HomeAttivitafunebreVogliono portarsi a casa il cadavere, sottraendolo all'ospedale

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Vogliono portarsi a casa il cadavere, sottraendolo all'ospedale — 1 commento

  1. In Sicilia la fattispecie del trasporto salma, ossia del trasporto “a cassa aperta” non è stata ancora disciplinata e quindi l’unica disposizione in vigore è solo l’Art. 17 del DPR 10 settembre 1990 n. 285 con cui si permette, pur con molte restrizioni, il trasferimento delle salme dal luogo del decesso ad altro posto, purchè preventivamente autorizzato, per svolgere il periodo d’osservazione e, dunque, anche la veglia funebre. Perchè, allora, non ricorrere a questa procedura, magari forzandone un po’i limiti e la portata piuttosto di far irruzione come bruti nel servizio mortuario ospedaliero, e di ricorrere a metodi violenti?

    La cultura della legalità sembra proprio latitare.

    Ma i dipendenti delle imprese funebri non conoscono la legge?

    Sono pagati proprio per seguire la famiglia in lutto nel disbrigo delle pratiche amministrative proprie del post mortem.

    Oddio, si potrà anche obiettare che ai sensi del combinato disposto tra il DPR 14 gennaio 1997, la Legge 132/1968 e l’Art. 12 DPR 285/90 i corpi di persone decedute in ospedale, casa di cura, o altro istituto socio-sanitario-residenziale (i vecchi ospizi, per intenderci) debbano ivi permanere, poichè ognono di questi presidi deve essere necessariamente dotato di appositi spazi ove custodire i morti per tutto il periodo d’osservazione, però a fronte di una prassi molto diffusa e sentita come, appunto, la veglia da effettuarsi presso il domicilio del de cuius, senza nessuna possibilità di mediazione, sarebbe meglio interpretare l’Art. 17 DPR 10 settembre 1990 n. 285 come una regola a maglie molto, molto larghe, invece di fomentare comportamenti contra legem a fronte di una certa rigidità formale nell’applicazione del Regolamento di polizia mortuaria?

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