Archivi Categoria: Appuntamenti

La redazione va in ferie per una decina di giorni

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Da oggi i servizi offerti dalla Euro.Act srl, attraverso i siti da lei gestiti, sono sospesi per il periodo dal 9 agosto al 20 agosto 2017, compresi.
Le banche dati e i sistemi informativi resteranno operativi e accessibili via web, ma non saranno fornite risposte a quesiti specifici a pagamento per l’intero periodo di sospensiva.

Buone ferie anche a chi ci legge!

[Fun.News 3196] Consiglio generale dell’ICF negli USA, a New York

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Si svolgerà a New York venerdì 18 agosto 2017 il biennale Consiglio generale dell’ICF (International Cremation Federation).
L’incontro avrà luogo in concomitanza con la 99-ma Convenzione annuale di CANA (Cremation Association of North America) concernente in particolare le innovazioni in materia di cremazione. La convenzione di CANA si svolge dal 16 al 18 agosto 2017, sempre nello stesso luogo.
Parteciperà per l’Italia all’incontro, e in particolare al Consiglio Generale ICF, in rappresentanza di Utilitalia Sefit, il Dr. Gabriele Righi, attuale Vice-Presidente mondiale dell’ICF.

Cimitero monumentale di Milano: concerto con la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado

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Secondo appuntamento con la rassegna Museo a Cielo Aperto per conoscere e scoprire il Cimitero Monumentale di Milano la prossima domenica 30 luglio 2017 dalle ore 10.00 alle ore 13.00

Dal piazzale centrale partiranno, alle ore 10.00, ore 10.30 e ore 11.00, visite guidate in compagnia dei volontari del Servizio Civile e del personale dipendente del Cimitero Monumentale con i seguenti percorsi tematici::
“Gli Scapigliati”
“Carlo Maciachini al Monumentale”
“I grandi editori”.

Nella Sala Conferenze proiezioni realizzate dagli allievi della Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti e nella Galleria di levante il corto teatrale “Toscanini e i coristi” interpretato da diplomati della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi.
Alle ore 12.15 il concerto con la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado concluderà la giornata.

I morti nudi di Lampedusa e il doloroso canto delle tombe

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Merita di essere letto questo articolo recensione di Pietrangelo Buttafuoco, sotto riportato, ma ritrovabile in originale su livesicilia.it.

Lampedusa – I naufraghi che arrivano morti a Lampedusa sono nudi. I lampedusani li vestono coi propri abiti e danno loro una tomba.

Lo ius soli che tutti cercano è qui, nel cimitero dell’isola dove questi scappati per mare trovano una zolla e qualcuno anche un nome.

Il naufrago che arriva a Lampedusa quando sta per annegare urla il proprio nome per sapersi presentare perché solo in questo modo, galleggiando – pur sbocconcellato dalle spigole – riafferma l’essere lui una persona e non lo “zero, virgola” di un calcolo.

Il naufrago è recuperato in acqua dalla Guardia Costiera e da lì, insaccato, approda allo stanzone dei morti nudi di tutto, pure di bara, con il custode che corre portando pantaloncini, magliette e legname, tanto legno con cui chiuderli – i morti, i naufraghi – per sorvegliarli nella pietà della terra che tutti ci fa uguali.

La Guardia costiera “che esce quando tutti rientrano” trova al largo una barca. Vi dondola dentro un liquame ustionante di benzina, urina e acqua di mare: una catasta di cadaveri putrefatti.

Solo il custode del cimitero sa come metterci mano, e quindi Compassione, su quella pappa informe. Il fetore della carne squagliata artiglia il blu incantevole del mare e del cielo.

Il custode, allora, alza l’ingegno: strappa dall’orto di casa sua le foglie d’alloro, le raduna in un fazzolettone che s’annoda in faccia al modo dei banditi del West e così coperto – proteggendo il proprio respiro – procede col da fare. Dal suo fagotto prende gli abiti asciutti con cui vestire i profughi, quindi scava, li seppellisce e poi vi mette sopra la croce.

“Come, la croce?” gli dicono tutti. “Non sono cristiani come noi, saranno di certo musulmani, dovevi metterci una cosa loro in segno di rispetto, una Mezzaluna”.

Ma solo il custode del cimitero, con l’alloro in faccia, conosce la parola giusta: “Se li avessi seppelliti sotto un altro segno li avrei fatti diversi da noi, il vero rispetto è farli uguali a noi”.

È come attraversare una dolorosa canzone a due voci trovarsi qua, a Lampedusa, e leggere Appunti per un naufragio di Davide Enia (edizioni Sellerio). Questo è lo scoglio dove si registra il numero più alto di riconoscimenti di cadaveri in una zona non di guerra. E così, sfogliare quelle pagine di realtà e camminarci dentro – con la cautela propria dello stare in un camposanto, tra le tombe – fa scoppiare in petto la verità.

Una granata che scoppia nel cuore è Lampedusa. I lampedusani si fanno in quattro per capire come aiutarli, i naufraghi – i sopravvisuti, e le salme – e il medico, presente da sempre, non ha certo fatto il callo alla fatica dei mangiamorte.

Ed è sempre come la prima volta. Poco prima di aprire il sacco necroforo supplica Dio mormorando “fa che non sia un bambino” – fa-che-non-sia-un-bambino! – poi va a spalancare quella borsa e vi trova proprio un bambino: “Era”, scrive Enia, “una cosuzza così.”

Enia nel suo libro descrive Pietro Bartolo – lui è il medico – mentre rivive lo sconforto di quella autopsia: “Le mani del dottore erano ferme nell’indicarne la statura. Non più di quaranta centimetri. Il bambino poteva avere un paio d’anni.”

E chissà adesso – in quale fossa, sotto quale lastra – è finito questo piccolino. Chiunque arrivi qui, tra le tombe di questo cimitero, scruta ogni placca – ogni buca – e s’interroga: “Dove l’avranno messo quel pesciolino?”

Chi legge Enia non può che andare a vedere e capire. Ecco qua, dunque, il pezzo di terra dove il mare, la benzina e l’urina hanno trovato tomba. Eccolo: un cespuglio fiorito, i lumini e “l’arriverò” di Cesare Pavese tra le croci. Così si legge: “Quale mondo giaccia al di là di questo mare non so, ma ogni mare ha un’altra riva e arriverò”.

Tra le cale ricche di memoria, come nella grotta dedicata alla Madonna di Porto Salvo, c’è il segnale che da secoli, ormai, marchia l’isola. Al tempo in cui parlavano le armi dell’Orlando Furioso, come nella battaglia di Lampedusa – tre cavalieri mori e tre crociati – descritta da Ludovico Ariosto, coi cristiani hanno trovato sosta anche i musulmani fino a farne un porto franco.

Un segnale che fa stare insieme tutti, oggi, comunque c’è: un timone conficcato sul terreno. Lo stesso legno delle barche usate nelle traversate indica il luogo del qui riposano “musulmani e cattolici, vecchi e giovani, neri e bianchi…”

Un altro segnale scavato nella viva carne dei popoli è nella tela nella grotta che raffigura la Madonna, il Bambino e Santa Caterina. Il quadro, oggetto di infiammata devozione, nell’incastro dei dettagli e delle affinità svela un’intimità con il Monastero di Santa Caterina di Alessandria, in Egitto, da sempre collegato con questa isola che è ancora Africa quando Linosa, invece, è già Europa. E’ il monastero dove Muhammad il Profeta accordò la sua protezione e dove i cristiani vollero erigere una moschea che purtroppo non poté mai accogliere la preghiera per via di un errore di costruzione: non era orientata a Mecca.

Ogni indizio rivela l’imprinting. Una tomba antica e senza nome, addobbata di piastrelle color turchese, svela all’occhio una suggestione più che una data: quell’anno mille in cui erano appunto solo mille gli abitanti dell’isola di Lampedusa e tutt’e mille saraceni.

La prova Qibla con l’I-phone, l’applicazione dello smartphone che indica la direzione di Mecca, conferma: l’elegante fossa è correttamente rivolta verso la preghiera. Tutto il resto, no. Tutto è confusione nel segno di fare presto e fare al meglio. I fiori sono scelti finti apposta per restare lungo a sulle pietre, ancora più duraturi delle lapidi di plexiglass del “Qui riposa”.

Ecco, se non un nome, la storia: “Il corpo di una donna di età compresa tra i 30 e i 40 anni viene rinvenuto dagli uomini della Guardia di Finanza a circa 5 miglia da Capo Ponente” La data, quindi: il 7 giugno 2008.

Ancora una data: 26/02/1973 –21/01/2009. E’ la tomba di Eze Chidi: “Nato in Nigeria è stato ritrovato senza vita in un’imbarcazione a bordo della quale tentava di raggiungere l’Europa”

Sono più di vent’anni che dura, la storia. Paola e Melo dicono che è la tomba a segnare l’appartenenza. E’ la tesi dell’antropologo Marco Aime, loro amico, un tema fatto proprio dal Forum Lampedusa Solidale che non è un’associazione, ma solo un gruppo di persone che in questo punto sul mare – il più vicino all’altro oceano, quello di sabbia – trova un bandolo alle esistenze venute a morire nel Mediterraneo dopo essersi lasciate alle spalle il Sahara.

Un ragazzo somalo che muore e fa sapere chi è – racconta Paola – rinuncia allo ius soli di qua perché la famiglia, nell’urgente richiamo dello ius sanguinis di là, in Somalia, viene a Lampedusa e se lo riporta a casa.

Per marocchini, tunisini, eritrei e nigeriani capitati qui è il tumulo a stabilire il domicilio. E mentre i sopravvissuti – indiscutibilmente vivi – diventano cifre di statistiche, i morti sono uomini e donne anche a dispetto del “pare che…”

Ed ecco il sepolcro di Yassin: “Pare che si chiamasse Yassin. Pare che Yassin venisse dall’Eritrea, che fosse stato arrestato senza motivo e chiuso in uno dei tanti lager libici. Pare che avesse un bimbo e una moglie in un centro di accoglienza in Svezia e che volesse raggiungerli. Quello che è certo, è che è arrivato a senza vita a Lampedusa.”

Paola e Melo gestiscono un B&b a Lampedusa che è come una camera di compensazione tra l’incontrovertibile fatto della bellezza assoluta e l’epica di Lampedusa. Enia vi ha scorto il genius loci in quella residenza e sono loro, personaggi della realtà trasferiti nella verità di sguardo e parola, a dare testimonianza. Nel libro, e poi ancora dopo, quando le pagine sono state chiuse: “I veri soggetti di questa storia, quelli che andrebbero ascoltati per comprendere i tanti perché di questo esodo di massa vengono rinchiusi nei Centri e zittiti nei loro diritti e nelle loro ragioni.”

Un libro che si legge coi piedi, questo di Enia detto Davidù nella realtà eclatante di una storia – quella del confine estremo d’Italia – diventata epica. Un libro da inghiottire trovando nomi. E tombe.

Pubblicato ISF173, il numero di Luglio-Settembre 2017 di I Servizi Funerari

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I principali contenuti di questo numero sono:
EDITORIALE
Gestione cimiteriale sovracomunale
RUBRICHE
Brevi dall’Italia e dall’estero
Quesiti e lettere
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Cimitero di Torino: visite guidate dopo l’orario di chiusura alla ricerca di percorsi mai fatti prima

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Il CAUS Centro Arti Umoristiche e Satiriche, proporre alla cittadinanza un nuovo Circuito culturale, artistico, poetico e scientifico, all’interno del Cimitero Generale di Torino. La particolarità dell’iniziativa, risiede nel fatto che la visita guidata si effettuerà dopo la chiusura serale al pubblico, martedì 20 giugno e giovedì 6 luglio.
Un percorso per scoprire la vita che va a dormire e quella che si risveglia, mentre le ombre della sera s’allungano sino a morire sui neri marmi delle sepolture. Nel Cimitero Monumentale, animali diurni e notturni si muovono e s’incrociano all’ora del crepuscolo, rispettosi gli uni degli altri, in un naturale scambio della guardia, sul territorio del maggiore camposanto subalpino. Immobili, freddi e imbiancati, restano invece gli animali scolpiti, che adornano le tombe di numerosissime inumazioni.
In questo meraviglioso zoo a cielo aperto, natura e arte, ogni sera, si sfidano in un duello senza vincitori, in perenne competizione tra simbolismo e superstizione, giorno e notte, vita e morte. Gatti neri, cornacchie, gufi, ragni, pipistrelli e falene, diventano padroni incontrastati della tenebre che si approssimano, mentre bruchi, mosche, lucertole, larve e esseri d’altra natura, rientrano nei loro rifugi, dopo una giornata d’intenso lavoro. Le quiete statue degli “altri animali”, silenziose e immobili, fanno perenne guardia all’aldilà, osservando l’alternarsi dei giorni e delle notti, in una dimensione senza tempo: scarabei, serpenti, rane, topi, farfalle testa di morto, cani, testuggini, api, uccelli di ogni sorta, mostri, draghi e altro oscuro bestiario.

Quando?: martedì 20 giugno e giovedì 6 luglio
Ritrovo davanti ingresso Principale di corso Novara alle 18.30/18.45
Durata due ore circa.
Ingresso gratuito
Necessaria prenotazione mail info@caus.it con i dati degli iscritti (nome, cognome, cellulare e mail)
Informazioni: 3396057369

C.A.U.S. – Centro Arti Umoristiche e Satiriche
e-mail: info@caus.it
web: http://www.caus.it

Il coro Note Blu si esibisce nella Messa soavi all’interno della manifestazione Corinfesta 2017

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L’Associazione Regionale Cori del Lazio (ARCL), organizza per i giorni 18, 19, 20 e 21 giugno, vari concerti da parte dei cori iscritti all’Associazione (circa 45 cori), nella Rassegna Corinfesta 2017, che rappresenta al meglio tutte le realtà musicali corali del territorio.
Gli eventi sono tutti ad ingresso libero con orario d’inizio alle ore 17,00 e fino alle ore 22,00. Ciascun coro si esibirà per circa 25 minuti.
LUOGO: Oratorio del Caravita – Via del Caravita, 7 – Roma
Il coro NOTE BLU, diretto da Marina Mungai si esibirà:
Domenica 18 giugno 2016 – h. 21,00 col Programma: “Dedicati a noi, offerti a voi”, composto dalla:
– MISSA SUAVIS di R. Risotto
A seguire, assieme al “Gruppo Vocale Enarmonie” verranno eseguiti:
– NINNA NINNA NONNA Elab. Giuseppe Mignemi –
– RONDINELLA Elab. Tiziano Albanese –
Il programma completo può essere consultato sul sito: www.arcl.it.

Cremation and burial communication and education: Stratford 3-5 luglio 2017

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Riceviamo dalla Società inglese di cremazione e volentieri diamo notizia in Italia della loro annuale conferenza:

CREMATION AND BURIAL COMMUNICATION AND EDUCATION 2017

We are pleased to announce that the programme for this year’s CBCE has now been released and details are attached.

The programme is designed to meet the needs of all of those involved with the provision of Bereavement Services across the whole of the UK. This year’s event is going from strength to strength, providing the most up to date and relevant information to the sector. Top ranking officials from Government Departments will provide you with up to the minute progress reports on the key issues. Other various relevant presentations will ensure you are up to date with changes that impact upon your service.

WHY SHOULD YOU ATTEND?
Professional Development – The Cremation and Burial Communication and Education 2017 Event offers all attendees evidence of Continuous Professional Development, with certificates from the CPD Certification Service awarded to all attendees.

Connect – Network with industry-leading practitioners, share views with the most experienced service providers in the UK to learn from their insights and forge new partnerships.

Discover – Explore the most effective way of providing your service by seeing and discussing the most up to date technology and tools available within the sector.

Delegate’s Fee: £440 +VATIncludes: Two nights’ accommodation at the event including all meals, admittance to all working sessions and the exhibition, plus event documentation.

Day Delegate’s Fee: £160 +VATIncludes: Event documentation, admittance to all working sessions and the exhibition, buffet lunch and refreshments between working sessions.Excludes: Accommodation and dinner.

For more information and to enrol online go to http://www.cbce.org.uk

Stratford Manor, Warwick Road, Stratford-upon-Avon, CV37 0PY
Monday 3rd, Tuesday 4th & Wednesday 5th July 2017

Presidente della Repubblica e Ministro Franceschini in visita al MAXXI

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Dall’Igloo di Mario Merz ai progetti per il ponte di Messina, dalla casa per il sogno e la creatività di Baruchello alle stanze astratte di Toyo Ito, dalle Orme di Boetti al letto bianco di Domenico Gnoli, il nuovo allestimento delle collezioni (di arte e architettura) del Maxxi è una ripartenza per il museo romano, che nella trasformazione degli spazi ideati da Zaha Hadid si apre sulla città. Una rilettura delle raccolte che, nel ribadire l’identità del museo romano, è andata passo passo a un profondo “lavoro di ricerca, scavo, comprensione del mondo”, ha detto Giovanna Melandri, presidente della Fondazione Maxxi, prima di accompagnare il Presidente Mattarella e il ministro Franceschini nella visita inaugurale.
Nel nuovo allestimento la collezione è pensata come un corpo vivo e dinamico, fatto di opere esposte a rotazione, donazioni, comodati e prestiti, che si snodano in un racconto di come “artisti e architetti si siano confrontati con l’dea di spazio abitabile, dalla città agli ambienti più intimi”.
Gran cerimoniere dell’evento Pietro Barrera, che oltre ad essere il Segretario Generale del MAXXI è pure il Responsabile nazionale SEFIT.

La capela ad la possa

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E’ stata restaurata “Capela ad la possa” al santuario della frazione Croppo del comune di Ceppo Morelli (VB).
Domenica scorsa in molti hanno partecipato alla funzione religiosa celebrata dal parroco.
La tradizione narra che questo luogo fosse un po’ l’obitorio della zona durante i periodi invernali quando le salme, a motivo delle grandi nevicate, non si potevano portare a Pieve Vergonte nel cimitero cristiano per una degna sepoltura.
Era pure una sosta per i cortei funebri provenienti da Macugnaga o dagli altri paesi a monte, infatti la casa di fronte al santuario era un posto di ristoro, mentre le salme, con molto rispetto, venivano poste in questa cappella sotterranea denominata “La Capela ad la possa”.

Importante convegno a Cagliari sul cimitero di Bonaria

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“I cagliaritani sono abituati a pensare al cimitero come luogo di dolore. Ed è sicuramente vero, ma è anche vero che l’area cimiteriale di Bonaria e’ il più importante contenitore di opere d’arte di tutta la città e rappresenta il sentimento di appartenenza di una comunità che ha bisogno di dare valore economico alla propria identità”.
Lo ha sostenuto il deputato cagliaritano Pierpaolo Vargiu, aprendo l’affollatissimo convegno dei Riformatori al Search di Cagliari al quale ha partecipato il sottosegretario MIBAC con delega ai cimiteri monumentali, Antimo Cesaro.

Alla presenza dell’assessore comunale competente, Danilo Fadda, che ha ricordato gli sforzi dell’amministrazione per migliorare la fruibilità del monumento, Nicola Castangia, della cooperativa Voleare, Ferdinando Bifulco, docente di architettura e Pierluigi Serra, scrittore della Cagliari esoterica, hanno fatto scorrere immagini dei monumenti più amati dai cagliaritani e ricordato gli anedotti che rendono Bonaria l’epicentro della piccola e grande storia degli ultimi due secoli di vita cittadina.

Già oggi -hanno ricordato i consiglieri comunali Giorgio Angius e Raffaele Onnis- l’area di Bonaria è inclusa nella rete europea dei cimiteri monumentali, oggetto di un protocollo d’intesa del MIBAC, finalizzato a valorizzarne l’appeal nel contesto di nuove forme di turismo che, in Europa, stanno generando flussi di persone sempre più consistenti.

La chiusura dell’incontro è stata affidata al sottosegretario Antimo Cesaro, a cui è stato chiesto di dare concretezza alla visita cagliaritana.
“L’esempio da seguire è quello del cimitero parigino di Pere Lachais -ha detto il membro del Governo- che ogni anno contra tre milioni e mezzo di visitatori e contribuisce a consolidare l’offerta turistica della città della Torre Eiffel”.
Per andare nella giusta direzione -ha chiuso Cesaro- sono però indispensabili i finanziamenti. Una parte delle risorse può essere reperita già a livello comunale, semplicemente reinvestendo interamente in decoro cimiteriale i proventi derivanti dalle attività di sepoltura. Ma anche il Ministero intende fare tutto il possibile, investendo risorse proprie nelle attività di recupero dell’arte cimiteriale italiana. E Bonaria ha tutte le carte in regola per essere una priorità, in cima alla lista del MIBAC”.

“Da Caporetto al Piave”: Concerto al Sacrario Militare del Verano

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“Da Caporetto al Piave. 1914-1918 Suoni di Memoria”, è un grande concerto che si terrà sabato 6 maggio, dalle ore 21.00 alle ore 23.00, presso il Sacrario Militare del Verano. Il concerto, che gode del Patrocinio dell’Esercito Italiano, è realizzato da ANBIMA, l’Associazione Nazionale Bande Italiani Musicali Autonome, con il sostegno dell’Associazione Italian Military Tattoo ed in collaborazione con il Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti e AMA, che gestisce i cimiteri capitolini. L’evento è inserito nel programma ufficiale delle commemorazioni del centenario della Prima Guerra Mondiale, a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri-Struttura di Missione per gli anniversari di interesse nazionale. Sabato 6 maggio, alle ore 21.00 si potrà assistere ad un evento particolare ed insolito: il suggestivo Concerto che si svolgerà all’interno del Cimitero Verano sarà eseguito dalla Banda Musicale Giovanile del Friuli Venezia Giulia, una compagine composta da circa 130 giovani strumentisti provenienti dalle diverse bande musicali del Friuli Venezia Giulia, diretta dal Maestro Marco Somadossi. Il programma musicale, adeguatamente ricercato dallo stesso Maestro Somadossi, si articolerà in un lungo percorso storico alternando brani della tradizione popolare a brani composti appositamente per questo evento da compositori contemporanei. Con tale percorso i giovani musicisti della Banda Musicale Giovanile del Friuli Venezia Giulia intendono, con il linguaggio universale della musica, ribadire il sostegno ai valori fondanti l’Unità Nazionale e il fermo pronunciamento di un “no alle guerre” a favore di un dialogo di fratellanza e solidarietà fra i popoli.
Il Cimitero Monumentale di Roma conserva peraltro numerose memorie della Grande Guerra: già dal 2015, infatti, proprio per celebrare il centenario del primo conflitto mondiale, AMA ha aggiunto ai 10 percorsi culturali tematici di visita guidata esistenti il nuovo percorso “Roma e la Grande Guerra. La Prima Guerra Mondiale tra protagonisti e gente comune”, un percorso narrativo che accompagna la “passeggiata” tra i sepolcri di diversi protagonisti del primo conflitto mondiale: dall’eroe e patriota Enrico Toti ai Generali Alberto Pollio, Giulio Douhet, Maurizio Ferrante Gonzaga, dall’Ammiraglio Ildebrando Goiran ai politici Leonida Bissolati e Francesco Saverio Nitti, fino agli artisti, Angelo Zanelli (uno degli scultori del Mausoleo del Milite Ignoto al Vittoriano di Roma), e il nostro grande letterato Giuseppe Ungaretti, che ha vissuto personalmente gli anni di trincea, al fronte, evocati poi nei suoi scarni e intensi versi “Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”.

Per ulteriori informazioni www.anbima.it

.. e se muoio da partigiano tu mi devi seppellir

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Bella Ciao suonata e cantata dai Modena City Ramblers in occasione del 25 Aprile di qualche anno fa. Partigiani,fonte d’ispirazione,dal male liberate la nazione.

Stamattina mi sono alzato
o bella ciao bella ciao
bella ciao ciao ciao
stamattina mi sono alzato
e ci ho trovato l’invasor.

O partigiano, portami via
o bella ciao bella ciao
bella ciao ciao ciao
o partigiano, portami via
che mi sento di morir.

E se muoio da partigiano
o bella ciao bella ciao
bella ciao ciao ciao
e se muoio da partigiano
tu mi devi seppellir.

Seppellire lassù in montagna
o bella ciao bella ciao
bella ciao ciao ciao
seppellire lassù in montagna
sotto l”ombra di un bel fior.

E le genti che passeranno
o bella ciao bella ciao
bella ciao ciao ciao
e le genti che passeranno
e diranno: o che bel fior!.

E” questo il fiore del partigiano
o bella ciao bella ciao
bella ciao ciao ciao
è questo il fiore del partigiano
morto per la libertà

Concerto di marce funebri a Ruvo di Puglia

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Si è svolta, a Ruvo di Puglia, nella serata del 5 aprile 2017 la 35esima edizione di “Sub umbra crucis”.
La serata, organizzata dalla confraternita Purificazione Addolorata e dal complesso bandistico “Basilio Giandonato – Città di Ruvo di Puglia” ha permesso di far ascoltare alla cittadinanza intervenuta un Concerto di marce funebri, nella chiesa di San Domenico.
Per Ruvo di Puglia è un appuntamento fisso che avvìa i riti della settimana santa rubastina.
Tema del 2017 è stato “Sub umbra crucis”, all’ombra della croce, il simbolo cristiano guardando il quale ogni uomo affronta le quotidiane difficoltà della vita, traendovi la forza per proseguire il suo cammino e trovandovi “protezione”.
Per gli appassionati, di seguito riportiamo il programma eseguito, che ha ricevuto il plauso del numeroso pubblico intervenuto:
“Vivo cordoglio” (“numero 22”) di Alessandro Amenduni; “Una lacrima sulla tomba di mia madre” (“numero 16”) di Amedeo Vella; “Pietà Signore” di Alessandro Stradella (arrangiamento per banda di Rocco Di Rella); ”Sub umbra crucis” e “Preghiera alla Vergine Addolorata” di Rocco di Rella; “Triste ricordo” (“numero 27”) di Alessandro Amenduni e “La Desolata” di Basilio Giandonato.

Pubblicato ISF172, il numero di Aprile-Giugno 2017 di I Servizi Funerari

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EDITORIALE
La ricostruzione cimiteriale post terremoto
RUBRICHE
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Molfetta: concerto nella cattedrale dedicato alle marce funebri

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L’Arciconfraternita di Santo Stefano, di Molfetta, allo scopo di raccogliere donazioni in favore del progetto CUAMM per la costruzione della Banca del Sangue – ha organizzato un esclusivo appuntamento culturale e musicale.
In collaborazione con la Fondazione Vincenzo Maria Valente, con l’ausilio del Comando Carabinieri di Bari e il supporto materiale e logistico della Compagnia e della Stazione dei Carabinieri di Molfetta, l’Arciconfraternita di Santo Stefano è riuscita ad assicurarsi la presenza della Fanfara dei Carabinieri del 10° Reggimento Carabinieri Campania di Napoli per un concerto nel corso del quale eseguiranno le tradizionali marce funebri.
Il prestigioso concerto si terrà giovedì 30 marzo 2017, alle ore 20,00, nella Cattedrale di Molfetta, e prevede la esecuzione di marce funebri del repertorio classico oltre a Conzasiegge, Palmieri e Amleto.

I giardini della memoria: il cimitero monumentale di Bari

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Presso Il Centro Ricerche di Storia e Arte – di Bitonto (BA) in Via SS. Medici, 7 è stato presentato qualche giorno fa il volume di Alessandro De Luisi e Liliana Tangorra ‘I Giardini della Memoria. Il Cimitero monumentale di Bari’ Quorum edizioni.
La prefazione è di Christine Farese Sperken; la postfazione di Mauro Felicori.
Lo studio dei cimiteri è di frequente quello degli esempi più eccellenti come Staglieno a Genova, Milano, Modena, con un’importante tradizione in questo campo, mentre spesso l’indagine scientifica dimentica le regioni ‘marginali’ come la Puglia.
Da qui l’esigenza di intraprendere una ricerca che restituisca dignità ad un struttura urbana funzionale e affascinante.
Nel volume sono stati presi in esame una moltitudine di stili architettonici, sviluppatisi dalla metà dell’Ottocento fino al Ventennio fascista, che spaziano, dai più consueti come il neoclassico e il neogotico a richiami locali, in cui echi del romanico pugliese si accostano a suggestioni ‘orientali’, a reminiscenze del più maturo gotico italiano, alle tendenze del Liberty, dello stile eclettico e del razionalismo.
Il libro restituisce una serie di informazioni sulla cultura economica locale legata alla storia delle famiglie più in vista a Bari attraverso il loro ‘ritratto’, nonché un viaggio attraverso i più affascinanti simboli mortuari come l’angelo, la rosa e la pietas.

Incontro a Parma su “il recinto del pensiero”

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Nell’ambito della mostra “Costruire con la Luce” di Marco Nereo Rotelli, curata da Gloria Bianchino, organizzata dall’Associazione Art Project con il sostegno di CePIM, il patrocinio e la collaborazione del Comune di Parma e il patrocinio della Provincia di Parma, sono stati programmati due incontri alla Galleria San Ludovico che sotto aspetti diversi affrontano il tema dell’arte fuori dai suoi stessi confini.
Nell’ambito della mostra il 23 febbraio 2017, alle ore 18, a Parma, interverrà il dr. Antonio Dieni, presentato da Gabriele Righi.
Dieni, dirigente di AFC Torino spa e Coordinatore del tavolo tecnico normative della SEFIT, terrà un incontro su “Il recinto del pensiero”: un intervento che fa seguito all’installazione che Rotelli realizzò a dicembre nel Cimitero della Villetta mettendo in luce la dimensione ulteriore che lo spazio cimiteriale rappresenta.
Un luogo della città che fa parte della vita e su cui è necessaria una continua riflessione.
Reciterà durante la serata l’attrice Sabina Borelli invitata a leggere alcune significative epigrafi, frammenti poetici, saluti estremi pieni di pathos e passione.