915.html).

Per altro, e – sempre – facendo salve le norme di questa fonte regolamentare, potrebbe anche essere ammissibile che “terzi” (ossia persone che non abbiano titolo sulla concessione in quanto non appartenenti alla famiglia del concessionario ai fini del diritto di essere sepolte nel singolo sepolcro), possano assumere – a questo punto, unilateralmente – obbligazioni di ordine patrimoniale, come gli oneri relativi alla manutenzione, ordinaria e straordinaria, del manufatto tombale (almeno, fino a quando esso non rientri nella piena e libera disponibilità del comune).

Questo farsi carico di obbligazioni (in sostanza aventi carattere di liberalità) originariamente non proprie, richiederebbe, sotto il profilo della forma, un atto pubblico, registrato; per il quale va corrisposta l’imposta di registro in misura fissa (D.M. (Fin.) 15 dicembre 1977, n. 13348) (a rigore, dovrebbe essere esclusa la trascrizione nei registri immobiliari presso l’Agenzia del territorio ex D. Lgs. 30 luglio 1999 n. 300, ora confluita, da 2012 in avanti, nell’Agenzia delle Entrate, in quando il diritto sull’area cimiteriale non ne è soggetto) e debitamente depositato agli atti del comune.

Per altro, prima che le persone interessate ad accollarsi quest’obbligazione unilaterale a carattere patrimoniale procedano in questo senso, risulta del tutto opportuno (per non dire necessario) un approfondimento volto a verificare l’effettiva portata delle previsioni dello specifico Regolamento Comunale di polizia mortuaria.

Ragusa: nuovo sacrario militare al cimitero

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Sono iniziati presso il Cimitero di Ragusa Centro, nell’aria adiacente al settore 30, i lavori di realizzazione del Sacrario militare. Il progetto dell’opera redatto dall’ufficio tecnico comunale è stato approvato anche dal Ministero della Difesa – Dipartimento Onor Caduti – e comporterà una spesa di €80.000,00.
Il nuovo Sacrario militare che sorgerà su un’area estesa complessivamente 250 mq, verrà realizzato con strutture prefabbricate, avrà 70 cellette ossario e n. 8 loculi. I tempi previsti per la realizzazione dell’intervento, come da contratto, saranno 90 giorni.

Cimitero di Torino: visite guidate dopo l’orario di chiusura alla ricerca di percorsi mai fatti prima

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Il CAUS Centro Arti Umoristiche e Satiriche, proporre alla cittadinanza un nuovo Circuito culturale, artistico, poetico e scientifico, all’interno del Cimitero Generale di Torino. La particolarità dell’iniziativa, risiede nel fatto che la visita guidata si effettuerà dopo la chiusura serale al pubblico, martedì 20 giugno e giovedì 6 luglio.
Un percorso per scoprire la vita che va a dormire e quella che si risveglia, mentre le ombre della sera s’allungano sino a morire sui neri marmi delle sepolture. Nel Cimitero Monumentale, animali diurni e notturni si muovono e s’incrociano all’ora del crepuscolo, rispettosi gli uni degli altri, in un naturale scambio della guardia, sul territorio del maggiore camposanto subalpino. Immobili, freddi e imbiancati, restano invece gli animali scolpiti, che adornano le tombe di numerosissime inumazioni.
In questo meraviglioso zoo a cielo aperto, natura e arte, ogni sera, si sfidano in un duello senza vincitori, in perenne competizione tra simbolismo e superstizione, giorno e notte, vita e morte. Gatti neri, cornacchie, gufi, ragni, pipistrelli e falene, diventano padroni incontrastati della tenebre che si approssimano, mentre bruchi, mosche, lucertole, larve e esseri d’altra natura, rientrano nei loro rifugi, dopo una giornata d’intenso lavoro. Le quiete statue degli “altri animali”, silenziose e immobili, fanno perenne guardia all’aldilà, osservando l’alternarsi dei giorni e delle notti, in una dimensione senza tempo: scarabei, serpenti, rane, topi, farfalle testa di morto, cani, testuggini, api, uccelli di ogni sorta, mostri, draghi e altro oscuro bestiario.

Quando?: martedì 20 giugno e giovedì 6 luglio
Ritrovo davanti ingresso Principale di corso Novara alle 18.30/18.45
Durata due ore circa.
Ingresso gratuito
Necessaria prenotazione mail info@caus.it con i dati degli iscritti (nome, cognome, cellulare e mail)
Informazioni: 3396057369

C.A.U.S. – Centro Arti Umoristiche e Satiriche
e-mail: info@caus.it
web: http://www.caus.it

Messina valorizza il suo Gran Camposanto

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Oggi, 18 giugno 2017, è partito il programma di visite tematiche al Gran Camposanto, promosso dall’assessorato all’Ambiente e Nuovi Stili di Vita e dal Dipartimento Cimiteri, con la consulenza dell’esperto alla cultura Marcello Mento ed il coordinamento dell’arch. Teresa Altamore.
L’iniziativa avrà come guide d’eccezione professori universitari, storici dell’arte, ingegneri, architetti e fotografi che hanno studiato, scritto saggi e fotografato quello che unanimemente viene considerato uno dei più artistici e monumentali cimiteri d’Italia e d’Europa.
Il primo appuntamento vede la presenza del prof. Dario De Pasquale che ha trattato il tema de “I benefattori e le famiglie illustri della città di Messina”.
Gli incontri successivi, con giorno da definire, si svolgeranno a settembre, con “Famedio e Galleria monumentale”, a cura di Antonino Conti Nibali, Antonio Amato e Sergio Denaro; a ottobre, con “Dialogare fotografando”, di Luigi Spina e Valentina Messina, e “Viale delle confraternite fino al Cenobio”, di Mariella Caminiti; a novembre, “Statuaria artistica: Giovanni Scarfi’”, di Francesco Maggio, e “Le guerre e i suoi caduti”, di Luigi Giacobbe; a dicembre, con “Tra presente e Passato”, di Teresa Altamore e “Le vittime del 28 dicembre”.
Nel corso della visita del 28 dicembre si andrà alla ricerca delle sepolture dei tanti messinesi periti a causa del terremoto, ricordandoli con i racconti dei familiari.
Reading, momenti musicali ed ulteriori iniziative collaterali alle visite guidate saranno resi noti successivamente. La partecipazione è libera e gratuita, ma è comunque preferibile comunicarla via mail all’indirizzo aldiladiognidubbiome@gmail.com.
“Abbiamo voluto varare questo programma – spiega l’assessore ai Cimiteri, Daniele Ialacqua, – sulla spinta delle tante richieste pervenute da parte di moltissimi cittadini. Abbiamo scelto di affidarci a professionisti che illustreranno il cimitero dal punto di vista professionale, allo scopo di farlo conoscere ancora più a fondo da tutta la città, tenuto conto che si tratta di uno dei luoghi più belli e interessanti di Messina, un patrimonio da difendere e valorizzare al massimo. Io spero – continua Ialacqua – che saranno molti i giovani messinesi interessati a conoscere un pezzo importante della storia cittadina”

Sisma in Centro Italia: ANCI chiede a Governo sforzo supplementare

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I sindaci sono “preoccupati per ritardi e scarso coordinamento ricostruzione”. Con una “accorata lettera” al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, rivolge un appello per un incontro urgente, anche con i rappresentanti di ministeri e Regioni coinvolte: serve uno “sforzo corale” delle istituzioni, che devono dimostrarsi insieme tese all’obiettivo comune di dare “risposte immediate e operative” ai problemi delle comunità vittime del terremoto del Centro Italia.
Ci sono “ritardi nella realizzazione delle soluzioni abitative di emergenza e nella rimozione delle macerie” – scrive Decaro – in alcuni casi difetta “il coordinamento necessario per gestire situazioni inevitabilmente complesse” e “non aiuta non poter disporre di uffici regionali per la ricostruzione capaci di fornire riscontri in tempi certi”. Nel merito dei problemi è necessario dare ascolto alle “preoccupazioni dei sindaci, soprattutto marchigiani”.

Canicatti: il Comune avvia una verifica della situazione delle scadenze delle concessioni cimiteriali

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Il Comune di Canicattì ha avviato una serie di controlli sulle concessioni dei loculi al cimitero. Gli assessori al Bilancio e ai Servizi cimiteriali, Tommaso Vergopia e Massimo Muratore, hanno varato un piano di intervento per il ripristino delle regole e per consentire all’ente di incassare importanti risorse.
Le concessioni di loculi cimiteriali hanno durata di 25 anni e mai prima di ora il Comune si era preoccupato di controllare se, alla scadenza, erano state rinnovate. Adesso è stato affisso pure un manifesto per il cimitero col quale si comunica, fra le altre cose, che il mancato rinnovo “viene equiparato alla rinuncia” e che le salme sarebbero trasferite nell’ossario comunale per liberare il posto e metterlo a disposizione di chi vorrà una nuova concessione.

A Massa Lombarda si è aperto il cimitero alle visite dei cittadini

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Domenica 11 giugno a Massa Lombarda si è svolta la terza e ultima tappa – dopo Bagnacavallo e Lugo – di “Musei a Cielo Aperto” presso il locale cimitero monumentale, dall’aspetto gotico, unico nel suo genere. La rassegna ha visto complessivamente nei tre comuni la presenza di quasi 1.500 spettatori, di cui oltre 400 solo a Massa Lombarda.

Come da programma, durante la mattina i percorsi tematici degli studenti del Liceo Classico di Lugo, la visita guidata della prof.ssa Donatella Bezzi al Santuario della Beata Vergine della Consolazione, le musiche di Bach – con Antonio Cortesi al violoncello – e la lettura di poesie di Giacinto Ricci Signorini a cura di Daniela Solaroli; nel pomeriggio i momenti musicali dei “Camera Diletto” (Giacomo Sangiorgi, Chiara Pavesi e Massimo Piepoli) e del Coro “Ettore e Antonio Ricci”.

A conclusione, alle 21 presso la Sala del Carmine proiezione di spezzoni del film “J’accuse” di Abel Gance, al pianoforte Gian Marco Turchetti e la performance di Paola Contavalli “La Grande Guerra: i ragazzi del ‘99”.

Presente all’evento anche il Sindaco Daniele Bassi, il quale durante il suo saluto a nome dell’Amministrazione ha anticipato l’intenzione di volere pianificare interventi di pulizia e di piccoli restauri a lapidi e busti centenari proprio per preservare quello che rappresenta nel suo genere un gioiello della “Bassa” e di pensare ad azioni miranti a valorizzarlo e a fare conoscere Massa Lombarda attraverso la storia che si trova racchiusa fra quelle pietre e quei marmi.

A Cervia si costruiscono loculi e ossarietti

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Il Comune di Cervia ha approvato i piani aziendali pluriennali di sviluppo di Azimut spa, la società pubblica che gestisce i servizi cimiteriali.
Verranno pertanto costruiti in tempi brevi 147 loculi e 24 ossari i cui costi previsti sono di circa 250.000 euro. Importo sostenuto interamente da Azimut.
Restano in capo all’amministrazione i soli costi delle opere di urbanizzazione, previsti in 22.000 euro. Entro l’estate partiranno i lavori.
“Come promesso in Consiglio comunale – dichiara l’assessore ai lavori pubblici Natalino Giambi – inizia la realizzazione del piano pluriennale di ampliamenti e riorganizzazioni interne ai cimiteri. Si tratta di un primo stralcio di lavori pluriennali che alla fine consentiranno di rispondere ai bisogni di sepoltura per almeno i prossimi 15 anni e rimangono ancora altri spazi da poter utilizzare, anche per il costante aumento delle cremazioni. La Giunta ha dato mandato agli uffici tecnici di avviare anche le procedure per il recupero delle cappelline a piano terra per valutare un loro ampliamento o riutilizzo di quelle abbandonate”.

I cimiteri ebraici

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Nella lingua ebraica ci sono diversi modi di chiamare il cimitero:
Bet ha-kevarot (casa delle tombe), Bet’olam (casa dell’eternità), ma più comunemente Bet ha-chayim (casa della vita o casa dei viventi).
Dalle parole con cui è chiamato il luogo, è chiaro che il senso della morte nella concezione ebraica rappresenta la porta della vita eterna.
Le salme non possono essere esumate (se non per essere traslate a Gerusalemme), il terreno adibito a cimitero non può essere usato per nessun’altra destinazione.
Questa è una sorta di regola universale. In Italia si è trovato l’escamotage, di effettuare concessioni 99-ennali rinnovate alla scadenza.
Ed esiste una specifica norma che codifica questa eccezione.

Doglianze per il cimitero di Fiumicino

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Riceviamo e volentieri diffondiamo:

“Come comitato promotore, abbiamo ascoltato e raccolto varie problematiche legate al cimitero comunale e ci siamo fatti portavoce presso l’Assessore competente” – lo dichiara Silvia Bianchella portavoce di “Fiumicino Insieme”.
“Capitano, spesso e volentieri, casi di persone che restano chiuse all’interno del cimitero dopo l’orario di chiusura, purtroppo, le stesse persone, assorte nei pensieri e nel dolore, non riescono ad udire il suono della campana di chiusura, per questo motivo, abbiamo richiesto di poter ampliare e/o aggiungere, sparse nel cimitero, altre segnalazioni acustiche per ovviare a questo problema.Inoltre, abbiamo discusso della possibilità di variare l’orario estivo del cimitero, infatti, al momento, l’orario di apertura va dalle 08.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 17.00.
Tale orario, non crea nessun problema durante il periodo invernale, ma purtroppo, durante il periodo estivo (giugno, luglio e agosto), l’orario pomeridiano sembra essere una tortura. Con l’allungarsi delle ore di luce, sarebbe auspicabile slittare l’orario dalle 17.00 alle 19.00 per evitare la calura delle ore più calde.

Coldiretti: critiche a divieti di portare fiori freschi al cimitero d’estate in diversi comuni

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La Coldiretti ha diffuso a mezzo stampa la propria posizione contraria al divieto di portare fiori freschi nei cimiteri, nel periodo estivo, in diversi comuni.
Coldiretti lo definisce un “divieto assurdo”. Quest’anno, dal primo giugno 2017, in molti Comuni c’è il divieto di portare piante e fiori freschi al Cimitero per effetto delle ordinanze adottate da Sindaci di diverse Regioni.
Ad es. dal comune di Supersano in provincia di Lecce in Puglia fino in Campania nei Comuni di Giugliano (Napoli) Sarno (Salerno), Casagiove (Caserta) ed in molti altri sono state pubblicate sui siti istituzionali e affissi all’ingresso dei cimiteri comunali provvedimenti comunali che sanciscono il divieto di porre fiori e/o piante freschi sulle lapidi del cimitero comunale dall’inizio di giugno per i prossimi quattro mesi.

[Fun.News 3171] Riforma servizi funerari AS1611: lenti passi avanti verso lo stop per fine legislatura

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E’ impantanata al Senato la riforma dei servizi funerari (AS1611 e abbinati).
Dopo la elaborazione di un testo unificato da parte della relatrice, Sen.ce Maturani, che ha reso sempre più tiepido (per non dire freddo) l’appoggio di molte associazioni di categoria del settore, l’iter si è fortemente rallentato, tanto da prevederne lo stop per fine legislatura.
Le ultime notizie sul DDL erano venute direttamente dalla relatrice al convegno di Caserta, organizzato da Sefit.
Poi è partita la ricerca dei pareri delle altre commissioni del Senato, che lentamente, stanno arrivando e alla spicciata.
Segno che il DDL, con il nuovo esecutivo Gentiloni, non ha più le spinte dei tempi in cui era premier Matteo Renzi.
Ultimo dei pareri quello di una delle commissioni più importanti (Bilancio) che di fatto ci vuol vedere chiaro su i costi indotti dal provvedimento.
Di seguito si riporta integralmente il testo del parere:

Legislatura 17ª – 5ª Commissione permanente – Resoconto sommario n. 717 del 28/03/2017
BILANCIO    (5ª)
MARTEDÌ 28 MARZO 2017
717ª Seduta (1ª pomeridiana)

(447) Maria RIZZOTTI.  –  Disciplina delle attività nel settore funerario e disposizioni in materia di dispersione e conservazione delle ceneri
(1611) VACCARI ed altri.  –  Disciplina delle attività funerarie
(2492) MANDELLI ed altri.  –  Disciplina delle attività nel settore funerario e disposizioni in materia di dispersione e conservazione delle ceneri

(Parere alla 12a Commissione sul testo unificato e sugli emendamenti. Esame del testo unificato e rinvio. Rinvio dell’esame degli emendamenti)

Il relatore SANTINI (PD) illustra il testo unificato dei disegni di legge in titolo, segnalando, per quanto di competenza, che il testo unificato elaborato dalla Commissione di merito si propone di rivedere e modificare l’intera materia relativa al settore funerario, sia in ordine ai compiti degli enti territoriali, sia degli organismi sanitari che operano sul territorio, sia degli operatori commerciali del settore. Occorre pertanto acquisire una relazione tecnica che renda evidente l’innovazione legislativa che il disegno di legge propone rispetto alla legislazione vigente al fine di poter individuare la corretta copertura degli oneri. In particolare, approfondimenti si rendono necessari in relazione agli articoli 3, comma 4, 6, 9, 10, comma 12 e seguenti, 15, 16, 18, 19 e 20. La relazione tecnica si rende altresì necessaria in quanto il provvedimento stabilisce oneri amministrativi sia in capo agli enti territoriali che all’Agenzia dell’entrate che dell’ISTAT rispetto ai quali appare necessario un approfondimento al fine di valutare il possibile impatto finanziario (articolo 21). Infine, il provvedimento prevede all’articolo 22 un aumento delle detrazioni fiscali, sia in termini di entità di quelle esistenti che di nuove detrazioni, per le quali non è prevista nessuna quantificazione dell’onere e  nessuna copertura finanziaria.
Il rappresentante del GOVERNO concorda con il relatore sulla necessità di disporre di una relazione tecnica unitaria in cui i diversi Ministeri competenti coinvolti forniscano tutti i chiarimenti necessari. Assicura, in ogni caso, l’impegno del Governo a fornire le delucidazioni richieste in tempi rapidi.
Il PRESIDENTE ricorda che il settore funerario è caratterizzato da un elevato livello di evasione fiscale e che pertanto eventuali interventi diretti a prevedere un aumento delle detrazioni fiscali potrebbero avere, nel lungo periodo, effetti virtuosi consentendo un recupero di gettito attualmente sottratto all’Erario. Resta il fatto che, allo stato attuale, sia necessaria una corretta quantificazione degli oneri e un’adeguata copertura, senza la quale il parere della Commissione bilancio non potrà che essere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione.
Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

Confartigianato FVG: soddisfazione per l’accettazione di proposte di emendamento avanzate

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Il presidente di Confartigianato regione Friuli Venezia Giulia, Graziano Tilatti, esprime “soddisfazione”, seppure con qualche riserva per il di più che si poteva prevedere e che non si è previsto, per l’approvazione delle modifiche appartate dal Consiglio regionale alla legge regionale in materia funeraria. “In sede di audizione avevamo avanzato le nostre osservazioni e necessità – spiega Tilatti – soprattutto volte a eliminare il lavoro irregolare nei cimiteri e a fare chiarezza su chi può fare che cosa”.
In particolare, l’obiettivo, raggiunto, era quello di distinguere le mission aziendali, “in maniera che chi si occupa di gestione cimiteriali non abbia anche le onoranze funebri o faccia contemporaneamente il marmista – specifica Tilatti -. E ciò perché è evidente che chi opera in cimitero, e deve per legge avere il proprio nominativo esposto all’ingresso del cimitero, poteva contare su un chiaro vantaggio competitivo nel caso in cui gestisse anche gli altri due servizi”.
Nel corso del dibattito in Aula, “è stato accolto l’emendamento che inserisce l’obbligo di riconoscimento per chi opera all’interno dei cimiteri e si è prevista l’incompatibilità fra questi e chi opera come pompe funebri e marmisti”.
Si tratta, sottolinea Tilatti, di una materia che interessa oltre 200 aziende in Friuli Venezia Giulia, 42 dedite alle onoranze funebri (quelle esistenti sono tutte artigiane) e 163 all’attività di marmista.
I miglioramenti possibili secondo Confartigianato Fvg, però, non sono finiti. Sono almeno due gli aspetti su cui gli artigiani continueranno a chiedere modifiche: “La incompatibilità anche tra pompe funebri e marmisti – elenca Tilatti – e l’abrogazione della possibilità dei Comuni di agire come pompe funebri, utilizzando proprio personale”.

[Fun.News 3169] Cosa si farà per demolizione di fabbricati o loro parti abusivi in zone di rispetto cimiteriale

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Dopo un iter di tre anni fra i due rami del Parlamento, il 17 maggio 2017 il Senato ha approvato con modifiche il ddl Falanga n. 580-B, “Disposizioni in materia di criteri per l’esecuzione di procedure di demolizione di manufatti abusivi”, il quale vuole garantire uniformità nelle procedure di demolizione, individuando criteri di priorità ai quali il pubblico ministero deve attenersi nell’esecuzione di provvedimenti giurisdizionali di condanna per illeciti edilizi.
Il testo deve passare di nuovo all’esame della Camera.
Molte le novità, tra le quali si segnalano i contenuti dell’articolo 2:

1. L’articolo 41 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, è sostituito dal seguente:
«Art. 41 (L). — (Demolizione di opere abusive). —
1. Entro il mese di dicembre di ogni anno, il dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale trasmette al prefetto e alle altre amministrazioni statali e regionali preposte alla tutela del vincolo di cui al comma 6 dell’articolo 31 l’elenco delle opere non sanabili, per le quali il responsabile dell’abuso non abbia provveduto nel termine previsto alla demolizione e al ripristino dei luoghi e per le quali sia inutilmente decorso l’ulteriore termine di duecentosettanta giorni entro il quale l’amministrazione comunale è tenuta a concludere il procedimento relativo alla tutela del vincolo di cui al comma 6 dell’articolo 31. Entro il mese di dicembre di ogni anno le amministrazioni statali e regionali preposte alla tutela trasmettono al prefetto l’elenco delle demolizioni da eseguire. Gli elenchi contengono, tra l’altro, i nomi dei proprietari e degli eventuali occupanti abusivi, gli estremi di identificazione catastale, il verbale di consistenza delle opere abusive e l’eventuale titolo di occupazione dell’immobile.
2. Il prefetto, entro trenta giorni dalla ricezione degli elenchi di cui al comma 1, provvede agli adempimenti conseguenti all’intervenuto trasferimento della titolarità dei beni e delle aree interessate, notificando l’avvenuta acquisizione al proprietario e al responsabile dell’abuso.
3. L’esecuzione della demolizione delle opere abusive, compresi la rimozione delle macerie e gli interventi a tutela della pubblica incolumità, è disposta dal prefetto. I relativi lavori sono affidati, anche a trattativa privata ove ne sussistano i presupposti, ad imprese tecnicamente e finanziariamente idonee. Il prefetto può anche avvalersi, per il tramite dei provveditorati alle opere pubbliche, delle strutture tecnico-operative del Ministero della difesa, sulla base di apposita convenzione stipulata tra il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministro della difesa.
4. Le modalità per l’esecuzione della demolizione delle opere abusive di cui al comma 3 possono essere impiegate anche dal dirigente o dal responsabile del competente ufficio comunale che vi provveda ai sensi dei commi 5 e 6 dell’articolo 31»

Per chi volesse approfondire i contenuti del testo come approvato dal Senato s rimanda alla relativa SCHEDA SENATO

Staglieno: restaurate circa 50 tombe al cimitero genovese

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Il dettaglio di un piccolo portamonete, le ali di un angelo oppure l’intreccio di una gomena risplendono bianchissimi dopo i recenti restauri che hanno interessato una quindicina di opere del Cimitero monumentale di Staglieno, tra cui “L’Angelo nocchiero” che tanto piacque all’imperatrice Sissi, sulla tomba Carpaneto di Giovanni Scanzi, che ammirò durante la sua visita a Genova nel 1893.
Negli ultimi anni sono state riportate al candore del marmo una cinquantina di tombe, grazie anche alla collaborazione di mecenati privati.
I lavori sono stati presentati nell’ambito della Settimana dei cimiteri storici. La storica dell’arte della Sovrintendenza, Caterina Olcese, ha detto che “i restauri hanno avuto un notevole incremento grazie all’impegno dell’American Friends of Italian Monuments Sculpture” e ha rimarcato l’importanza delle visite guidate i cui fondi vengono utilizzati per i restauri. L’impegno economico non è irrilevante: in media i restauri costano 20 mila euro per le sculture più grandi.
Oggi è stato scoperto il cippo restaurato di David Chiossone fondatore dell’Istituto per ciechi nel boschetto romantico dei Mille. Nel porticato di ponente sono tornate agli antichi splendori le tombe dello scultore Domenico Carli come il ritratto verista della scultura maschile sulla tomba Maino e l’allegoria più classicheggiante della Beneficienza nella Tomba Marchese.
Poi ci sono i busti a monte come quelli delle tombe Chiossone e Giacometti oppure opere Liberty come la tomba Falcone nella parte in basso.
La dirigente dei cimiteri del Comune di Genova Cinzia Vigneri ha concluso che dopo aver terminato il restauro del porticato di ponente, entro l’anno partiranno i lavori del porticato di levante e poi ci si concentrerà sul restauro delle sculture monumentali di quell’area.

Indagini della Procura ad Alife: operazioni cimiteriali illegali

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Al cimitero di Alice (Caserta) sono stati ritrovati resti di salme illegalmente estumulate, pare in numero di 11 cadaveri o parti di essi.
I Carabinieri, i vigili e l’ASL hanno proceduto al controllo di vari locali del cimitero.
Le ricerche hanno portato alla luce sacchi della spazzatura pieni di resti di bare e umani, alcuni di questi addirittura mummificati, oltre che di immondizia.
L’ipotesi più accreditata è che si tratti di estumulazioni chieste direttamente a persone non autorizzate, estromettendo l’ASL e il Comune. Le estumulazioni, molto probabilmente, sono state chieste direttamente dai familiari dei defunti.
le indagini cercano di appurare chi ha provveduto materialmente alle operazioni cimiteriali e per ordine di chi.
Le aree dove sono state ritrovate le salme sono state poste sotto sequestro, in attesa di ulteriori indagini.

Finanziamenti della regione Sardegna per cimiteri dell’isola

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La Regione Sardegna, una delle poche che destina finanziamenti per i cimiteri, ha stabilito per il triennio un fondo di 2,4 milioni di euro per i cimiteri della Sardegna, destinati ad ampliamento degli spazi e messa in sicurezza di strutture particolarmente a rischio. Quattrocentomila euro per quest’anno, un milione ciascuno per il 2018 e il 2019, la Giunta ne ha definito la programmazione.
“E’ un atto molto atteso dai Comuni che in più occasioni hanno sollecitato il nostro intervento, tanto che siamo già intervenuti con il mutuo infrastrutture per alcuni casi più urgenti e prioritari – dice l’assessore dei Lavori Pubblici regionale. Con questa programmazione destiniamo le risorse seguendo precisi criteri in base ai quali verrà preparato il bando ormai in dirittura d’arrivo al quale potranno partecipare i Comuni interessati”.
Il criterio di ripartizione del finanziamento tra i Comuni richiedenti è basato su quattro priorità. La prima, l’effettiva necessità dei Comuni in base al tasso di mortalità degli ultimi cinque anni in rapporto ai posti disponibili; secondo, la percentuale di cofinanziamento, che in ogni caso non potrà essere inferiore al 10% della spesa prevista; terzo criterio, la rotazione: le priorità saranno assegnate ai Comuni che non abbiano mai ricevuto finanziamenti regionali negli ultimi 5 anni per la realizzazione di opere cimiteriali. Ultimo criterio, la necessità di messa in sicurezza. Dopo questo primo impegno finanziario si prevedono ulteriori stanziamenti in fase di rimodulazione del mutuo infrastrutture.