Archivi dell’autore: Redazione

Honk Kong: il cimitero virtuale dei morti cinesi

Pubblicato da

Due imprenditori, padre e figlio, si accingano a inaugurare il primo cimitero virtuale per morti reali.
Succede ad Honk Kong. Secondo i 2 imprenditori i defunti, in questa maniera, saranno visitati più spesso, in qualsiasi giorno e a qualunque ora, da congiunti che non lesineranno fiori e omaggi all’estinto ma senza muoversi da casa.
La scarsità di spazi, e una mutata cultura, rendono a Hong Kong possibile anche questo.

la ditta del signor Yuen Se-kit, industriale e inventore ottantenne, e del figlio Anthony Yuen Sze-ming vuole risolvere il problema della scarsità di spazio cimiteriale ad Hong Kong e soprattutto dei tempi per recarsi al cimitero, ospitando i morti nei loculi realizzati a Tsuen Wan (un’area di Kowloon ricompresa nei New Territories ma da decenni ormai inglobata nella metropoli) nel grande Yeh Lam Kwok Group Building, edificio di proprietà della compagnia Dalon International Holdings, che appartiene ai due imprenditori.

Si tratta di sepolture in numero considerevole (22.792 loculi di previsione).
E fin qui la cosa non è niente di eccezionale.
La novità è che quello è il deposito dei morti, invece i vivi potranno visitare i morti in una sorta di realtà virtuale, vedendo a schermo una tomba digitale, cui porteranno dei fiori digitali.
Si tratta quindi di una doppia sepoltura: una fisica e una di memoria.
I signori Yuen hanno rappresentato, alla municipalità di Hong Kong, gli innumerevoli vantaggi per il morto, i suoi congiunti e la collettività, ovvero: la riduzione del traffico dei parenti da e per il cimitero; la riduzione dell’inquinamento atmosferico dovuto alle accensioni degli incensi e alle fumigazioni, perché bisogna tener presente che soprattutto nel taoismo popolare larga parte dei riti contempla il deposito di omaggi alimentari e la combustione di offerte cartacee riproducenti i beni di cui necessita nell’aldilà il caro estinto.
Fra i casi contemplati, quello di famigliari che vivono lontano e stentano a raggiungere il cimitero: il colombario funebre dei signori Yuen metterà a disposizione alcune ‘multimedia rooms’ per un massimo di 120 persone al giorno, e la possibilità di collegamenti virtuali con amici e parenti lontani.
Secondo alcuni media locai pare che la popolazione non abbia ancora gradito !!

Beccati a San salvo operatori del settore marmoreo che danneggiavano tombe realizzate da concorrenti

Pubblicato da

Danneggiavano lapidi e tombe installate da una ditta concorrente per generare tra i parenti dei defunti il dubbio che il materiale usato fosse di scarsa qualità.
Al termine dell’attività investigativa però, con appostamenti all’interno del cimitero, i Carabinieri di San Salvo (Vasto) hanno denunciato due commercianti del settore, entrambi del posto, per danneggiamento continuato, vilipendio di tombe e sepolcri, furto aggravato e turbata libertà dell’industria.
Dagli accertamenti è emerso che i denunciati, in più di un’occasione, oltre ad infrangere vetri, lampade e cornici, rendendole inservibili, versavano sostanze corrosive su nomi e dati del defunto incisi, provocandone la distruzione oltre a sbavature del liquido sulla lapide.

Ascoli Piceno avrà il suo cimitero per animali d’affezione

Pubblicato da

E’ stato approvato all’unanimità dei presenti il regolamento per la realizzazione e la gestione del cimitero per animali d’affezione nel corso del consiglio comunale che si è svolto la settimana passata ad Ascoli Piceno.
Ad Ascoli ci sono oltre 8000 cani censiti, una media di quasi uno per ogni nucleo familiare.
Il cimitero che dovrà rispettare alcune fondamentali norme di igiene, potrà accogliere anche gatti, furetti, anfibi, rettili e sauri. Ancora da individuare il luogo in cui verrà realizzato.

Impresa funebre del cagliaritano. Accertamento della GdF perché evasore totale per due anni

Pubblicato da

Nell’ambito delle attività di contrasto all’evasione fiscale, le Fiamme Gialle di Cagliari hanno condotto una verifica fiscale nei confronti di una società con sede nel cagliaritano operante nel settore delle onoranze funebri. L’azione dei finanzieri è stata orientata alla verifica del corretto assolvimento degli obblighi delle disposizioni tributarie vigenti ai fini delle imposte dirette, dell’Iva e dell’Irap.

All’esito dell’attività di verifica, è stato constatato che l’azienda ha operato inosservando la normativa civilistico – fiscale, disattendendo agli obblighi contabili, dichiarativi e di versamento dei tributi, risultando, per le due annualità sottoposte a controllo, evasore totale. Le operazioni di servizio, quindi, hanno consentito di constatare la sottrazione di ricavi per complessivi 286mila euro.

Arresti in provincia di Latina.

Pubblicato da

Dopo due anni di indagini i carabinieri si sono convinti che a Cisterna di Latina, uno dei principali centri pontini, fosse stato messo a punto un sistema criminale e all’alba di oggi, su ordine del gip Giuseppe Cario, hanno arrestato 17 politici, funzionari imprenditori.
Le indagini si sono concentrate sulla gestione, dagli inquirenti definita spregiudicata, della cosa pubblica, facendo luce su “un contesto di diffusa corruzione, in cui alcuni amministratori, funzionari e imprenditori pilotavano gare d’appalto in materia di raccolta differenziata dei rifiuti, costruzione di edifici pubblici, esecuzione di lavori stradali, refezione scolastica e manutenzione del verde pubblico e dei cimiteri“.
Tra i politici arrestati il vicesindaco Alvaro Mastroianni e gli assessori Danilo Martelli e Pierluigi Ianiri.
La giunta di Eleonora Dellapenna, che è anche presidente della Provincia, una civica orientata a destra, aveva fatto della legalità e della rottura con un passato caratterizzato da passaggi opachi da parte dei partiti una bandiera, contribuendo a trasformare la provincia di Latina in un laboratorio nazionale dei civici, quelli che si possono chiamare partiti dei sindaci.
A peggiorare ulteriormente la situazione c’è poi l’arresto del funzionario Gianfranco Buttarelli, che a Latina è assessore all’urbanistica.

Lucca: concessioni cimiteriali in scadenza da rinnovare

Pubblicato da

Dopo diverse proroghe concesse dall’amministrazione comunale di Lucca, sta per arrivare il termine ultimo per rinnovare le concessioni cimiteriali in scadenza (circa 1.800) dopo cinquant’anni nei 73 cimiteri dell’intero territorio comunale.
La scadenza ultima per rinnovare le concessione ad oggi scadute è fissata, con la delibera del 20 ottobre 2017, al 28 febbraio 2018, dopo questa data i servizi cimiteriali della Gesam provvederanno a riacquisire le tombe scadute.
Ci sono quindi ancora tre mesi per rinnovare la concessione per 15 o 30 anni, così come previsto dalla delibera di consiglio comunale n. 1 del 24.01.2017.
I servizi cimiteriali della Gesam sono a disposizione per assistere le persone interessate a rinnovare le concessioni e a fornire loro le necessarie informazioni.
Per questo, potranno presentarsi agli uffici presso il cimitero monumentale di Sant’Anna. I cittadini hanno anche a disposizione un numero telefonico dedicato (0583-496533) al quale ci si può rivolgere dalle 14 alle 17 dal lunedì al giovedì per avere tutte le informazioni sulla faccenda.
Fra l’altro è possibile usufruire di prestiti personali per la copertura delle spese relative alle pratiche cimiteriali per il rinnovo delle concessioni.
Gli elenchi delle concessioni scadute oppure in scadenza dal 1 gennaio 2013 al 31 dicembre 2018 sono affissi in ogni cimitero del Comune di Lucca e pubblicati all’albo pretorio sul sito dell’amministrazione locale.

Caritas e diocesi Rieti donano 235 loculi al cimitero di Amatrice

Pubblicato da

Sono stati benedetti dal vescovo don Domenico i 235 i loculi donati da Caritas e diocesi di Rieti al cimitero di Amatrice in cui seppellire i morti, attualmente in bare all’aperto. Una sobria cerimonia è avvenuta a poche ore dalla scossa di terremoto del quarto grado che ha rigettato nello sconforto chi appena tornava a sperare.
«La situazione è un po’ preoccupante» ha spiegato il vescovo al «Corriere della Sera». «Certo, le cose da fare erano tante. E nessuno ha mai ignorato le difficoltà». Ma il riferimento non è ai ritardi su macerie e casette: le prime, «con grande lentezza, le stanno rimuovendo»; quanto alle casette, «ne mancheranno forse il 20%».
Guardando alla ricostruzione don Domenico si dice preoccupato per la mancanza di progettualità: «neppure un dibattito, sul come, dove e quando Amatrice sarà ricostruita». Il «dov’era e subito» sembra una promessa fatta sull’onda dell’emozione. «Poi sono stati fatti studi sul terreno per capire se Amatrice può rinascere davvero com’era. Io mi auguro che ci sia qualcuno che, magari non ce lo dice, ma sta studiando la situazione. Perché se invece si sta solo facendo passare il tempo la situazione diventerà grave: in quelle casette già è difficile stare un tempo breve, un periodo lungo sarebbe drammatico».
Da parte sua, la Chiesa di Rieti, attraverso la Caritas, continua a non far mancare il proprio aiuto, attraverso una presenza costante e interventi concreti. «C’è una comunità da ricostruire – insiste don Domenico – cerchiamo di muoverci su tre fronti. Sociale: con la vicinanza a questa gente che è composta al 65% di anziani e ha necessità di ritrovarsi. Dell’occupazione: cercando di aiutare chi resta sul territorio. Abbiamo fatto un bando e sono già arrivati 13 progetti, dall’agroalimentare a iniziative ricreative. E dei Beni culturali: abbiamo tre depositi pieni delle opere d’arte recuperate, in mostra a Roma e che riospiteremo ad Amatrice. In attesa di costruire il museo diocesano nell’Area don Minozzi».

Giovedì 14 dicembre ’17 al MAXXI seminario su “I cimiteri nella città. I cimiteri come città”

Pubblicato da

giovedì 14 dicembre 2017, dalle ore 15:00 alle ore 19:00 si svolgerà un seminario su:
I cimiteri nella città. I cimiteri come città
Auditorium del MAXXI – ingresso libero
La partecipazione all’evento riconosce agli architetti iscritti ad un Ordine d’Italia n.4 crediti formativi. Codice identificativo ARRM1657. Prenotazione obbligatoria online: www.architettiroma.it/formazione

Il seminario nazionale di studio e ricerca è incentrato sulle nuove sfide dell’”urbanistica cimiteriale“
Da millenni in quasi ogni parte del mondo l’architettura di qualità ha dedicato alle esigenze e ai problemi della “città dei morti” un’attenzione almeno pari a quella per le “città dei vivi”, spesso con risultati altrettanto importanti e duraturi: dai sepolcri etruschi di Tarquinia e Cerveteri alla Tomba Brion di Carlo Scarpa nel piccolo centro veneto di Altivole.
Introduce
Pietro Barrera segretario generale della Fondazione MAXXI e responsabile nazionale di Sefit-Utilitalia
Intervengono
Margherita Guccione direttore MAXXI Architettura
Pippo Ciorra senior curator MAXXI Architettura
Luciano Galimberti presidente di ADI, associazione per il disegno industriale
Patrizia Di Costanzo coordinatrice dip. distribuzione e servizi di ADI
Maria Paola Orlandini autrice e conduttrice Rai
Maria Cristina Crespo performer
Alessandro Marata Dipartimento di architettura dell’Università degli studi di Bologna
Valentina Piscitelli segretario della sezione Lazio dell’Istituto nazionale di architettura
Laura Ricci ordinario di urbanistica Università La Sapienza
Mario Spada coordinatore della IV Biennale dello spazio pubblico
Michele Gaeta coordinatore per SEFIT-UTILITALIA del Tavolo tecnico Valorizzazione culturale e turistica dei cimiteri
Guendalina Salimei architetto
Stefano Mavilio architetto
Seminario di studio e di ricerca promosso da SEFIT-UTILITALIA

Cimitero Monumentale di Milano: si cerca 1 curatore artistico e 2 catalogatori-schedatori

Pubblicato da

Si è aperta la selezione pubblica per una figura professionale che affianchi la direzione del Cimitero Monumentale di Milano nella progettazione e nello sviluppo di iniziative per la conservazione, la promozione e la diffusione della conoscenza del patrimonio artistico del Monumentale.
Accanto all’attività di promozione, il curatore avrà anche il compito di mappare le sepolture e le opere di maggiore rilevanza nel patrimonio architettonico-paesaggistico e storico artistico; selezionare e definire il primo lotto di sepolture e opere da sottoporre a censimento (almeno mille posizioni); assumere la direzione scientifica del censimento delle sepolture e delle opere e della catalogazione delle opere censite; supportare la direzione amministrativa per gli eventi culturali da realizzare.

L’incarico avrà la durata indicativa di due anni, per un impegno complessivo di almeno 440 ore. Possono partecipare alla selezione i cittadini italiani o di uno degli Stati membri dell’Unione Europea o i cittadini extracomunitari con regolare permesso di soggiorno in possesso della laurea quadriennale del vecchio ordinamento o specialistica del nuovo ordinamento in Conservazione dei beni culturali e Storia dell’arte e con un’esperienza di almeno dieci anni in un ruolo analogo.
Il curatore artistico sarà affiancato da due catalogatori-schedatori.
Anche per queste due figure professionali si è aperta una selezione pubblica. L’incarico prevede: la compilazione di una o più schede di vario livello di approfondimento (inventario, catalogo, pre-catalogo) con immagini digitali collegate per ciascuna sepoltura esistente; raccolta dei dati tecnici attraverso sopralluoghi in loco e ricerche mirate al carattere storico, artistico, bibliografico e archivistico; catalogazione delle opere censite secondo gli standard definiti dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione; supporto alla direzione artistico scientifica per la mappatura preliminare delle sepolture e delle opere di maggiore rilevanza nel patrimonio architettonico-paesaggistico e storico-artistico del Monumentale.
L’incarico avrà durata biennale, per un impegno complessivo di almeno 1200 ore.
Possono partecipare alla selezione i cittadini italiani o di uno degli Stati membri dell’Unione Europea o i cittadini extracomunitari con regolare permesso di soggiorno in possesso della laurea quadriennale del vecchio ordinamento o specialistica del nuovo ordinamento in Lettere, Filosofia, DAMS o Conservazione dei beni culturali con indirizzo storico artistico e che abbiano maturato un’esperienza di almeno un anno in un ruolo analogo.
Per entrambe le posizioni le candidature dovranno essere inviate via mail a dsc.direzione@pec.comune.milano.it entro l’11 dicembre.

Provincia di Trento finanzia realizzazione del crematorio di Trento perché a servizio dell’intero territorio

Pubblicato da

Per la realizzazione del «tempio crematorio» nel cimitero monumentale di Trento la Giunta provinciale di Trento ha deciso di finanziare il Comune.
Il finanziamento concesso supera di poco 5.281.000 euro, pari al cento per cento della spesa ammessa.
Tra le motivazioni della deliberazione c’è la considerazione che l’impianto è destinato ad avere una rilevanza provinciale ed è pensato per offrire a tutti i residenti della provincia la possibilità di accedere al servizio di cremazione alle migliori condizioni ed alla minor tariffa possibile.
Il finanziamento attinge alle risorse del Fondo per lo sviluppo locale, mediante il quale la Provincia concorre al finanziamento di opere e interventi che hanno caratteristiche economiche e sociali di rilevanza provinciale.

Il Comune di Trento ha approvato il progetto definitivo nell’importo complessivo di 5.500.000 euro. L’amministrazione comunale inoltre ha già provveduto ad affidare i lavori relativi all’intervento, a seguito dell’esperimento della procedura di appalto integrato.

Nel caso in cui l’impianto potesse essere utilizzato anche da utenti extra provinciali e che a tali utenti fossero applicate tariffe di valore superiore rispetto alla tariffa massima applicata ai residenti in Trentino, il sovra gettito dovrà essere portato ad abbattimento della tariffa massima applicata ai residenti in provincia di Trento.

Denunciati 4 operai per violazione di sepolcro

Pubblicato da

Sarebbero stati quattro dipendenti della ditta incaricata della manutenzione del cimitero di Città Giardino, una frazione di Melilli (Siracusa) gli autori della grigliata organizzata il 28 novembre scorso tra i loculi la cui foto ha fatto il giro del Web.

I quattro operai, rispettivamente di 53, 48, 27 e 61 anni, sono stati denunciati dai carabinieri di Priolo Gargallo per violazione di sepolcro.
I militari dell’Arma hanno accertato che avrebbero allestito il barbecue durante la pausa pranzo, in una fascia oraria in cui è non era presente nessun dipendente comunale all’interno della struttura poiché la responsabile si era allontanata per la pausa pranzo mentre il custode era in malattia.
Onestamente tanta solerzia delle forze dell’ordine appare sprecata, visto che di sepolcri violati pare proprio che non ce ne siano.

Ritrovato a Bologna il cimitero ebraico medioevale, il più grande d’Italia

Pubblicato da

Distrutto nel 1569, quasi cinque secoli fa, è tornato alla luce il cimitero ebraico medievale di Bologna, in via Orfeo: con le sue 408 sepolture è il più grande finora noto nel nostro Paese. Per quasi due secoli è stato il principale luogo di sepoltura degli ebrei bolognesi ma dopo le bolle papali della seconda metà del Cinquecento, che autorizzarono la distruzione di siti come quello, sopravvisse solo nel toponimo di “Orto degli Ebrei”.

Dagli scavi delle sepolture – di uomini, donne, bambini – sono emersi ornamenti in oro, argento, bronzo, pietre dure e ambra. Un gruppo di lavoro composto da Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Bologna, Alma Mater Studiorum Università di Bologna, Comunità Ebraica di Bologna e ricercatori indipendenti, con il supporto del Comune di Bologna, cercherà di ricomporne le vicende storiche, raccontando così nuove pagine dei percorsi topografici in città.

Il sepolcreto si colloca nei pressi del Monastero di San Pietro Martire, nell’isolato compreso tra via Orfeo, via de’ Buttieri, via Borgolocchi e via Santo Stefano. Secondo gli archivi cittadini l’area fu acquistata a ridosso del Quattrocento da un membro della famiglia ebraica dei Da Orvieto per poi essere lasciata in uso agli ebrei bolognesi come luogo di sepoltura. Fino al 1569, quando gli ebrei furono costretti, a seguito delle Bolle papali, a lasciare le città dello Stato pontificio e a essere cancellate, nella memoria e non solo, dalla storia di quelle città. Alla fine del 1569 l’area fu donata dallo Stato pontificio alle suore della vicina chiesa di San Pietro Martire, che inoltre autorizzava le monache “di disseppellire e far trasportare, dove a loro piaccia, i cadaveri, le ossa e gli avanzi dei morti: di demolire o trasmutare in altra forma i sepolcri costruiti dagli ebrei, anche per persone viventi: di togliere affatto, oppure raschiare e cancellare le iscrizioni ed altre memorie scolpite nel marmo”.

9 colpi di pistola contro imprenditore funebre a Torre Annunziata

Pubblicato da

Non è chiaro se sia un avvertimento a chi non vuol pagare il pizzo o, come si ritiene più plausibile, un chiaro aut aut perché ha preso a lavorare in zone controllate da altre imprese funebri.
Fatto sta che sono partite nove pallottole contro l’automobile di un imprenditore funebre.
La vittima è il titolare di un’agenzia di pompe funebri situata a Boscotrecase, nel napoletano, che si è ritrovato con i colpi di pistola andati a segno nel veicolo.
L’uomo si trovava a Torre Annunziata, nella zona del porto, quando è stato compiuto l’agguato. Si è rivolto alle forze dell’ordine che stanno provando ad individuare gli autori del raid ai danni del malcapitato.

Pic nic al cimitero di Città Giardino, nel siracusano

Pubblicato da

Una grigliata al cimitero di Città Giardino, frazione di Melilli, centro della zona industriale in provincia di Siracusa.
La fotografia sta facendo il giro del web e non è chiaro quando sia stata scattata.
Le persone che hanno approfittato della giornata per sistemarsi comode in un tavolo mentre uno dei commensali è addetto al barbecue davanti i loculi sembra possono essere dipendenti dell’azienda che gestisce il cimitero.
Il camposanto, seppur in convenzione con il comune di Melilli, è privato.
“Sono indignato e mortificato per quanto accaduto – ha detto all’Ansa il sindaco Giuseppe Carta -: abbiamo già attivato gli uffici competenti per chiedere alla proprietà del cimitero di relazionare e soprattutto di prendere provvedimenti per tale gesto. Stiamo valutando l’opportunità delle vie legali per salvaguardare l’immagine del comune. Sono dispiaciuto per i parenti e amici dei defunti che riposano in quella fetta di cimitero”.
Se il pic nic è stato fatto fuori orario di lavoro e a cimitero chiuso, un occhio lo si può chiudere, no?

Il Triste Mietitore

Pubblicato da

Il 30 Novembre 2017 è uscito un libro particolare, dal titolo “La Morte e il gatto. Il mio punto di vista è sei piedi sotto terra” (Imprimatur Edizioni, Milano, promozione e distribuzione Rizzoli Libri). Si tratta della prima pubblicazione digitale de Il Triste Mietitore.
Lo pseudonimo nasce con un account su Twitter nel dicembre 2011, a seguito di una influenza intestinale che costringe Alessandro Balsamo, genovese del 1979, a lunghe soste al bagno.
Durante queste pause forzate Alessandro Balsamo inizia a smanettare su internet e crea un profilo sulla Morte, ancora inesistente. Il Triste Mietitore, molto attivo sui social, comincia a essere presente su Twitter, seguono poi una pagina Facebook e un blog.

Il punto di vista del Triste Mietitore è sei piedi sotto terra e da lì esprime, in maniera ironica e talvolta sarcastica, opinioni e battute sulla vita quotidiana, su fatti di costume e sulla nostra società, senza risparmiare nessuno. Tra le rubriche, c’è quella quotidiana che porta il titolo “il morto del giorno”.
Ora Il Trieste Mietitore ha scritto un libro che fa sorridere il lettore. Alla faccia della morte!
Se lo volete leggere in formato digitale ve la cavate con meno di 7 euro, cliccando QUI

Napoli: Si è concluso con condanne esemplari il processo in 1^ grado per vendita illecita di cappelle cimiteriali

Pubblicato da

Antiche cappelle funebri del cimitero monumentale di Napoli rivendute illecitamente, attraverso la compilazione di atti falsi ad opera di un notaio. Il processo di primo grado, scaturito dallo scandalo della compravendita dei loculi che nel giugno del 2015 portò all’esecuzione di perquisizioni e sequestri da parte della Guardia di Finanza, si è concluso con dieci condanne a pene varianti dai sei a un anno di reclusione. Il Tribunale ha accolto le richieste del pm
Nella vicenda sono coinvolti titolari di agenzie funebri e diversi dipendenti comunali, accusati di reati che vanno dal falso alla truffa fino alla associazione per delinquere. La pena più alta, sei anni di reclusione, è stata inflitta al notaio Filippo Improta destinatario nel 2015 di una misura cautelare di sospensione di sei mesi dall’attività professionale. Tommaso Arcucci, Nunzio Assante, Vincenzo Tammaro e Falice Varriale sono stati condannati a quattro anni, Gennaro Guida e Gennaro Reale tre anni e sei mesi, Vincenzo Bisogni a 3 anni e tre mesi, Rosario Dominech a due anni e Alberto Patruno a un anno e sei mesi.

Architettura e urbanistica cimiteriale in seminario

Pubblicato da

Da millenni in quasi ogni parte del mondo – e certamente nel nostro paese – l’architettura di qualità ha dedicato alle esigenze e ai problemi della “città dei morti” un’attenzione almeno pari a quella per le “città dei vivi”. Spesso con risultati altrettanto importanti e duraturi: dai sepolcri etruschi di Tarquinia e Cerveteri alla “tomba Brion” di Carlo Scarpa nel piccolo centro veneto di Altivole.

Nel tempo l’architettura e la “urbanistica cimiteriale” – la scienza che si occupa piuttosto della identificazione e definizione degli spazi destinati alle sepolture nell’ambito del tessuto urbano – hanno accompagnato e seguito l’evoluzione delle comunità, dal punto di vista socio-economico, culturale, religioso, politico, antropologico, persino tecnico-scientifico.
Del resto è un terreno in cui da sempre simbolico e concreto, sensibilità e potenzialità, presente e futuro cercano una sintesi efficace.
Ci sono momenti storici in cui questi percorsi evolutivi hanno brusche accelerate.
Fu così più di duecento anni fa, quando l’editto di Saint Cloud sospinse i cimiteri ai margini dei centri urbani, ma al tempo stesso cercò di farne uno “spazio civico condiviso” per tutti gli strati sociali, ed è stato così alla metà del secolo scorso, quanto gli accelerati e tumultuosi processi di inurbamento imposero i moduli costruttivi dell’edilizia intensiva per le “dimore dei morti” come per le case dei vivi, mentre per altri versi i cimiteri storici ottocenteschi tornavano ad essere inglobati nel tessuto urbano.

Oggi è dinanzi a noi – anzi, è già in atto – una svolta di pari forza.
Vi concorrono molti elementi: la pratica della cremazione, sempre più diffusa e ormai maggioritaria in larghe parti del paese, che minimizza evidentemente le esigenze di spazio e finisce per azzerare le preoccupazioni igienico-sanitarie che ispirarono la legislazione cimiteriale europea per due secoli; la complessità culturale della società contemporanea, con culture “altre” che entrano a pieno titolo nella convivenza urbana, un pluralismo religioso inedito per dimensione e qualità, sensibilità e convinzioni diverse che reclamano pari dignità nello spazio cimiteriale; la ricerca, propria della post modernità, di spazi e stili di vita differenziati, personalizzati e personalizzanti, antitetici alle tecniche e pratiche massificanti del ‘900.
Cambia probabilmente anche la “fruizione” degli spazi cimiteriali – forse in Italia con qualche ritardo rispetto ad altri paesi – dove si combinano le consuete pratiche di affetto familiare (in declino?) con una nuova attenzione alla valorizzazione storico-artistica e a momenti di “memoria condivisa” delle comunità cittadine o di segmenti socio-culturali. La fruizione turistica del patrimonio cimiteriale si “aggiunge” alla tradizionale fruizione affettivo-familiare, o la sostituisce? E l’impatto dei social media anche nel momento del ricordo e della memoria dei defunti – già importante in altri paesi europei, e in forte crescita in Italia – trasforma alla radice il rapporto tra cimitero e comunità, o semplicemente ne allarga i confini?

Come sempre è accaduto nella storia, esigenze e opportunità concorrono a sollecitare nuove risposte, sul piano architettonico (lo stile delle sepolture, gli spazi cimiteriali pensati per i defunti, ma ovviamente soprattutto per i vivi che li percorrono), sul piano urbanistico (la diffusione della cremazione può consentire il ritorno a piccoli “cimiteri di prossimità”?) e persino – con enormi interrogativi per le possibili conseguenze sociali e culturali – sul modello giuridico-ordinamentale (una Regione ha già legiferato per aprire le porte a “cimiteri di urne” a gestione privata; la Chiesa torna ad interrogarsi sull’opportunità di spazi propri per le sepolture). Infine, come sempre, occorre fare i conti con le risorse: l’evoluzione dei comportamenti e delle scelte personali e familiari ha un’incidenza immediata sui bilanci pubblici (dei Comuni, ad oggi unici responsabili dell’ultima dimora dei propri concittadini) e l’equilibrio costi-ricavi frana un po’ dovunque, imponendo la ricerca di nuove soluzioni, costruttive, ma anche gestionali.

Il confine tra il riconoscimento del pluralismo sociale e culturale e la separazione tra “tribù diverse” è sempre labile.
Comprenderlo e “governarlo” è forse la sfida più importante e difficile della contemporaneità, che sembra aspirare ad una nuova etica della convivenza e scivola troppo spesso nella contrapposizione aggressiva e sorda tra diversità irriducibili .
Questo è tanto più vero, forse drammatico, quando ci occupiamo di cimiteri e di sepolture, proprio per l’enorme carico simbolico che da sempre l’umanità connette a queste scelte. Per questo la mera razionalità sulla migliore gestione delle “spoglie mortali” non è mai stata sufficiente. Ad architetti e urbanisti, che da sempre sono necessariamente anche un po’ filosofi, antropologi, sociologi (ed economisti), spetta un compito enorme in questo difficile passaggio storico.

I CIMITERI NELLA CITTA’ – I CIMITERI COME CITTA’
una svolta culturale per la “città dei morti” pari a quella in atto nelle “città dei vivi”?

Seminario di studio e di ricerca promosso da SEFIT-UTILITALIA in collaborazione con la Fondazione MAXXI – Roma, 14 dicembre 2017, ore 15.00-19.00

Potenza: mazzette per avere loculi al cimitero. Tre arrestati

Pubblicato da

Tre persone sono state arrestate stamani, all’alba, dagli agenti della squadra mobile della questura di Potenza nell’ambito di un’inchiesta sulla vendita di loculi nel cimitero monumentale del capoluogo lucano.

Delle tre persone arrestate, una è in carcere e altre due ai domiciliari: le misure cautelari – che non hanno riguardato uomini politici – sono state disposte dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Potenza.

In totale sono però ventidue le persone indagate a Potenza nell’ambito di questa inchiesta sulla compravendita illegale di loculi.Gli arrestati sono: l’ex custode del cimitero, detenuto in carcere; il dipendente di un’impresa che lavora nel camposanto e un ex dirigente del Comune ora in pensione, entrambi agli arresti domiciliari.

I reati ipotizzati nell’inchiesta condotta dalla Polizia sono induzione indebita a dare o promettere denaro, falsità materiale commessa da pubblico ufficiale, abuso d’ufficio, peculato, corruzione e violazione dei sistemi informatici del Comune.

Torino: avvisi di garanzia ad alcuni operatori cimiteriali perché sparivano ori al momento di esumazione od estumulazione

Pubblicato da

L’AFC di Torino nel 2015 ha segnalato una anomalia alla Procura della Repubblica di Torino. Difatti l’incidenza di ori che si rinveniva quando ad operazioni cimiteriali era presente un parente era superiore a quella che si aveva in assenza di parenti.
Ciò avveniva nel 2015 ed effettuate le indagini la Procura le ha concluse con una decina di informazioni di garanzia per operai e qualche impiegato addetto a queste operazioni. Sono accusati di vilipendio di cadavere, furto e truffa aggravata.
AFC ha espresso apprezzamento per la conclusione delle indagini, partite da una sua segnalazione e anche l’Amministrazione comunale.
“Aspettavamo da mesi la chiusura dell’indagine, ora finalmente possiamo agire, a tutela dei cittadini e cittadine, nei confronti di coloro che hanno perpetuato questi atti vergognosi” sottolinea l’assessore ai Servizi cimiteriali del Comune di Torino.
“In questi mesi abbiamo iniziato la revisione delle modalità di esumazione ed estumulazione, e abbiamo avviato un’interlocuzione con l’assessorato alla sanità regionale per la presenza di un medico legale durante le operazioni”.
L’indagine sta appurando anche se sono stati falsificati alcuni documenti da parte di caposquadra di uno dei cimiteri torinesi che attestavano falsamente di trovarsi di fronte a resti mortali inconsunti per far intascare al personale presente una sorta di indennità di disagio.
I fatti deriverebbero da un controllo alla uscita dal lavoro un paio di anni fa di un operatore cimiteriale nelle cui tasche sarebbero stati rinvenuti denti d’oro. Una confidenza di quel lavoratore spaventato ad un collega avrebbe fatto mettere sull’avviso il Responsabile operativo di quel cimitero che ha proceduto, d’accordo col forze dell’ordine a controlli mirati. Ne è emerso un quadro sconcertante, che si è ufficializzato in questi giorni con gli avvisi di garanzia.

Defibrillatore al cimitero di Anzio

Pubblicato da

Nel cimitero di Anzio c’è ora un defibrillatore. E’ stato messo a disposizione da parte del Comune ed stato recentemente effettuato un corso al personale cimiteriale per usarlo.

“Il defibrillatore – spiega il Consigliere comunale delegato ai Servizi Cimiteriali – è di vitale importanza, in un luogo frequentato quotidianamente da tante persone. Con l’estensione del corso, per il corretto utilizzo dell’apparecchio salvavita, il personale del cimitero, in caso di fibrillazione cardiaca, sarà in grado di soccorrere chi porrebbe averne necessità”.