Archivi Categoria: Cimiteri

Beccati a San salvo operatori del settore marmoreo che danneggiavano tombe realizzate da concorrenti

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Danneggiavano lapidi e tombe installate da una ditta concorrente per generare tra i parenti dei defunti il dubbio che il materiale usato fosse di scarsa qualità.
Al termine dell’attività investigativa però, con appostamenti all’interno del cimitero, i Carabinieri di San Salvo (Vasto) hanno denunciato due commercianti del settore, entrambi del posto, per danneggiamento continuato, vilipendio di tombe e sepolcri, furto aggravato e turbata libertà dell’industria.
Dagli accertamenti è emerso che i denunciati, in più di un’occasione, oltre ad infrangere vetri, lampade e cornici, rendendole inservibili, versavano sostanze corrosive su nomi e dati del defunto incisi, provocandone la distruzione oltre a sbavature del liquido sulla lapide.

Cimiteri privati: limiti legali e divieti ad un eventuale ingrandimento

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Stante l’attuale disciplina statale (quando e se compatibile con quella eventualmente emanata dalla Regioni dopo la Legge di Revisione Costituzionale n. 3/2001) le costruzioni di nuovi cimiteri e gli ampliamenti di quelli esistenti sono regolati dal D.P.R 10/08/1990 n.285, Cap X con gli articoli che vanno da 54 a 63.

cimitero monumentale nell800 2L’art.55 del D.P.R. n° 285/1990 innova rispetto alla norma preesistente ( art.53 D.P.R. n°803/1975 ) non prevedendo, per i progetti cimiteriali, il parere della Commissione provinciale per i cimiteri, che risulta in tal modo abrogata per effetto dell’art.108 dello stesso D.P.R. n°285/90.

Ora il procedimento di approvazione dei progetti dovrà seguire in base all’art.52 comma 2 del D.P.R. n°285/90, quanto specificato dall’art.228 del Testo Unico delle Leggi sanitarie e successive modificazioni ed integrazioni (art.3 legge 21 marzo 1949 n°101, art.1 legge 20 luglio 1952 n°1007, art.27 D.P.R. 10 giugno 1955 n°850, nonché art. 2 D.P.R. 15 gennaio 1972 n°8 ). Il D.P.R. n°8/1972 ha disposto il trasferimento, tra l’altro, alle Regioni a Statuto ordinario delle funzioni amministrative in materia di opere igieniche di interesse locale (tra cui i cimiteri).

Nel codice civile del 1865, le aree cimiteriali non parevano ancora riconducibili al demanio pubblico, intenso, però, fu il dibattito in dottrina.

In proposito appare prevalente la tesi favorevole alla demanialità dei cimiteri, nonostante si rilevino talune voci discordanti, secondo le quali la circostanza che l’allora vigente Reg. speciale 25 luglio 1892, n. 448, di polizia mortuaria, agli art. 107 e segg., e segnatamente all’art. 109, prevedesse l’esistenza di “sepolcri particolari eretti da privati in terreni di loro proprietà per deporvi cadaveri o ceneri di persone appartenenti alla loro famiglia”, sembrava sufficiente a negare l’esclusività per lo Stato della funzione svolta a mezzo dei cimiteri (funzione che consisteva «nel provvedere alla inumazione dei cadaveri secondo i dettami dell’igiene, della sanità pubblica e della morale» e da cui derivava la possibilità di «scartare l’ipotesi che, nel caso dei cimiteri privati, o “particolari”, lo Stato delegasse al singolo l’esercizio della sua funzione»: E. GUICCIARDI, Il Demanio, Padova, 1934, 153; «la caratteristica comune a tutte le cose comprese nell’art. 427 è questa: vi è un godimento comune. (…) Non basta che un determinato bene sia destinato ad un servizio pubblico per caratterizzarlo demaniale: occorre che si tratti di res publico usui destinata»: C. FADDA, Nota ad Appello Brescia 4 ottobre 1887, in Foro. It., 1888, I, 429; cfr., inoltre, G. INGROSSO, Demanio comunale, in N.D.I., IV, 1938, 695). A sostegno del carattere demaniale delle aree cimiteriali si sottolinea come non «bisogna confondere la funzione esclusiva dell’ente pubblico con il mezzo che può essere necessario, ma non esclusivo per compierla […] e tantomeno si può confonderla con quel complesso di attività che l’ente esercita sul bene in relazione allo scopo di salvaguardare la sicurezza del servizio e l’integrità della funzione» (P. DEL PRETE, Natura giuridica dei cimiteri e diritti del concessionario, in Giur. it., 1939, III, 5 e s.; S. ROMANO, Principi di diritto amministrativo italiano, Milano, 1912, 534)

L’attuale codice civile tratta dei cimiteri al primo comma dell’art. 824, laddove sancisce che i campisanti siano assoggettati al regime giuridico del demanio pubblico ” se appartengono alle province o ai comuni “.
Detti impianti a rilevanza igienico-sanitaria vengono dunque annoverati nel demanio accidentale che ricomprende i beni che, per la loro natura, potrebbero eventualmente appartenere, sotto il profilo patrimoniale, anche a soggetti diversi da un ente territoriale e il cui carattere demaniale è determinato proprio dall’appartenenza ad un tale ente. Questo porta a sostenere che, in caso di non appartenenza ad un comune, i cimiteri non rivestono carattere demaniale.

“[…] Siffatta conclusione è confermata, in primo luogo, dall’interpretazione della normativa codicistica e dalla circostanza che il combinato disposto degli art. 822 e 824 del codice civile determina un collegamento con il demanio accidentale solo per i beni elencati al secondo comma dell’art. 822, in ragione della loro appartenenza a un soggetto pubblico (Stato ? art. 822 – oppure Province e Comuni ? art. 824). Appartenenza che non è, peraltro, automatica ma solo eventuale, come può ricavarsi dal confronto tra i due commi dell’art. 822, laddove la prima disposizione testualmente impone un regime dominicale pubblico (c.d. demanio necessario) a specifici beni (” appartengono allo Stato e fanno parte del demanio pubblico il lido del mare, la spiaggia, le rade e i porti, …. “), mentre la seconda inverte tale corrispondenza, stabilendo che determinati beni (strade, autostrade, strade ferrate, aerodromi, acquedotti, immobili riconosciuti d’interesse storico, archeologico e artistico a norma delle leggi in materia, raccolte dei musei, delle pinacoteche, degli archivi, delle biblioteche) ” fanno parimenti parte del demanio pubblico, se appartengono allo Stato “.
Non pare esservi dubbio, quindi, che questi beni possano anche non appartenere a soggetti pubblici (l’esistenza di strade private, pinacoteche private, biblioteche private è difatti del tutto evidente), come è stato anche ribadito in giurisprudenza (2) , ove si è affermato che, in materia di demanio accidentale, la destinazione del bene a fini di pubblico interesse non è sufficiente a determinare la demanialità del bene se non in correlazione all’acquisto fattone dall’ente pubblico, sia pure dopo la costruzione delle opere” (così Dante Buson, sulle pagine de: “Lo Stato Civile Italiano in data 13 gennaio 2017)

Prima del T.U.LL.SS e del codice civile, i cimiteri privati erano espressamente previsti dall’art. 107 del regio decreto 25 luglio 1892 n. 448 (secondo il quale ” i cimiteri particolari esistenti o da costruirsi per uso di un gruppo di popolazione, di congregazioni, o di qualsiasi altra associazione civile o religiosa, sono sempre sottoposti alla immediata vigilanza dell’autorità comunale .”), abrogato con l’entrata in vigore del regolamento di Polizia Mortuaria, approvato con regio decreto 21 dicembre 1942, n. 1880, il cui art. 82, peraltro nel testo confermato dall’art. 104, comma 4, del d.P.R. 10 agosto 1990, n. 285, prevedeva che ” le cappelle private costruite fuori dal cimitero, nonché i cimiteri particolari, preesistenti alla data di entrata in vigore del testo unico delle leggi sanitarie, approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, sono soggetti, come i cimiteri comunali, alla vigilanza dell’autorità comunale.” .

Questo significa che l’entrata in vigore del codice civile non ha impedito il mantenimento di un regime di titolarità dei cimiteri diverso da quello demaniale; oggigiorno, dunque, sono ancora consentiti i cimiteri particolari (ma il Legislatore li vede con diffidenza!) purchéAAAA0064 preesistenti al 24 agosto 1934, data di entrata in vigore del R.D. n. 1265/1934, sui quali il Comune esercita un potere di vigilanza e supervisione, per evidente interesse pubblico prevalente, data la natura stessa dei moderni sepolcreti.

Acclarato ciò, ci si chiede se sia legittimo procedere all’ampliamento di un cimitero privato, sempre a norma delle leggi sanitarie.

La risposta negativa potrebbe basarsi sull’abrogazione del citato art. 107 del vecchio Regolamento del 1892, nel senso che l’eliminazione della norma dall’Ordinamento, proverebbe inoppugnabilmente la volontà del Legislatore, rispondendo ad esigenze mutate nel tempo, di porre un divieto implicito alla istituzione di nuovi cimiteri particolari e nell’ottica della stessa ratio , all’ampliamento di quelli preesistenti, in quando, seppur ancora in funzione, considerati residuali, rispetto all’assetto contemporaneo della polizia mortuaria, incentrato sull’esclusiva titolarità comunale.

Ciò rinverrebbe conferma da quanto disposto dal richiamato quarto comma dell’art. 104 del D.P.R. n.285/1990, che impone la vigilanza del Comune anche sui cimiteri particolari preesistenti alla data di entrata in vigore del testo unico delle leggi sanitarie del 1934. Detta disposizione determinerebbe, a sua volta, l’esistenza di un divieto implicito alla creazione di nuovi cimiteri particolari con conseguente impossibilità di ampliamento di quelli già esistenti, pena lo svuotamento del significato degli artt. 101 (che prevede un particolare procedimento per la costruzione delle cappelle private fuori dal cimitero) e 104 del D.P.R. 285/90 e della stesso significato del r.d. n. 1265/34 (artt. 337, 343 comma 2 e 394) in base al quale il Comune ha il compito esclusivo di sovrintendere alla sanità pubblica riguardo ai cimiteri ed allo smaltimento dei cadaveri.

La disciplina speciale dei cimiteri particolari sarebbe, quindi, applicabile solo ai cimiteri preesistenti e finché mantengano immutate le loro caratteristiche, ma deve ritenersi esclusa per gli ampliamenti, almeno si quando – almeno – vigente l’odierno Titolo VI T.U.LL.SS.

Questa tesi non ha però convinto i giudici amministrativi della Campania, i quali hanno sostenuto che alla fattispecie non può essere applicata, secondo il criterio analogico, la regola sancita dal suddetto art. 101, posto che la disciplina relativa alla costruzione delle cappelle private fuori dal cimitero è cosa ben diversa dal regime dominicale dei cimiteri, sicché la circostanza che per legge tali cappelle siano tuttora edificabili, previa autorizzazione delle autorità competenti, non esclude che possano essere eseguiti lavori edilizi all’interno dei cimiteri particolari, fatto salvo il divieto di istituzione di nuovi.

Il Codice del 1942, infatti, non avrebbe comportato né la demanializzazione automatica di tali manufatti, né ha sancito l’impossibilità di un regime proprietario differente anche per eventuali ampliamenti.

Tuttavia Anche se non dovrebbe essere avvenuto, vi sono stati cimiteri particolari nel tempo interessati ad ampliamenti, nella superficie (operazione diversa dalle modificazioni volumetriche e/o di destinazione d’uso dei lotti di terreno).

Arresti in provincia di Latina.

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Dopo due anni di indagini i carabinieri si sono convinti che a Cisterna di Latina, uno dei principali centri pontini, fosse stato messo a punto un sistema criminale e all’alba di oggi, su ordine del gip Giuseppe Cario, hanno arrestato 17 politici, funzionari imprenditori.
Le indagini si sono concentrate sulla gestione, dagli inquirenti definita spregiudicata, della cosa pubblica, facendo luce su “un contesto di diffusa corruzione, in cui alcuni amministratori, funzionari e imprenditori pilotavano gare d’appalto in materia di raccolta differenziata dei rifiuti, costruzione di edifici pubblici, esecuzione di lavori stradali, refezione scolastica e manutenzione del verde pubblico e dei cimiteri“.
Tra i politici arrestati il vicesindaco Alvaro Mastroianni e gli assessori Danilo Martelli e Pierluigi Ianiri.
La giunta di Eleonora Dellapenna, che è anche presidente della Provincia, una civica orientata a destra, aveva fatto della legalità e della rottura con un passato caratterizzato da passaggi opachi da parte dei partiti una bandiera, contribuendo a trasformare la provincia di Latina in un laboratorio nazionale dei civici, quelli che si possono chiamare partiti dei sindaci.
A peggiorare ulteriormente la situazione c’è poi l’arresto del funzionario Gianfranco Buttarelli, che a Latina è assessore all’urbanistica.

Lucca: concessioni cimiteriali in scadenza da rinnovare

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Dopo diverse proroghe concesse dall’amministrazione comunale di Lucca, sta per arrivare il termine ultimo per rinnovare le concessioni cimiteriali in scadenza (circa 1.800) dopo cinquant’anni nei 73 cimiteri dell’intero territorio comunale.
La scadenza ultima per rinnovare le concessione ad oggi scadute è fissata, con la delibera del 20 ottobre 2017, al 28 febbraio 2018, dopo questa data i servizi cimiteriali della Gesam provvederanno a riacquisire le tombe scadute.
Ci sono quindi ancora tre mesi per rinnovare la concessione per 15 o 30 anni, così come previsto dalla delibera di consiglio comunale n. 1 del 24.01.2017.
I servizi cimiteriali della Gesam sono a disposizione per assistere le persone interessate a rinnovare le concessioni e a fornire loro le necessarie informazioni.
Per questo, potranno presentarsi agli uffici presso il cimitero monumentale di Sant’Anna. I cittadini hanno anche a disposizione un numero telefonico dedicato (0583-496533) al quale ci si può rivolgere dalle 14 alle 17 dal lunedì al giovedì per avere tutte le informazioni sulla faccenda.
Fra l’altro è possibile usufruire di prestiti personali per la copertura delle spese relative alle pratiche cimiteriali per il rinnovo delle concessioni.
Gli elenchi delle concessioni scadute oppure in scadenza dal 1 gennaio 2013 al 31 dicembre 2018 sono affissi in ogni cimitero del Comune di Lucca e pubblicati all’albo pretorio sul sito dell’amministrazione locale.

Caritas e diocesi Rieti donano 235 loculi al cimitero di Amatrice

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Sono stati benedetti dal vescovo don Domenico i 235 i loculi donati da Caritas e diocesi di Rieti al cimitero di Amatrice in cui seppellire i morti, attualmente in bare all’aperto. Una sobria cerimonia è avvenuta a poche ore dalla scossa di terremoto del quarto grado che ha rigettato nello sconforto chi appena tornava a sperare.
«La situazione è un po’ preoccupante» ha spiegato il vescovo al «Corriere della Sera». «Certo, le cose da fare erano tante. E nessuno ha mai ignorato le difficoltà». Ma il riferimento non è ai ritardi su macerie e casette: le prime, «con grande lentezza, le stanno rimuovendo»; quanto alle casette, «ne mancheranno forse il 20%».
Guardando alla ricostruzione don Domenico si dice preoccupato per la mancanza di progettualità: «neppure un dibattito, sul come, dove e quando Amatrice sarà ricostruita». Il «dov’era e subito» sembra una promessa fatta sull’onda dell’emozione. «Poi sono stati fatti studi sul terreno per capire se Amatrice può rinascere davvero com’era. Io mi auguro che ci sia qualcuno che, magari non ce lo dice, ma sta studiando la situazione. Perché se invece si sta solo facendo passare il tempo la situazione diventerà grave: in quelle casette già è difficile stare un tempo breve, un periodo lungo sarebbe drammatico».
Da parte sua, la Chiesa di Rieti, attraverso la Caritas, continua a non far mancare il proprio aiuto, attraverso una presenza costante e interventi concreti. «C’è una comunità da ricostruire – insiste don Domenico – cerchiamo di muoverci su tre fronti. Sociale: con la vicinanza a questa gente che è composta al 65% di anziani e ha necessità di ritrovarsi. Dell’occupazione: cercando di aiutare chi resta sul territorio. Abbiamo fatto un bando e sono già arrivati 13 progetti, dall’agroalimentare a iniziative ricreative. E dei Beni culturali: abbiamo tre depositi pieni delle opere d’arte recuperate, in mostra a Roma e che riospiteremo ad Amatrice. In attesa di costruire il museo diocesano nell’Area don Minozzi».

Giovedì 14 dicembre ’17 al MAXXI seminario su “I cimiteri nella città. I cimiteri come città”

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giovedì 14 dicembre 2017, dalle ore 15:00 alle ore 19:00 si svolgerà un seminario su:
I cimiteri nella città. I cimiteri come città
Auditorium del MAXXI – ingresso libero
La partecipazione all’evento riconosce agli architetti iscritti ad un Ordine d’Italia n.4 crediti formativi. Codice identificativo ARRM1657. Prenotazione obbligatoria online: www.architettiroma.it/formazione

Il seminario nazionale di studio e ricerca è incentrato sulle nuove sfide dell’”urbanistica cimiteriale“
Da millenni in quasi ogni parte del mondo l’architettura di qualità ha dedicato alle esigenze e ai problemi della “città dei morti” un’attenzione almeno pari a quella per le “città dei vivi”, spesso con risultati altrettanto importanti e duraturi: dai sepolcri etruschi di Tarquinia e Cerveteri alla Tomba Brion di Carlo Scarpa nel piccolo centro veneto di Altivole.
Introduce
Pietro Barrera segretario generale della Fondazione MAXXI e responsabile nazionale di Sefit-Utilitalia
Intervengono
Margherita Guccione direttore MAXXI Architettura
Pippo Ciorra senior curator MAXXI Architettura
Luciano Galimberti presidente di ADI, associazione per il disegno industriale
Patrizia Di Costanzo coordinatrice dip. distribuzione e servizi di ADI
Maria Paola Orlandini autrice e conduttrice Rai
Maria Cristina Crespo performer
Alessandro Marata Dipartimento di architettura dell’Università degli studi di Bologna
Valentina Piscitelli segretario della sezione Lazio dell’Istituto nazionale di architettura
Laura Ricci ordinario di urbanistica Università La Sapienza
Mario Spada coordinatore della IV Biennale dello spazio pubblico
Michele Gaeta coordinatore per SEFIT-UTILITALIA del Tavolo tecnico Valorizzazione culturale e turistica dei cimiteri
Guendalina Salimei architetto
Stefano Mavilio architetto
Seminario di studio e di ricerca promosso da SEFIT-UTILITALIA

Cimitero Monumentale di Milano: si cerca 1 curatore artistico e 2 catalogatori-schedatori

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Si è aperta la selezione pubblica per una figura professionale che affianchi la direzione del Cimitero Monumentale di Milano nella progettazione e nello sviluppo di iniziative per la conservazione, la promozione e la diffusione della conoscenza del patrimonio artistico del Monumentale.
Accanto all’attività di promozione, il curatore avrà anche il compito di mappare le sepolture e le opere di maggiore rilevanza nel patrimonio architettonico-paesaggistico e storico artistico; selezionare e definire il primo lotto di sepolture e opere da sottoporre a censimento (almeno mille posizioni); assumere la direzione scientifica del censimento delle sepolture e delle opere e della catalogazione delle opere censite; supportare la direzione amministrativa per gli eventi culturali da realizzare.

L’incarico avrà la durata indicativa di due anni, per un impegno complessivo di almeno 440 ore. Possono partecipare alla selezione i cittadini italiani o di uno degli Stati membri dell’Unione Europea o i cittadini extracomunitari con regolare permesso di soggiorno in possesso della laurea quadriennale del vecchio ordinamento o specialistica del nuovo ordinamento in Conservazione dei beni culturali e Storia dell’arte e con un’esperienza di almeno dieci anni in un ruolo analogo.
Il curatore artistico sarà affiancato da due catalogatori-schedatori.
Anche per queste due figure professionali si è aperta una selezione pubblica. L’incarico prevede: la compilazione di una o più schede di vario livello di approfondimento (inventario, catalogo, pre-catalogo) con immagini digitali collegate per ciascuna sepoltura esistente; raccolta dei dati tecnici attraverso sopralluoghi in loco e ricerche mirate al carattere storico, artistico, bibliografico e archivistico; catalogazione delle opere censite secondo gli standard definiti dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione; supporto alla direzione artistico scientifica per la mappatura preliminare delle sepolture e delle opere di maggiore rilevanza nel patrimonio architettonico-paesaggistico e storico-artistico del Monumentale.
L’incarico avrà durata biennale, per un impegno complessivo di almeno 1200 ore.
Possono partecipare alla selezione i cittadini italiani o di uno degli Stati membri dell’Unione Europea o i cittadini extracomunitari con regolare permesso di soggiorno in possesso della laurea quadriennale del vecchio ordinamento o specialistica del nuovo ordinamento in Lettere, Filosofia, DAMS o Conservazione dei beni culturali con indirizzo storico artistico e che abbiano maturato un’esperienza di almeno un anno in un ruolo analogo.
Per entrambe le posizioni le candidature dovranno essere inviate via mail a dsc.direzione@pec.comune.milano.it entro l’11 dicembre.

[Fun.News 3246] Assessore ai cimiteri di Napoli chiede allo Stato di intervenire per salvare il recinto degli uomini illustri a Poggioreale

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In una nota destinata al ministro dei beni, delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini e relativa all’area del cimitero di Poggioreale denominata "Recinto degli uomini illustri", dove sono sepolte personalità eminenti come Benedetto Croce e Tito Angelini, l’assessore con delega ai cimiteri del comune di Napoli Alessandra Sardu ha dichiarato:
"E’ stato per decenni oggetto di sciacallaggio, furti e abbandono, e necessita di manutenzione e di un apparato di videosorveglianza”.
“Sebbene il Regolamento di polizia mortuaria del comune di Napoli preveda che la manutenzione delle tombe degli uomini illustri sia a carico degli eredi degli stessi – ha proseguito Sardu – purtroppo si è registrato un generale disinteresse da parte di questi ultimi, e il comune attualmente in predissesto, non può intervenire con fondi propri.
Di fronte all’inerzia degli eredi e alla mancanza di fondi, non sono dunque lasciate possibilità al comune per intervenire e per riportare l’area agli antichi splendori, in un momento in cui la città rappresenta una meta turistica internazionale”.
"Non siamo forse tutti noi, gli italiani, a essere eredi morali di quelle personalità che hanno fatto grande l’umanità intera?”, ha continuato l’assessore, lanciando la proposta di sostituire il concetto di ‘erede naturale’ presente nel regolamento, con quella di ‘erede morale’.
“Il Recinto degli uomini illustri racconta la storia dell’umanità, non solo la storia di Napoli. E’ il contributo che Napoli ha dato al mondo.
Trovo profondamente ingiusto – ha sottolineato Sardu – che il comune di Napoli sia lasciato solo di fronte alle enormi difficoltà economiche e a patrimoni cimiteriali sconfinati come quello di Poggioreale. Il nostro paese, tutto, dovrebbe dichiararsi, orgogliosamente, erede morale degli uomini illustri di Poggioreale, e impegnarsi a prendersi cura di uno dei cimiteri monumentali più importanti d’Europa, che non ha nulla da invidiare a quelli di Parigi o Londra”.
"Abbiamo tutti una grande responsabilità di fronte alla storia, ossia quella di onorare la memoria di questi uomini illustri che hanno contribuito al progresso dell’umanità. Chiedo aiuto affinché gli uomini illustri di Poggioreale non siano dimenticati, e la loro memoria restituita al mondo", ha concluso.

Denunciati 4 operai per violazione di sepolcro

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Sarebbero stati quattro dipendenti della ditta incaricata della manutenzione del cimitero di Città Giardino, una frazione di Melilli (Siracusa) gli autori della grigliata organizzata il 28 novembre scorso tra i loculi la cui foto ha fatto il giro del Web.

I quattro operai, rispettivamente di 53, 48, 27 e 61 anni, sono stati denunciati dai carabinieri di Priolo Gargallo per violazione di sepolcro.
I militari dell’Arma hanno accertato che avrebbero allestito il barbecue durante la pausa pranzo, in una fascia oraria in cui è non era presente nessun dipendente comunale all’interno della struttura poiché la responsabile si era allontanata per la pausa pranzo mentre il custode era in malattia.
Onestamente tanta solerzia delle forze dell’ordine appare sprecata, visto che di sepolcri violati pare proprio che non ce ne siano.

Ritrovato a Bologna il cimitero ebraico medioevale, il più grande d’Italia

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Distrutto nel 1569, quasi cinque secoli fa, è tornato alla luce il cimitero ebraico medievale di Bologna, in via Orfeo: con le sue 408 sepolture è il più grande finora noto nel nostro Paese. Per quasi due secoli è stato il principale luogo di sepoltura degli ebrei bolognesi ma dopo le bolle papali della seconda metà del Cinquecento, che autorizzarono la distruzione di siti come quello, sopravvisse solo nel toponimo di “Orto degli Ebrei”.

Dagli scavi delle sepolture – di uomini, donne, bambini – sono emersi ornamenti in oro, argento, bronzo, pietre dure e ambra. Un gruppo di lavoro composto da Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Bologna, Alma Mater Studiorum Università di Bologna, Comunità Ebraica di Bologna e ricercatori indipendenti, con il supporto del Comune di Bologna, cercherà di ricomporne le vicende storiche, raccontando così nuove pagine dei percorsi topografici in città.

Il sepolcreto si colloca nei pressi del Monastero di San Pietro Martire, nell’isolato compreso tra via Orfeo, via de’ Buttieri, via Borgolocchi e via Santo Stefano. Secondo gli archivi cittadini l’area fu acquistata a ridosso del Quattrocento da un membro della famiglia ebraica dei Da Orvieto per poi essere lasciata in uso agli ebrei bolognesi come luogo di sepoltura. Fino al 1569, quando gli ebrei furono costretti, a seguito delle Bolle papali, a lasciare le città dello Stato pontificio e a essere cancellate, nella memoria e non solo, dalla storia di quelle città. Alla fine del 1569 l’area fu donata dallo Stato pontificio alle suore della vicina chiesa di San Pietro Martire, che inoltre autorizzava le monache “di disseppellire e far trasportare, dove a loro piaccia, i cadaveri, le ossa e gli avanzi dei morti: di demolire o trasmutare in altra forma i sepolcri costruiti dagli ebrei, anche per persone viventi: di togliere affatto, oppure raschiare e cancellare le iscrizioni ed altre memorie scolpite nel marmo”.

Pic nic al cimitero di Città Giardino, nel siracusano

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Una grigliata al cimitero di Città Giardino, frazione di Melilli, centro della zona industriale in provincia di Siracusa.
La fotografia sta facendo il giro del web e non è chiaro quando sia stata scattata.
Le persone che hanno approfittato della giornata per sistemarsi comode in un tavolo mentre uno dei commensali è addetto al barbecue davanti i loculi sembra possono essere dipendenti dell’azienda che gestisce il cimitero.
Il camposanto, seppur in convenzione con il comune di Melilli, è privato.
“Sono indignato e mortificato per quanto accaduto – ha detto all’Ansa il sindaco Giuseppe Carta -: abbiamo già attivato gli uffici competenti per chiedere alla proprietà del cimitero di relazionare e soprattutto di prendere provvedimenti per tale gesto. Stiamo valutando l’opportunità delle vie legali per salvaguardare l’immagine del comune. Sono dispiaciuto per i parenti e amici dei defunti che riposano in quella fetta di cimitero”.
Se il pic nic è stato fatto fuori orario di lavoro e a cimitero chiuso, un occhio lo si può chiudere, no?

Napoli: Si è concluso con condanne esemplari il processo in 1^ grado per vendita illecita di cappelle cimiteriali

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Antiche cappelle funebri del cimitero monumentale di Napoli rivendute illecitamente, attraverso la compilazione di atti falsi ad opera di un notaio. Il processo di primo grado, scaturito dallo scandalo della compravendita dei loculi che nel giugno del 2015 portò all’esecuzione di perquisizioni e sequestri da parte della Guardia di Finanza, si è concluso con dieci condanne a pene varianti dai sei a un anno di reclusione. Il Tribunale ha accolto le richieste del pm
Nella vicenda sono coinvolti titolari di agenzie funebri e diversi dipendenti comunali, accusati di reati che vanno dal falso alla truffa fino alla associazione per delinquere. La pena più alta, sei anni di reclusione, è stata inflitta al notaio Filippo Improta destinatario nel 2015 di una misura cautelare di sospensione di sei mesi dall’attività professionale. Tommaso Arcucci, Nunzio Assante, Vincenzo Tammaro e Falice Varriale sono stati condannati a quattro anni, Gennaro Guida e Gennaro Reale tre anni e sei mesi, Vincenzo Bisogni a 3 anni e tre mesi, Rosario Dominech a due anni e Alberto Patruno a un anno e sei mesi.

[Fun.News 3242] Il 14 dicembre 2017 seminario al MAXXI su urbanistica e architettura cimiteriale: I CIMITERI NELLA CITTA’ – I CIMITERI COME CITTA’

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Zitti zitti quelli della SEFIT Utilitalia hanno preparato per fine anno un seminario sulla urbanistica e architettura cimiteriale, I CIMITERI NELLA CITTA’ – I CIMITERI COME CITTA’, che è l’appuntamento più importante del settore funerario italiano del 2017.
Il luogo è d’eccezione: il museo MAXXI a Roma, visto che l’iniziativa è promossa da SEFIT-UTILITALIA in collaborazione con la Fondazione MAXXI.
Il contenuto di grande attualità: un seminario nazionale sulle nuove sfide che investono l’architettura dei cimiteri, e più ancora lo stesso spazio che la “città dei morti” (lo spazio delle sepolture e della memoria) è destinato ad avere nei mutamenti del tessuto urbano.
Il seminario si svolge presso l’Auditorium del MAXXI a Roma, in Via Guido Reni, 4/A), il 14 dicembre 2017, dalle ore 15.00 alle ore 19.00.

Il MAXXI è facilmente raggiungibile con la metro A (stazione Flaminio), e quindi con il tram 2 (fermata Apollodoro).

Il padrone di casa, il segretario generale del MAXXI Dr. Pietro Barrera, che è anche Responsabile della Sefit, è da mesi che lavora a questo importante appuntamento culturale.
Il programma è una scoppiettante sequenza di esperti che affronteranno dalle più diverse angolature un tema complesso e dimenticato dai media.
E se, come è anticipato, porterà il proprio saluto il Ministro dei Beni culturali Franceschini, si accenderanno anche i riflettori della politica sulla situazione dei cimiteri italiani e, in particolare, di quelli monumentali.
Ma verrà pure ampiamente analizzato l’effetto che la cremazione ha indotto nei cimiteri e nei modi di commiato.
Basta scorrere l’elenco degli interventi previsti (che riportiamo di seguito), per capire che è un appuntamento a cui proprio non si può mancare. Il seminario è aperto ad operatori del settore e studiosi.

Saluti istituzionali
•    On.le Dario Franceschini, Ministro per i beni e le attività culturali e il turismo
•    Dott.sa Giuseppina Montanari, Assessore all’ambiente di Roma Capitale
•    Arch. prof. Luca Montuori, Assessore all’urbanistica di Roma Capitale
Introduzione
•    Pietro Barrera, segretario generale della Fondazione MAXXI e responsabile nazionale di Sefit-Utilitalia: Uguaglianza, differenziazione, appropriatezza:  le nuove sfide per umanizzare i cimiteri

Prima parte – Memoria e dignità:  l’architettura dei cimiteri

•    Arch. Margherita Guccione, direttore del dipartimento MAXXI architettura: Architettura e memoria:  progetti dal ‘900 ad oggi
•    Dott. Michele Gaeta, coordinatore per SEFIT-UTILITALIA del Tavolo tecnico Valorizzazione culturale e turistica dei cimiteri: La fruizione turistica del patrimonio storico-artistico dei cimiteri
•    Arch. Luciano Galimberti, presidente di ADI, associazione per il disegno industriale, e arch. Patrizia Di Costanzo, coordinatrice dip. distribuzione e servizi di ADI: L’ultima accoglienza:  architettura e arte nei luoghi della memoria
•    Arch. Prof. Alessandro Marata, Dipartimento di architettura dell’Università degli studi di Bologna: Materiale e spirituale. I concorsi di progettazione per il luoghi del commiato
•    Arch. Valentina Piscitelli, segretario della sezione Lazio dell’Istituto nazionale di architettura:  L’estetica della morte

Seconda parte – La “città dei morti” nella città dei vivi:  i cimiteri nello spazio urbano

•    Dott.ssa Maria Pia Orlandini, autrice e conduttrice Rai: Morire non è un inconveniente
•    Dott.ssa Maria Cristina Crespo, performer:  Tutti al Bosco e altri performer
•    Arch. Prof.ssa Laura Ricci, ordinario di urbanistica Università La Sapienza, titolo da definire
•    Arch. Stefano Marvilio, La deposizione delle urne nella Istruzione pontificia Ad resurgendum cum Christo
•    Arch. Guendalina Salimei, titolo da definire
•    Arch. Mario Spada, coordinatore della IV Biennale dello spazio pubblico: La qualità dello spazio pubblico nella città analoga

Architettura e urbanistica cimiteriale in seminario

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Da millenni in quasi ogni parte del mondo – e certamente nel nostro paese – l’architettura di qualità ha dedicato alle esigenze e ai problemi della “città dei morti” un’attenzione almeno pari a quella per le “città dei vivi”. Spesso con risultati altrettanto importanti e duraturi: dai sepolcri etruschi di Tarquinia e Cerveteri alla “tomba Brion” di Carlo Scarpa nel piccolo centro veneto di Altivole.

Nel tempo l’architettura e la “urbanistica cimiteriale” – la scienza che si occupa piuttosto della identificazione e definizione degli spazi destinati alle sepolture nell’ambito del tessuto urbano – hanno accompagnato e seguito l’evoluzione delle comunità, dal punto di vista socio-economico, culturale, religioso, politico, antropologico, persino tecnico-scientifico.
Del resto è un terreno in cui da sempre simbolico e concreto, sensibilità e potenzialità, presente e futuro cercano una sintesi efficace.
Ci sono momenti storici in cui questi percorsi evolutivi hanno brusche accelerate.
Fu così più di duecento anni fa, quando l’editto di Saint Cloud sospinse i cimiteri ai margini dei centri urbani, ma al tempo stesso cercò di farne uno “spazio civico condiviso” per tutti gli strati sociali, ed è stato così alla metà del secolo scorso, quanto gli accelerati e tumultuosi processi di inurbamento imposero i moduli costruttivi dell’edilizia intensiva per le “dimore dei morti” come per le case dei vivi, mentre per altri versi i cimiteri storici ottocenteschi tornavano ad essere inglobati nel tessuto urbano.

Oggi è dinanzi a noi – anzi, è già in atto – una svolta di pari forza.
Vi concorrono molti elementi: la pratica della cremazione, sempre più diffusa e ormai maggioritaria in larghe parti del paese, che minimizza evidentemente le esigenze di spazio e finisce per azzerare le preoccupazioni igienico-sanitarie che ispirarono la legislazione cimiteriale europea per due secoli; la complessità culturale della società contemporanea, con culture “altre” che entrano a pieno titolo nella convivenza urbana, un pluralismo religioso inedito per dimensione e qualità, sensibilità e convinzioni diverse che reclamano pari dignità nello spazio cimiteriale; la ricerca, propria della post modernità, di spazi e stili di vita differenziati, personalizzati e personalizzanti, antitetici alle tecniche e pratiche massificanti del ‘900.
Cambia probabilmente anche la “fruizione” degli spazi cimiteriali – forse in Italia con qualche ritardo rispetto ad altri paesi – dove si combinano le consuete pratiche di affetto familiare (in declino?) con una nuova attenzione alla valorizzazione storico-artistica e a momenti di “memoria condivisa” delle comunità cittadine o di segmenti socio-culturali. La fruizione turistica del patrimonio cimiteriale si “aggiunge” alla tradizionale fruizione affettivo-familiare, o la sostituisce? E l’impatto dei social media anche nel momento del ricordo e della memoria dei defunti – già importante in altri paesi europei, e in forte crescita in Italia – trasforma alla radice il rapporto tra cimitero e comunità, o semplicemente ne allarga i confini?

Come sempre è accaduto nella storia, esigenze e opportunità concorrono a sollecitare nuove risposte, sul piano architettonico (lo stile delle sepolture, gli spazi cimiteriali pensati per i defunti, ma ovviamente soprattutto per i vivi che li percorrono), sul piano urbanistico (la diffusione della cremazione può consentire il ritorno a piccoli “cimiteri di prossimità”?) e persino – con enormi interrogativi per le possibili conseguenze sociali e culturali – sul modello giuridico-ordinamentale (una Regione ha già legiferato per aprire le porte a “cimiteri di urne” a gestione privata; la Chiesa torna ad interrogarsi sull’opportunità di spazi propri per le sepolture). Infine, come sempre, occorre fare i conti con le risorse: l’evoluzione dei comportamenti e delle scelte personali e familiari ha un’incidenza immediata sui bilanci pubblici (dei Comuni, ad oggi unici responsabili dell’ultima dimora dei propri concittadini) e l’equilibrio costi-ricavi frana un po’ dovunque, imponendo la ricerca di nuove soluzioni, costruttive, ma anche gestionali.

Il confine tra il riconoscimento del pluralismo sociale e culturale e la separazione tra “tribù diverse” è sempre labile.
Comprenderlo e “governarlo” è forse la sfida più importante e difficile della contemporaneità, che sembra aspirare ad una nuova etica della convivenza e scivola troppo spesso nella contrapposizione aggressiva e sorda tra diversità irriducibili .
Questo è tanto più vero, forse drammatico, quando ci occupiamo di cimiteri e di sepolture, proprio per l’enorme carico simbolico che da sempre l’umanità connette a queste scelte. Per questo la mera razionalità sulla migliore gestione delle “spoglie mortali” non è mai stata sufficiente. Ad architetti e urbanisti, che da sempre sono necessariamente anche un po’ filosofi, antropologi, sociologi (ed economisti), spetta un compito enorme in questo difficile passaggio storico.

I CIMITERI NELLA CITTA’ – I CIMITERI COME CITTA’
una svolta culturale per la “città dei morti” pari a quella in atto nelle “città dei vivi”?

Seminario di studio e di ricerca promosso da SEFIT-UTILITALIA in collaborazione con la Fondazione MAXXI – Roma, 14 dicembre 2017, ore 15.00-19.00

Potenza: mazzette per avere loculi al cimitero. Tre arrestati

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Tre persone sono state arrestate stamani, all’alba, dagli agenti della squadra mobile della questura di Potenza nell’ambito di un’inchiesta sulla vendita di loculi nel cimitero monumentale del capoluogo lucano.

Delle tre persone arrestate, una è in carcere e altre due ai domiciliari: le misure cautelari – che non hanno riguardato uomini politici – sono state disposte dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Potenza.

In totale sono però ventidue le persone indagate a Potenza nell’ambito di questa inchiesta sulla compravendita illegale di loculi.Gli arrestati sono: l’ex custode del cimitero, detenuto in carcere; il dipendente di un’impresa che lavora nel camposanto e un ex dirigente del Comune ora in pensione, entrambi agli arresti domiciliari.

I reati ipotizzati nell’inchiesta condotta dalla Polizia sono induzione indebita a dare o promettere denaro, falsità materiale commessa da pubblico ufficiale, abuso d’ufficio, peculato, corruzione e violazione dei sistemi informatici del Comune.

Torino: avvisi di garanzia ad alcuni operatori cimiteriali perché sparivano ori al momento di esumazione od estumulazione

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L’AFC di Torino nel 2015 ha segnalato una anomalia alla Procura della Repubblica di Torino. Difatti l’incidenza di ori che si rinveniva quando ad operazioni cimiteriali era presente un parente era superiore a quella che si aveva in assenza di parenti.
Ciò avveniva nel 2015 ed effettuate le indagini la Procura le ha concluse con una decina di informazioni di garanzia per operai e qualche impiegato addetto a queste operazioni. Sono accusati di vilipendio di cadavere, furto e truffa aggravata.
AFC ha espresso apprezzamento per la conclusione delle indagini, partite da una sua segnalazione e anche l’Amministrazione comunale.
“Aspettavamo da mesi la chiusura dell’indagine, ora finalmente possiamo agire, a tutela dei cittadini e cittadine, nei confronti di coloro che hanno perpetuato questi atti vergognosi” sottolinea l’assessore ai Servizi cimiteriali del Comune di Torino.
“In questi mesi abbiamo iniziato la revisione delle modalità di esumazione ed estumulazione, e abbiamo avviato un’interlocuzione con l’assessorato alla sanità regionale per la presenza di un medico legale durante le operazioni”.
L’indagine sta appurando anche se sono stati falsificati alcuni documenti da parte di caposquadra di uno dei cimiteri torinesi che attestavano falsamente di trovarsi di fronte a resti mortali inconsunti per far intascare al personale presente una sorta di indennità di disagio.
I fatti deriverebbero da un controllo alla uscita dal lavoro un paio di anni fa di un operatore cimiteriale nelle cui tasche sarebbero stati rinvenuti denti d’oro. Una confidenza di quel lavoratore spaventato ad un collega avrebbe fatto mettere sull’avviso il Responsabile operativo di quel cimitero che ha proceduto, d’accordo col forze dell’ordine a controlli mirati. Ne è emerso un quadro sconcertante, che si è ufficializzato in questi giorni con gli avvisi di garanzia.

Defibrillatore al cimitero di Anzio

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Nel cimitero di Anzio c’è ora un defibrillatore. E’ stato messo a disposizione da parte del Comune ed stato recentemente effettuato un corso al personale cimiteriale per usarlo.

“Il defibrillatore – spiega il Consigliere comunale delegato ai Servizi Cimiteriali – è di vitale importanza, in un luogo frequentato quotidianamente da tante persone. Con l’estensione del corso, per il corretto utilizzo dell’apparecchio salvavita, il personale del cimitero, in caso di fibrillazione cardiaca, sarà in grado di soccorrere chi porrebbe averne necessità”.

Venezia: fondi per sistemare oltre duemila loculi prima inagibili

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La Giunta Municipale di Venezia ha finanziato un sostanzioso intervento di sistemazione del Cimitero di San Michele.
Si tratta di 650 mila euro destinati ai lavori di ripristino al Cimitero di San Michele, nel XXI comparto, che consentiranno di rendere agibili 2.216 tra loculi e ossari degli oltre 8.000 attualmente chiusi perché inagibili.
Più di un quarto saranno riaperti alle visite dopo la sistemazione delle coperture «mai sistemate prima» e interventi su radici affioranti e materiali che si sfaldano.

Montagnana (PD): Richiamato il gestore del cimitero per cartelli che identificavano zone di inumazione per indigenti

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Sono stati rimossi, per ordine del sindaco di Montagnana, dopo le proteste di alcuni cittadini anche sui social, i cartelli ‘discriminatorì nel cimitero comunale di Montagnana che indicavano specificatamente le zone destinate ai defunti indigenti.
«La scelta di posizionare cartelli di delimitazione dei campi di inumazione – spiega il sindaco – è stata quanto mai inappropriata. Denuncia una carenza di sensibilità che non è condivisibile o giustificabile in alcun modo. Se gli uffici comunali o gli amministratori fossero stati a conoscenza di questa azione – precisa – l’avrebbero senz’altro fermata in tempo. Non è mai stato nelle nostre intenzioni creare zone di serie A o di serie B, tanto meno nei nostri cimiteri».

La sindaca di Montagnana si dice amareggiata per questa «azione discriminatoria, che è dovuta ad una scelta operata in modo del tutto autonomo dalla ditta privata aggiudicatrice dell’appalto» che gestisce i lavori di ampliamento, manutenzione e gestione del cimitero.

Così, di sua iniziativa, la ditta ha diviso le aree del camposanto con cartelli su alcuni dei quali si leggeva ‘Campo inumazione speciale per indigentì.

Prosegue la Sindaca:
«Stiamo predisponendo una lettera di richiamo – sottolinea Borghesan -, per evitare che altri episodi del genere possano verificarsi a nostra insaputa. La ditta si è scusata dell’accaduto, dimostrando sincero rammarico. Evidentemente – conclude – l’aspetto operativo di efficienza legato ai lavori non deve far dimenticare a chi dirige o lavora nel cantiere che ci troviamo in un Camposanto. Pietà, rispetto e dignità devono essere riservati ai vivi e ai defunti con uguale sensibilità».

Gussago: vandali in azione nel cimitero. 60 tombe interessate

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A metà della settimana passata vandali sono entrati nottetempo nel cimitero di Gussago (BS) e hanno compiuto una quantità di atti vandalici sulle tombe.
Circa sessanta le tombe profanate tra il furto di statue e vasi di ottone e rame, ma anche lapidi danneggiate a colpi di mazza. Ad accorgersi di tutto questo, la mattina dopo, il custode del campo santo che ha poi avvisato il Comune e quindi i carabinieri della stazione locale.

All’interno i militari hanno anche trovato e sequestrato diversi elementi che gli autori dell’episodio avevano lasciato sul posto probabilmente con l’intento di andarli a recuperare in un secondo momento. Sembra che abbiano agito accedendo da un ingresso posteriore, visto che l’area è ben visibile dalla strada e anche illuminata.