Archivi Categoria: Cimiteri

Regione Veneto: si possono “inumare” le urne cinerarie e se sì, con quale tecnica?

Pubblicato da

Il disposto dell’art. 49, comma 4, primo periodo (seconda ipotesi) L. R. (Veneto) 4 marzo 2010, n. 18 contempla una possibilità, in termini di conservazione dell’urna cineraria, la quale non appare costituire un obbligo per i Comuni, in quanto non annoverata tra i requisiti minimi di cui al precedente art. 30.

Per altro, (pur essendo, allo stato attuale, già emanati gli atti (amministrativi) considerati dall’art. 2, comma 2, lett, .a) L. R. (Veneto) 4 marzo 2010, n. 18), tali modalità possono essere disciplinate dal Regolamento comunale di polizia mortuaria, ai sensi dell’ art. 3, comma 2, lett. a), b) e c), nonché, a valle, dal piano regolatore cimiteriale, che rimane in ogni caso strumento indispensabile e necessario ai sensi dell’art. 91 D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285. Il regolamento nazionale di polizia mortuaria, seppur residualmente e con andamento “carsico” ed “a scomparsa” rimane il corpus normativo di riferimento, per effetto dell’art. 54, comma 6 L. R. (Veneto) 4 marzo 2010,n. 18, ovviamente per le parti non novellate.

In tale frangente, dovrà tenersene altresì conto, soprattutto in relazione all’art. 27, comma 2 della prefata legge regionale.

L’ art. 49, comma 2 L. R. (Veneto) 4 marzo 2010, n. 18 parlando, tanto al primo periodo quanto al secondo di “conservazione”, esclude la destinazione di apposite aree in funzione di una peculiare e velata modalità di dispersione sotterranea nel tempo, anche considerando come questa sia esaminata dal successivo art. 50, comma 1, lett. a): ne consegue che, in sede di redazione del piano regolatore cimiteriale, dovrebbero essere previste , distintamente e separatamente, sia le aree (spazi, destinate per l’interramento delle urne cinerarie (ai fini della conservazione), sia le aree per la dispersione delle ceneri. (Incidentalmente, si osserva come in relazione all’ipotesi di cui all’art. 50, comma 1, lett. a) L. R. (Veneto) 4 marzo 2010, n. 18, non risultino segni di consapevolezza da parte del Legislatore Veneto di questo problema tecnico: bisogna, infatti, ricordare la difficoltà che sorge nello spargimento massivo delle ceneri, in quanto la composizione chimica di quest’ultime è tale da generare, oltre la soglia di una certa concentrazione, in relazione alla superficie impiegata, una situazione di sterilità vegetativa del terreno, cui potrebbe, però, farsi fronte attraverso la predisposizione di appositi manufatti, che già di per sé stessi, precludono la piantumazione del verde decorativo.

1254494Va decisamente negata la possibilità di collocamento dell’urna (sia ai fini di una sua conservazione sia ai fini della dispersione delle ceneri), in una fossa (considerando l’inumazione nei campi di cui all’art. 58 d.P.R. 10 settembre 1990, n. 285) in cui sia già stato inumato un feretro, poichè questo espediente confliggerebbe con il principio di individualità ed individuabilità della sepoltura, stabilito dall’art. 74 D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285, ripreso all’art. 35, comma 1 legge regionale (norma che, per inciso, implicitamente abroga l’unica eccezione al regime della singolarità dell’inumazione rappresentata dall’art. 74 D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285, citato, ma quest’aspetto di grande delicatezza emotiva ed etica, probabilmente, in sede redazionale non è stato neppure colto).

Le sepolture a terra potrebbero essere tanto tumulazioni ipogee, quanto semplici inumazioni. In tal caso, potrebbero aversi due ipotesi, quella delle sepolture ad inumazione considerate dall’art. 58 d.P.R. 10 settembre 1990, n. 285 (cioè le c.d. inumazioni in campo comune), oppure inumazioni in aree già oggetto di concessione e, per quanto, aventi natura di sepolcri privati nei cimiteri (Capo XVIIID.P.R. 10 settembre 1990, n. 285).

 

A rigore, solamente in queste seconde potrebbero aversi lapidi, copri tomba ed altri manufatti (art. 62 d.P.R. 10 settembre 1990, n. 285), per cui ben potrebbe aversi la previa realizzazione di un manufatto che consenta di ricavare uno o più vani idonei alla conservazione di urna cineraria, ciò consentirebbe di fare riferimento all’art. 49, comma 4, ultimo periodo L. R. (Veneto) 4 marzo 2010, n. 18 (non trascurando quanto previsto dall’art. 94 d.P.R. 10 settembre 1990, n. 285, che permane vigente ai sensi dell’art. 54, comma 6 legge regionale).

 

Si osserva, tra l’altro, come questo secondo periodo sia formulato in termini di pura ammissibilità, quasi come fosse un’eccezione calcolata e ben tollerata, ai due sistemi conservazione del primo periodo, quando potrebbe, invece, costituire un’idea di abbastanza ampio utilizzo, oltretutto maggiormente ragionata (consentendo la fruizione di spazi presenti e già in concessione) e che risponderebbe ad una logica di “familiarità” del sepolcro.

Tuttavia, è ben noto come in numerose realtà locali, anche nei campi ad inumazione comune, molti Regolamenti comunale di polizia mortuaria consentano l’installazione di lapidi copri-fossa (anzi, non mancano casi in cui tali pratiche non sono neppure prefigurate dai Regolamenti comunali, ma sono legittimate – di fatto – per lontana prassi sorta nel passato).

 

In tale evenienza, che può essere anche frequente, la realizzazione nel manufatto copri-fossa di uno o più vani atti, per dimensioni e caratteristiche costruttive, alla conservazione di urna cineraria, contrasterebbe con l’essenza dell’inumazione in campo comune, ma anche “trasformerebbe” questa in una sorta di “entità promiscua”, tra solo diritto d’uso della fossa e diritti scaturenti da un rapporto concessorio, dove l’inumazione vera e propria mantiene la propria qualità, mentre ad essa si aggiunge e si sovrappone una sepoltura a tumulazione (il vano destinato all’urna cineraria), il quale altro non può essere se non un sepolcro privato nei cimiteri, oggetto di previa previsione da parte del piano regolatore cimiteriale (art. 91 D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285), ma tale escamotage contrasterebbe nettamente con quanto stabilito dall’art. 59 d.P.R. 10 settembre 1990, n. 285, nonché con l’art. 30, commi 1 e 2, da ponderare distintamente, L. R. (Veneto) 4 marzo 2010, n. 18.

Le incoerenze ed improprietà redazionali della legge regionale, presumibilmente riferibili ad un non elevato grado di conoscenza della materia funeraria, sono tali da porre in forte imbarazzo i Comuni: essi, per loro natura e storia, invece, ben hanno conoscenza dei temi da affrontare e degli impasse da risolvere, e tentano, sempre più “disperatamente” di sviluppare (o…inventarsi???) soluzioni che, pur superando lo stesso impianto della legge regionale, almeno nel suo dettato formale, cerchino, in ogni caso, di offrire una risposta in termini di funzionalità, di razionalità e di servizio per i cittadini colpiti da un lutto.

GM di Bari decide di istituire nel cimitero cittadino un reparto per sepoltura di defunti di fede islamica

Pubblicato da

Su proposta dell’assessore al Patrimonio di Bari, la giunta comunale del capoluogo pugliese ha approvato la delibera per l’istituzione, nel cimitero monumentale di Bari, di un reparto destinato ad accogliere i defunti di fede islamica.
Secondo il regolamento di Polizia mortuaria (art. 100 D.P.R. n.285/1990), infatti, i piani regolatori dei cimiteri possono prevedere reparti speciali e separati per la sepoltura di persone di religione diversa da quella cattolica.
È dello scorso mese di luglio 2017, inoltre, la nota con cui il presidente della Comunità Islamica d’Italia (CIDI) ha segnalato all’amministrazione comunale la necessità di individuare delle aree da destinare a cimitero islamico, considerata l’assenza di luoghi di sepoltura per i fedeli musulmani sul territorio cittadino.
Dal momento che i principi religiosi dell’Islam non pongono problemi di coesistenza di un cimitero islamico con cimiteri di altre religioni ma si limitano a prescrivere solo alcune regole inderogabili, quali ad esempio il divieto di edificare luoghi di sepoltura fuori terra (tipo loculi e cappelle), la cremazione e altre pratiche, gli spazi a tal fine individuati nel cimitero monumentale sono due campi compresi tra le sezioni 33,34,32 e Esedra C.
Si tratta di un provvedimento dovuto, considerato che nel territorio di Bari vivono circa 10.000 persone di fede musulmana – l’assessore – Pierluigi Introna.
Un atto concreto, adottato nel rispetto delle normative vigenti e sulla scia di analoghe iniziative adottate da altre città italiane, che va nella direzione di una sempre maggiore integrazione tra cittadini di diverse culture e religioni.
Sarà ora cura degli uffici della ripartizione Patrimonio procedere a delimitare le due zone individuate, coinvolgendo la Comunità Islamica d’Italia per definire le modalità di sepoltura dei fedeli

Studenti romani alla scoperta del Verano

Pubblicato da

In occasione della ricorrenza della Commemorazione dei Defunti, AMA Roma ha proposto alle classi terze delle Scuole Secondarie di Primo grado di Roma l’iniziativa Verano 2.0. Studenti alla scoperta dei tesori del Verano. Un gioco di squadra che, al piacere del gioco, unisce la conoscenza di quello straordinario “museo a cielo aperto” che è lo storico Cimitero Monumentale di Roma.

La metodologia è quella dello Urban Game, un’attività innovativa per vivere i siti artistici – culturali in modo diverso, coinvolgente e partecipativo, ma soprattutto con finalità culturali, educative e motivazionali. Lo strumento utilizzato è una applicazione informatica per IPad, appositamente sviluppata per questo scopo, che guiderà 10 squadre di studenti in specifiche “tappe” geo-referenziate del territorio cimiteriale, sottoponendo loro prove da superare e enigmi da risolvere: risposte a domande, dettagli da trovare, recitazione di testi di personaggi illustri sepolti al Verano, registrazione di video, foto, etc.
Per ogni prova superata, la squadra acquisirà un punteggio. Al termine del gioco è previsto il momento di condivisione dell’esperienza vissuta in cui saranno resi noti i punteggi delle 10 squadre e comunicata la squadra che avrà totalizzato il punteggio maggiore.

Verano 2.0 è per AMA Roma una iniziativa “pilota”: in questa edizione, infatti, sarà possibile coinvolgere fino al massimo di 100 studenti provenienti da 4 diversi Istituti scolastici di Roma, ciascuno dei quali potrà partecipare con una sola classe, di massimo 25 studenti.

L’iniziativa è a titolo gratuito, ad eccezione dei trasferimenti Scuola-Verano-Scuola che sono a carico dell’Istituto scolastico partecipante.
Data dell’evento: giovedì 2 novembre 2017
Orario: dalle ore 9.00 alle ore 14.00
Punto di incontro e di uscita: Ingresso Monumentale del Verano,
Piazzale del Verano 1
Destinatari: classi terze delle Scuole Secondarie di Primo grado di Roma

Scadenza per la richiesta di partecipazione: entro il 20 ottobre 2017, tramite invio con posta certificata dell’Istituto scolastico richiedente del “Modulo richiesta di partecipazione” all’ indirizzo di posta elettronica certificata di AMA amaroma@pec.amaroma.org, seguendo tutte le indicazioni contenute in Progetto e modalità di partecipazione.

Selezione delle scuole partecipanti: Ama selezionerà le prime 4 scuole in possesso dei requisiti che invieranno la richiesta. Sarà rispettato l’ordine di arrivo delle email.

Trento: ULTIMA VISIONE, brevi riflessioni sulla fine di un viaggio

Pubblicato da

“Ultima visione” è il titolo di una mini rassegna con proiezione di film, organizzata dal Comune di Trento sul tema della morte e dell’elaborazione del lutto.
L’idea nasce dal dirigente dei servizi funerari di Trento Carmelo Passalacqua e le proiezioni sono a prezzi veramente popolari (5 euro).
Tre sono le pellicole in programma, proiettate il lunedì alle 21 al cinema Astra.
Affrontano l’argomento sotto vari aspetti, dalla percezione del ruolo dell’operatore cimiteriale alla morte in solitudine, per finire con il grande tema dell’elaborazione del lutto:
Il primo film è stato già proiettato il 9 ottobre 2017 e si tratta di Departures di Yojiro Takita (Giappone 2008, 130′). Seguirà il 16 ottobre 2017 Still life di Uberto Pasolini (Gran Bretagna-Italia 2013, 87′). La rassegna termina il 23 ottobre 2017 con la protezione di L’attesa di Piero Messina (Italia-Francia 2015, 100′), sarà presente il regista.
Al termine di ogni proiezione ci sarà la possibilità, per chi lo desidera, di condividere un approfondimento e una riflessione.
L’iniziativa rientra nell’ambito del percorso, avviato ormai da qualche anno dal servizio servizi funerari, di valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale presente nel cimitero monumentale, riprendendo una tradizione che rischia di essere dimenticata.
Nelle guide turistiche di fine ottocento il cimitero monumentale veniva infatti segnalato come luogo da visitare proprio per la grande bellezza architettonica e per il patrimonio artistico in esso presente: «L’allontanamento dell’idea di cimitero quale luogo, oltre che dei ricordi individuali, della memoria collettiva di una comunità, rispecchia l’approccio verso l’evento morte che si è sviluppato in questi ultimi decenni dove il fine vita non viene più considerato come la normale conclusione del nostro cammino terreno, ma vissuto come una sorta di tabù sociale» nota Passalacqua.

Niente accattonaggio al cimitero

Pubblicato da

No all’accattonaggio al cimitero centrale e all’ospedale San Giovanni Battista di Foligno: lo prevede un’ordinanza, che ha valore per un anno, firmata dal sindaco della città, Nando Mismetti. Nel documento si sottolinea che nelle aree in questione ci sono spesso minori e anziani, o persone che simulano disabilità per chiedere denaro “talvolta in forma invasiva o molesta ed anche insistente o minacciosa, turbando la tranquillità e la sicurezza dei cittadini”. Situazioni di disagio – spiega una nota del Comune – che vengono segnalate di frequente dai cittadini “con sentimenti di marcata apprensione ed inquietudine, spesso esasperati anche da una percezione di pericolo”. Per i trasgressori ci saranno sanzioni amministrative (da 40 a 500 euro oltre alla confisca del denaro proveniente dalla condotta illecita).

Poco personale per garantire manutenzione al cimitero di Trapani. Sindacati sul piede di guerra

Pubblicato da

“Il servizio di pulizia al cimitero comunale non può essere garantito solo da cinque operai, che pur dando il massimo, non possono di certo mantenere una pulizia decorosa in tutti gli enormi spazi dell’area. Chiediamo una convocazione urgente alla Trapani Servizi”.
Ad affermarlo è Rosanna Grimaudo responsabile Fit Cisl Trapani che interviene così denunciando la situazione in cui si trova il cimitero della città dove il servizio di pulizia prima veniva garantito da 10 lavoratori. “Si è passati a cinque per problemi finanziari di copertura del servizio da parte del comune, lo scorso mese di febbraio.
Si parlava di progetto pilota con una durata massimo di un paio di mesi per valutare il risultato, ma l’ultima ordinanza comunale del 2 ottobre prevede la proroga fino al 30 novembre delle sole 5 unità al posto di dieci caricandole, anche, a parte dell’ordinario già di difficile gestione, dello straordinario, la manutenzione cioè in vista della festività dei morti del prossimo 2 novembre”.
Grimaudo aggiunge, “se già risulta impossibile pulire tutta l’area in cinque, come si può pensare che possano anche gestire il lavoro straordinario di cui necessita il cimitero per il mese di novembre, quando aumenterà di molto il flusso di cittadini in visita. La Trapani Servizi ci aveva garantito una convocazione per discutere della fattibilità del progetto pilota e dell’organizzazione del lavoro, si faccia al più presto, si tratta di dare ai cittadini il servizio adeguato”.

Arrestato custode cimiteriale che aveva chiesto 50 euro per ritrovare oggetti scomparsi da una tomba

Pubblicato da

I Carabinieri della Compagnia di Civitavecchia hanno arrestato un 61enne romano, abitante a Fiumicino, custode del cimitero di Cerveteri.
L’operazione è scaturita dalla denuncia della vittima, un 82enne vedovo e invalido, il quale ha denunciato che il custode del cimitero di Cerveteri gli aveva chiesto l’importo di 50 euro a fronte della restituzione di alcuni oggetti che aveva lasciato sulla tomba della propria coniuge defunta.
Dopo aver chiesto spiegazioni, il vedovo ha percepito che i citati oggetti poteva averli il custode del cimitero; quest’ultimo, infatti, si è reso disponibile a ritrovarli dietro pagamento della somma di 50 euro.
I Carabinieri di Cerveteri, ravvisando nei fatti esposti una chiara condotta estorsiva hanno predisposto un servizio di osservazione in attesa che il custode del cimitero si presentasse dall’anziano per riscuotere la somma richiesta e consegnare gli oggetti. A scambio avvenuto, i militari sono intervenuti e hanno bloccato il custode che è stato arrestato e ristretto agli arresti domiciliari, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Dovrà rispondere del reato di estorsione aggravata.

Occhiobello: il servizio percepito dai cittadini come migliore è quello cimiteriale

Pubblicato da

Si colloca tra il giudizio di buono e ottimo la maggior parte delle valutazioni dei cittadini sulla qualità dei servizi comunali del Comune di Occhiobello (RO), commentando i risultati dei questionari sulla qualità dei servizi che sono stati restituiti da quanti li hanno compilati e restituiti.
“I questionari per la rilevazione di come gli utenti percepiscono il lavoro allo sportello – spiega la nota del Comune – hanno restituito giudizi che nel 71,14% dei casi si sono espressi per l’ottimo, buono 22,98%, sufficiente 3,20%, scarso o pessimo 1,86%. Sono state 448 le schede raccolte da cui oltre ai ‘voti’, è stato possibile ricavare alcune richieste come l’estensione dell’orario di apertura al pubblico per certi sportelli, segnaletica interna alle sedi comunali e perfezionamento della modulistica tributaria”.
Le valutazioni di ottimo e buono sono state rivolte in particolare a professionalità, cortesia, disponibilità del personale e chiarezza, adeguatezza delle informazioni ricevute, per contro, i voti negativi hanno evidenziato la richiesta di orari di ricevimento più ampi.
Gli sportelli che hanno ricevuto maggior gradimento da parte del pubblico sono stati i servizi cimiteriali con l’80,38% di ottimo, edilizia privata con il 79,89%, l’ufficio relazioni pubbliche al 77,71%, la biblioteca comunale con il 75,75% e i tributi con il 72,11%.

AFC Torino: bando per proposte di iniziative culturali durante la Commemorazione die Defunti

Pubblicato da

Afc Torino Spa, la Società del Comune che gestisce i servizi cimiteriali, in accordo con l’Amministrazione comunale di Torino, per la Commemorazione dei Defunti di quest’anno, intende offrire ai visitatori un calendario di iniziative culturali con momenti musicali e di letture, più variegato rispetto agli anni precedenti.

Per individuare nuove proposte, che devono sempre essere consone alla sacralità del luogo, ispirate al tema della memoria collettiva e personale e all’elaborazione del dolore (come: letture, pieces teatrali, esibizioni musicali e canore), ha pubblicato sul sito web dei cimiteri un avviso esplorativo, destinato ad associazioni ed artisti che intendano partecipare. La spesa complessiva totale messa a disposizione è di 5mila euro. Il termine ultimo di accoglienza delle domande è fissato entro le ore 12 di mercoledì 11 ottobre. Le domande a busta chiusa vanno indirizzate all’Ufficio Protocollo di AFC Torino Spa, corso Peschiera 193, 10144 Torino; oppure mediante P.E.C all’ indirizzo afctorino-gare@legalmail.it, completo di tutti i dati del mittente e recapiti telefonici. Tutte le informazioni sul sito web alla pagina dedicata.

Forlì: attivate altre procedure di decadenza per vecchie tombe in concessione

Pubblicato da

Dopo l’avviso di luglio per 53 tombe, e quello di agosto per altre 56, i Servizi Cimiteriali del Comune di Forlì hanno disposto un nuovo avviso alla cittadinanza di decadenza della concessione per 50 tombe ubicate nel cimitero Urbano monumentale. Si tratta di 42 tombini tutti ubicati nel Reparto “N”, di 2 tombe “arcata” e di 6 tombe “lungo lo Stilobate”, sepolture tutte in evidente stato di abbandono o di grave incuria, che contengono i resti mortali di salme tumulate da oltre 50 anni, e per le quali non è stato effettuato l’aggiornamento del titolare della concessione.

La decadenza della concessione sarà attuata in base al Regolamento dei servizi cimiteriale e dei cimiteri comunali, laddove “per abbandono per incuria o per morte degli aventi diritto, il comune, previa diffida, può disporre la rimozione delle opere nonché la decadenza della concessione”.
Il provvedimento con l’elenco delle 50 tombe e delle salme ivi presenti, oltre ad essere pubblicato all’Albo Pretorio on-line del Comune di Forlì, nel sito web comunale www.comune.forli.fc.it, viene affisso presso la bacheca del cimitero Urbano Monumentale per Almeno 60 giorni naturali e consecutivi.
Per informazioni è possibile rivolgersi ai Servizi Cimiteriali, via Ravegnana, 276, oppure telefonare ai numeri 0543.712890-0543.712893 (orario di apertura, tutti i giorni feriali dal lunedì al sabato dalle 8,30 alle 12).

Le fasce di rispetto cimiteriale: inizio e fine.

Pubblicato da

La tematica che attiene alle fasce di rispetto cimiteriale è frequentemente oggetto di contenzioso giurisdizionale. Non solo ai fini strettamente edificatori, ma altresì per “impianti” che, in loro stessi, difficilmente possono essere qualificati quali edifici, come si ha nel caso delle stazioni radio base per la telefonia mobile (osservandosi a proposito di queste ultime il fatto che i soggetti gestori abbastanza raramente facciano richiamo, quale argomento, al Codice delle comunicazioni elettroniche (D. Lgs. 1 agosto 2003, n. 259 e s.m.), probabilmente per il fatto che le tutele poste dal suo art. 86, comma 4 poco si prestano in questo specifico contesto).
Per altro, se oramai sia del tutto consolidato l’orientamento per il quale il vincolo d’inedificabilità posto dall’art. 338 T.U.LL.SS. (r .d. 27 luglio 1934, n. 1265 e s.m.) e dall’art. 57 d.P.R. 10 settembre 1990, n. 285 e s.m., costituisca un vincolo assoluto e non derogabile, alcune recenti pronunce portano a considerare due “momenti” del sorgere di un tale vincolo, il momento iniziale e il momento finale.
Dopo la L. 1 agosto 2002, n. 166 (art. 28) erano sorti dubbi se l’anzidetto vincolo d’inedificabilità, in precedenza costantemente ritenuto prevalente sulle previsioni dettate localmente dagli strumenti urbanistici, fosse divenuto, per così dire, subordinato a questi ultimi. La Corte di Cassazione (Sez. V, sent. n. 19757 del 9 agosto 2017) ha affermato (o, meglio, ri-affermato) come il vincolo d’inedificabilità previsto da norma di legge per le fasce di rispetto cimiteriale non possa essere derogato dai piani urbanistici, in considerazione del sistema di gerarchia delle fonti del diritto, ma solo nei casi, espressamente, contemplati dalla stessa fonte normativa, così come ora modificata dal cit. art. 28, L. 1 agosto 2002, n. 166.
Inoltre, la stessa pronuncia ha considerato come un tale vincolo legale d’inedificabilità, in più occasioni ritenuto legittimo in sede di esame di legittimità costituzionale, abbia carattere conformativo della proprietà (cioè comportando prescrizioni e/o vincoli che comportano limitazioni legali della proprietà, con l’assoggettamento del bene ad un determinato regime giuridico di appartenenza e limitando le facoltà inerenti alla posizione proprietaria in conformità alla naturale struttura del bene; art. 42 Cost.) in quanto collegato – sotto il profilo soggettivo – ad un carattere generale, riferito alla generalità dei cittadini, nella posizione di proprietari di determinati beni trovantisi in una situazione data, e – dal punto di vista soggettivo – per il fatto di gravare su immobili individuati a priori per categoria, conseguendo che un tale vincolo non arreca, in via specifica, ai proprietari un qualche deprezzamento del valore dell’immobile (rimanendo del valore quo ante).
Rispetto alla seconda questione (quella afferente al momento “finale” del vincolo d’inedificabilità), il Consiglio di Stato (Sez. IV, sent. n. 2351 del 18 maggio 2017) ha considerato il caso di un cimitero da tempo non utilizzato, affermando che il vincolo d’inedificabilità cui sono soggette le zone di rispetto cimiteriale persiste anche se sia stata, formalmente (aspetto questo ultimo non secondario), disposta la soppressione del cimitero, fino a che sia decorso il termine stabilito dall’art. 97, comma 1 d.P.R. 10 settembre 1990, n. 285 e s.m., e decorso questo, eseguita la bonifica prescritta (art. 97, comma 2 stesso d.P.R. 10 settembre 1990, n. 285 e s.m.).

Tunisia: crowdfunding per realizzare un cimitero per migranti morti in mare al largo coste tunisine

Pubblicato da

Pescatori e volontari di Zarzis in Tunisia da anni si occupano di dare una degna sepoltura ai migranti morti nel tentativo di attraversare il Mediterraneo; a quei corpi senza vita di uomini, donne e bambini che quasi ogni giorno vengono ritrovati sulle spiagge della località nel sud della Tunisia.
Ora, tuttavia, nel cimitero locale non c’è più spazio e per questo motivo il comitato regionale della Mezzaluna Rossa di Medeine, ha deciso di lanciare una campagna di raccolta fondi online, su www.cofundy.com, d’intesa con le autorità locali, per raccogliere 30’000 euro ed acquistare un terreno di 2500 metri quadrati, a 15 km a sud di Zarzis, da adibire a cimitero e luogo della memoria.
La Mezzaluna Rossa tunisina si prenderà poi l’onere di gestire il cimitero occupandosi anche di raccogliere informazioni sull’identità dei sepolti. Se l’operazione non dovese andare in porto, acquisterà comunque un terreno più piccolo.
Secondo gli ultimi dati dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni, nel corso dell’anno i morti sono stati 2’410, molti a largo delle coste tunisine.
Che differenza con una analoga iniziativa che si sta svolgendo in Calabria, dove si è intervenuti con sodi pubblici italiani e con valori molto più elevati.

Manca il personale al cimitero di Messina

Pubblicato da

Il Dipartimento Cimiteri del Comune di Messina è in difficoltà per carenze dell’organico. LA carenza sembra possa seriamente mettere in discussione la realizzazione di progetti di recupero, bonifica e costruzione di nuove sepolture. A lanciare l’allarme sono sette consiglieri del Comune di Messina che hanno deciso di accendere i riflettori sul problema e di scrivere al Sindaco.
Messina ha uno dei cimiteri monumentali italiani di maggior pregio.

Ingegnoso sistema per rubare monetine dalla cappella del cimitero di Bolzano

Pubblicato da

La Polizia Municipale di Bolzano ha denunciato una bolzanina di 44 anni, sorpresa a rubare le offerte dalle cassettine situate all’interno del cimitero. Erano da poco passate le 20.00 quando gli agenti a bordo di una pattuglia hanno notato una donna scavalcare il cancello del cimitero di Oltrisarco. Dall’esterno gli agenti hanno seguito le mosse della donna, che si è avvicinata alle due cassettine delle offerte situate vicino all’ingresso principale, iniziando ad armeggiare. Con un sistema tanto semplice quanto ingegnoso, aveva introdotto due pezzi di banda metallica, precedentemente smontata da un metro estensibile, all’estremità dei quali aveva attaccato del biadesivo. Attraverso la feritoia era riuscita a recuperare le monete.

E… se manca l’atto di concessione? Quali le possibili conseguenze?

Pubblicato da

Traggo spunto da questo curioso fatto di cronaca: http://www.temporeale.info/71193/argomenti/cronaca/gaeta-cimitero-concessioni-pagate-due-volte-comune-restituisce-soldi.html per qualche riflessione su un tema spinoso, soprattutto per i gestori dei nostri tentacolari cimiteri.

Dunque: il problema pare essere sempre lo stesso: in carenza del titolo di concessione perché, magari, smarrito dal privato cittadino, parte integrante del rapporto concessorio, come comportarsi?

Sono legittimi atti ablativi affinché il manufatto cimiteriale rientri nel pieno possesso del Comune per una nuova assegnazione?

Provocatoriamente muovo da questa prima osservazione: i beni cimiteriali, in quanto afferenti al demanio comunale non sono nemmeno usucapibili!

Di norma, ed in linea di massima, una concessione cimiteriale sussiste solamente quando e se, agli atti del Comune, vi sia esemplare autentico del “regolare atto di concessione”, ex Art. 98 comma 1 DPR n. 285/1990, senza il quale si deve parlare d’inesistenza della concessione stessa, da cui deriverebbe un uso “senza titolo” dell’area o dell’edificio tombale , e quindi il sepolcro, in buona sostanza, sarebbe abusivo (in senso tecnico!)

114129972-bf8e39ea-bf02-4e72-b767-4571ffe5d109Quando manchi un titolo formale, secondo i principi generali dell’ordinamento ed ai sensi dell’Art. 2697 Cod. Civile dovrebbe esser necessario un accertamento giudiziale ex Art. 2907 Cod. Civile sulla fondatezza del diritto (o presunto tale) rivendicato cui provvede la Magistratura Ordinaria in sede civile, tenderei ad escludere (ma felicissimo di esser smentito!) la competenza funzionale del giudice di pace, perchè lo jus sepulchri ha natura di diritto reale (sui generis), patrimoniale e personale e non rientra pertanto (anche le eccede) tra le materie assegnate ex Art. 7 Cod. Proc. Civile al Giudice di Pace.

Data l’epoca piuttosto risalente la stipula dell’atto di concessione vero e proprio dovrebbe essere stata preceduta da una deliberazione del consiglio comunale di assegnazione dell’area, nonché dall’autorizzazione prefettizia per procedere alla concessione con il conseguente perfezionarsi dell’atto di concessione, il quale, oltretutto, una volta formato, sarebbe stato soggetto al visto di esecutività da parte della G.P.A. (organo oppresso con l’istituzione dei T.A.R. avvenuta con la Legge n. 1034/1971), tutto questo in regime di Regio Decreto n.1880/1942, cioè del regolamento statale di polizia mortuaria vigente in quel periodo storico.

Infine, sia il progetto di costruzione del corpo di loculi sull’area data in concessione, sia quello per eventuali successivi interventi di ristrutturazione o ri-adattamento del manufatto dovrebbero essere stati approvati dal comune (oggi art. 94 D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285) e, le opere, una volta eseguite , avrebbero, comunque, dovuto esser oggetto sia verifica sulla rispondenza di quanto realizzato con il progetto precedentemente varato, sia di collaudo, quanto meno statico, a rilevanza igienico-sanitaria.

Per altro, non mancano, anzi sono abbastanza diffusi, frangenti e realtà territoriali in cui la tenuta degli archivi presenti condizioni di pesante “sofferenza” ed inadeguatezza, stato di fatto che, senza entrare nel merito delle possibili cause, spesso annose e non solo dovute alla momentanea incuria, costituisce un fattore di criticità, perchè la disponibilità dell’atto di concessione e, quindi, la conoscenza del concessionario, costituisce elemento essenziale per acclarare, in occasione di ciascuna singola richiesta di tumulazione, se il defunto di cui sia richiesto l’accoglimento nel sepolcro abbia titolo ad esservi ammesso ex Art. 102 DPR 10 settembre 1990 n. 285 (soluzione procedimentale che, altrettanto, spesso è poco applicata, generando situazioni, talora, di indebito uso del sepolcro).

All’assenza di atti d’archivio (o di registrazioni tratte dagli atti d’archivio), potrebbe essere sopperirsi, oltre che, ovviamente, con ricerche approfondite nell’archivio del comune interessato (spesso laboriose, specie se l’archivio non sia sempre stato tenuto in modo adeguato), anche con accessi all’Archivio di Stato, in cui potrebbero (es.) essere state riversate, decorsi oltre 40 anni, le copie dell’atto di concessione a suo tempo oggetto di visto da parte della G.P.A. In alcuni casi, potrebbe darsi il suggerimento di avviare le ricerche iniziando dai registri delle deliberazioni del consiglio comunale (che erano tenute in termini tanto più ordinati, quanto più indietro si vada nel tempo), ciò consentirebbe di individuare, oltre al il momento temporale cui restringere le ricerche, anche il concessionario iniziale (c.d. fondatore del sepolcro), operazione da “topi di biblioteca” che favorirebbe le ricerche per le fasi successive, cioè per provare l’eventuale subentro, ossia l’ingresso dei discendenti dell’originario fondatore nella piena titolarità del sepolcro. Ovviamente l’istituto della voltura nelle concessioni cimiteriali opera solo mortis causa, essendo vietato su quest’ultime ogni atto di disposizione per acta inter vivos, stante la sancita demanialità dei beni cimiteriali.

Una volta individuato il fondatore del sepolcro, si definisce “di default”, cioè automaticamente anche l’ambito della famiglia avente diritto alla sepoltura, mentre per il tempo successivo al decesso del concessionario/fondatore del sepolcro dovrebbero esservi stati atti di “subentro”, regolati per altro dal regolamento comunale di polizia mortuaria, considerando come qualora questo istituto non sia stato considerato, né tanto meno esperito dovrebbe concludersi che concessionario sia rimasto quello originario.

Va aggiunto, per quanto riguarda le opere di costruzione del sepolcro e, nel caso, anche per i lavori di ristrutturazione successivi, come non si possa escludere che i relativi atti siano stati oggetto di procedura di scarto dall’archivio comunale, per cui (almeno) dovrebbe essere reperibile il relativo verbale con cui è proceduto allo scarto (DPR n.1409/1963), mentre non possono essere stati oggetto di scarto gli atti di concessione e, sempre che vi siano stati, gli eventuali aggiornamenti dell’intestazione, conseguenti al decesso del concessionario (e, forse, anche dei suoi discendenti), sempre che la procedura di c.d. “subentro” fosse contemplata dal regolamento comunale di polizia mortuaria.

Nel caso in esame, appare evidente come la gestione dell’archivio, localmente, non sia stata del tutto “perfetta” ed inappuntabile (e, come osservato, si tratta di una situazione anche molto diffusa, soprattutto per il pregresso).

In Ultima analisi, se dai registri delle sepolture si evince l’uso (comunque nec vi, nec clam, nec precario, elemento assai arduo da provare) continuata e costante della tomba in questione si potrebbe anche tentare anche la formula dello juris tantum (immemoriale: http://www.funerali.org/cimiteri/ricognizione-sullo-jus-sepulchri-listituto-dellimmemoriale-1172.html) la quale dovrebbe, poi sfociare, dopo adeguata istruttoria, in un atto integrativo/ricognitivo sulla concessione in già essere, avente la forma di determina dirigenziale, adottato, appunto, dal dirigente (Art. 107 comma 3 lett. f D.LGS n.267/2000) di settore dei servizi cimiteriali. Meglio, comunque, percorrere la strada maestra dell’accertamento giudiziale, sostenendo, comunque, l’alea che un giudizio civile pur sempre comporta.

Trapani: avviate estumulazioni massive per 70 loculi a seguito di procedura di decadenza della concessione

Pubblicato da

A Trapani una determina dirigenziale ha dato avvio al procedimento di decadenza della concessione cimiteriale di n. 70 loculi.
L’elenco dei loculi, che fa parte integrante del medesimo provvedimento dirigenziale, è pubblicato all’Albo Pretorio on-line ed all’Albo cimiteriale del Comune di Trapani.

I loculi interessati alla procedura di decadenza della concessione si trovano nei Gruppi Sepolcrali economici 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28 e 29.

Per delucidazioni a riguardo rivolgersi agli uffici dei Servizi Cimiteriali, siti in Piazza Cimitero n. 37 – (tel. 0923- 590266 – 568500), che sono aperti al pubblico nei giorni e negli orari di seguito indicati: – il lunedì e giovedì: dalle ore 15,00 alle ore 17,00; il mercoledì: dalle ore 09,00 alle ore 13,00.

A San Paolo in Brasile, si privatizza la gestione di cimiteri e crematorio

Pubblicato da

Nell’ambito del “Plano Municipal de Desestatizacao”, avviato dal sindaco di San Paolo (Brasile) Joao Doria al momento del suo insediamento, la città sta attraversando la più grande fase di privatizzazione della sua storia, realizzata attraverso la messa in vendita del patrimonio immobiliare pubblico e l’affidamento ai privati della gestione di svariati servizi pubblici locali.

Tra i servizi privatizzati anche la concessione per la gestione dei 29 terminal di autobus e dei 16 mercati comunali e infine la concessione riguardante i 22 cimiteri e un crematorio comunale.

Napoli: a rischio chiusura per protesta i servizi cimiteriali di Napoli

Pubblicato da

Nel giorno di San Gennaro i cimiteri restano chiusi a Napoli a causa dello sciopero dei lavoratori svoltosi ieri domenica 17 settembre 2017 e in previsione anche epe rilasciato prossimo martedì, giorno in cui ricorre la festività del santo patrono di Napoli.
Gli undici cimiteri napoletani resteranno chiusi dalle ore 7.00 alle ore 10.00 per un’assemblea sindacale organizzata dalla funzione pubblica della Cisl.
Oltre ai cimiteri si fermerà anche per l’obitorio del II Policlinico e i servizi della polizia mortuaria. L’assemblea era stata già prevista lo scorso fine settimana anche se l’Amministrazione aveva chiesto di rinviare per aprire un tavolo di confronto con i cimiteriali.
Si attendono i risultati di un incontro dell’assessore con i vertici sindacali, convocato per oggi, nel tentativo di scongiurare la chiusura anche per il giorno del Patrono di Napoli.

Temporaneamente chiuso a Napoli il famoso cimitero delle Fontanelle

Pubblicato da

L’assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli ha dato notizia che l’accesso al Cimitero delle Fontanelle è stato temporaneamente interdetto per motivi di sicurezza, per il distacco di ‘pezzame di tufo’ caduto sul piano di calpestio dell’ingresso.
I tecnici del Comune sono tempestivamente intervenuti ed i lavori di messa in sicurezza sono già in corso.
Non è la prima volta che l’ossario del rione Sanità è costretto a chiudere per motivi di sicurezza. Le antiche cave di tufo, riaperte al pubblico dal 2006, sono infatti molto sensibili alle piogge.

Due addetti cimiteriali a Catania presi a botte da visitatori

Pubblicato da

Il sindaco di Catania Enzo Bianco denuncia l’episodio accaduto del cimitero di via Acquicella, dove due addetti della Multiservizi sono stati presi a bastonate da persone che non volevano uscire:
«Un nuovo, grave, inaccettabile episodio di violenza verso dipendenti comunali che volevano far rispettare le regole. A seguito dell’allerta meteo che segnalava il rischio di fortissimi venti anche a Catania, con possibilità di caduta rami – spiega il sindaco – ho emesso un’ordinanza per la chiusura nel pomeriggio di ieri dei parchi cittadini e del cimitero. Proprio lì due dipendenti che stavano facendo rispettare la disposizione sono stati selvaggiamente aggrediti da alcune persone che non volevano uscire».
Continua Bianco: «Spero che anche stavolta i responsabili siano individuati. E’ difficile far rispettare le regole nella nostra città. Una minoranza arrogante e incivile resiste e reagisce ma con l’aiuto delle forze di polizia e della magistratura ce la faremo».