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Sottoscrizione del verbale di chiusura feretro per trasporto funebre in regime di attività disgiunta? — 1 commento

  1. Regione Emilia-Romagna: La previsione dell?art. 10, comma 8 della L.R. 29 luglio 2004, n. 19 e succ. modif., determina la conseguenza per la quale gli addetti al trasporto di cadavere vengano a trovarsi nella condizione di incaricati di pubblico servizio (valutazione che, per altro, era già stata individuata dal paragrafo 5.4), secondo periodo, della circolare del Ministero della sanità n. 24 del 24 giugno 1993), sussistendo le condizioni previste dall?art. 358 C.P., siccome siamo in presenza di un’attività disciplinata delle stesse forme della pubblica funzione, pur senza i poteri propri di ques’ultima.

    L’attestato di garanzia per il trasporto di cadavere, integra e sostituisce la certificazione sanitaria di cui al paragrafo 9.7 Circ. Min. n.24/1993 (ma essa, ex Art. 49 DPR n.445/2000 avendo rilevanza sanitaria appunto, non dovrebbe/potrebbe esser surrogabile da parte di soggetti terzi rispetto all’ASL) trova fonte nella determinazione del responsabile del Servizio Sanità pubblica della regione Emilia-Romagna n. 13871 del 6 ottobre 2004 (anche in B.U.R. Emilia-Romagna n. 144, parte II, del 27 ottobre 2004, determinazione emanata, appunto, in esecuzione dell?art. 10 L.R. Emilia-Romagna 29 luglio 2004, n. 19 e succ. modif.).

    Il sullodato 10, comma 8 L.R. Emilia-Romagna 29 luglio 2004, n. 19 e succ. modif. attribuisce in capo agli addetti al trasporto le seguenti incombenze:
    a) verifica dell’identità del defunto con quella del cadavere per cui è stato autorizzato il trasporto;
    b) controllo della corrispondenza del feretro appropriato in relazione al tragitto, al luogo di destinazione, alla tipologia di pratica funebre richiesta;
    c) verbalizzazione dell’avvenuto regolare confezionamento e della sua chiusura, che presuppone, poi, la lett. d)
    d) l?apposizione di un sigillo recante, almeno, la denominazione del comune che ha autorizzato l?esercente l?attività funebre all?esercizio di tale attività (art. 13 L.R. Emilia-Romagna 29 luglio 2004, n. 19 e succ. modif.) e il numero dell?autorizzazione di cui sia in possesso e; e) la verbalizzazione di tali attività compiute, nello specifico, con la compilazione e sottoscrizione dell?anzidetto attesto di garanzia.

    Qualora l’addetto al trasporto di cadavere, nell’assolvere le funzioni attribuitegli dall?art. 10, comma 8 L.R. Emilia-Romagna 29 luglio 2004, n. 19 e succ. modif., non provveda ad indicare nell?attestazione di garanzia l?attività svolta, in quanto da lui dovuta in forza dalla legge regionale, o riporti indicazioni non corrispondenti alla realtà, si determina la fattispecie del reato falsità ideologica (artt. 479, 480, 481 C.P.), per l?estensione di cui all?art. 493 C.P. (eventualmente, in concorso con i reati di falsità materiale di cui agli artt. 476, 477 e 478 C.P.).
    Trattandosi di fattispecie penali perseguibili, tutte, d?ufficio, opera quanto previsto dall?art. 331 C.P.P. che comporta il dovere dell’immediata segnalazione all?A.G. (obbligo che, se omesso o ritardato, espone il pubblico ufficiale omittente al reato considerato all?art. 361 C.P.).

    Accanto agli aspetti penali, si deve considerare come, probabilmente, nelle ipotesi in cui si abbia un?incompletezza dell?attestazione o una sua non veridicità (ad esempio, laddove si impieghino casse non rispondenti alla singola fattispecie di trasporto di cadavere oppure altrimenti, la chiusura del feretro non tenga conto, osservandole, delle disposizioni che regolano il confezionamento del feretro, oppure quando il trasporto non avvenga con le modalità prescritte), trovano applicazione altresì le disposizioni sanzionatorie di cui:

    – all?art. 358, comma 2 R.D. 27 luglio 1934, n. 1265, quale modificato dall’art. 16 D.Lgs. 22 maggio 1999, n. 196, che importano l?applicazione della sanzione amministrativa da 1.549,00 euro a 9.296,00 euro (che, per altro, può essere oggetto di oblazione in via breve, entro 60 giorni dall?accertamento e contestazione dell?infrazione, con il versamento della somma di 3.098,00 euro), per la violazione della parte normativa espressamente prevista dal regolamento statale;
    – se invece la trasgressione è relativa ad una fattispecie contemplata dalla Regione, si applica l’Art. 7 della L.R. Emilia Romagna 29/7/2004, n. 19 e nel caso di mancata regolamentazione comunale (Art. 16 Legge n.3/2003) la sanzione è tra un minimo di 1350,00 e un massimo di 9.300,00 euro (e in tal caso l?oblazione comporta il versamento di 2.700,00 euro, qualora il regolamento comunale non abbia individuato la sanzione).

    E’di rigore questa precisazione: le sanzioni amministrative non sono alternative a quelle penali, ma concorrenti con esse (qualora sussistano entrambe).

    Ma questo verbale di chiusura feretro per trasporto di cadavere è documento escluso dall’accesso agli atti, in particolare a soggetti terzi e nel caso specifico a ditte di onoranze funebri diverse da quella interessata?

    Il sito http://www.anusca.it ci offre un’interessante risposta in soluzione a tale quesito: l’attestato che accompagna il feretro, assieme alle relative autorizzazioni non contiene dati sensibili e/o giudiziari ai sensi del D.LGS n.196/2003, come, invece, accadrebbe per la scheda ISTAT, ad esempio, – quindi non dovrebbe essere aprioristicamente sottratto dall’accesso a terzi in quanto non vi sono norme di legge e/o di regolamento che prevedano esplicitamente tale esclusione. Peraltro per accedere a copia di tale documento gli interessati – ditte di onoranze funebri – dovranno presentare apposita istanza formale e motivata richiamando in particolare le disposizioni contenute negli artt. 2 e 6 del d.P.R. 12.04.2006, n. 184 e nell’art. 22 della legge 7/8/1990, n. 241 come sostituito dall’art. 15 della legge 11.02.2005, n. 15. Prima di accogliere la richiesta di accesso al predetto documento dovrà essere osservata la procedura di notifica ai controinteressati prevista dall’art. 3 del citato d.P.R. 12.04.2006, n. 184.

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