prezzi massimi vigenti

ANNO 2013

Si ricordano i nuovi limiti per le tariffe di cremazione e dispersione ceneri in cimitero in vigore dal 1° gennaio 2013, con aliquota IVa al 21% e fino alla validità di tale aliquota:


Anno 2013


Incid. Perc.le


Imponibile


IVA (*)


Totale (**)


Cremazione





a) di cadavere

100,0%

485,34

101,92

587,26

b) di resti mortali

80,0%

388,27

81,54

469,81

c) di parti anatomiche riconoscibili

75,0%

364,00

76,44

440,44

d) di feti e prodotti del concepimento

33,3%

161,78

33,97

195,75

Dispersione di ceneri in cimitero

100,0%

196,10

41,18

237,28

(*) Totale comprensivo di IVA al 21% valido fino al 30/6/2013.

(*) IVA (21%) nel caso in cui sia applicabile, cioè laddove non vi sia una esenzione oggettiva o soggettiva.

11 Responses to prezzi massimi vigenti

  1. Antonio scrive:

    x cristiano

    chiedi quando costa il solo forno poi vedi quanti km. devono percorrere andata e ritorno e poi ti potremmo dire se sei stata truffato.
    saluti

  2. Carlo scrive:

    X Cristinano,

    la Redazione di questo sito non entra volutamente nel merito delle politiche dei prezzi adottate dalle singole imprese funebri, sono tuttavia d’uopo alcune osservazioni:

    1) il D.M. 1 luglio 2002 emanato in attuazione dell’Art. 5 comma 2 Legge n. 130/2001 nel fissare il tariffario massimo per la cremazione (la quale, ex Legge n. 440/1987, al pari dell’inumazione è servizio pubblico locale, ancorchè a titolo oneroso per l’utenza) considera alcune prestazioni proprie delle operazioni di cremazione, tra cui appunto l’abbruciamento del feretro in apposito forno, la vagliatura delle ceneri con loro relativa frantumazione in una polvere finissima ed il confezionamento delle stesse in un’urna purchè semplice, resistente ed infrangibile, avente cioè tutte le caratteristiche tecniche di cui al paragrafo 14 della Circ. Min. 24 giugno 1993 n. 24.

    2) nella tariffa non sono certo compresi fornitura di eventuale urna di pregio (a completo carico dei richiedenti) e soprattutto gli oneri economici da sostenere per il trasporto funebre. Ora, Suo Padre è deceduto all’Estero, in Egitto, Stato Sovrano che aderisce alla Convenzione Internazionale di Berlino del 10 febbraio 1937 sui trasporti mortuari internazionali. Bene, l’Accordo di Berlino reso esecutivo in Italia con il Regio Decreto N.1379/1937 e recepito nell’ordinamento interno di polizia mortuaria attraverso l’Art. 27 del DPR 10 settembre 1990 n. 285 prevede procedure molto complesse per il rilascio del passaporto mortuario, tra cui l’impiego di un cofano funebre lignea in legno massello dal generoso spessore foderato internamente con una controcassa di metallo (zinco o, più raramente piombo). Quindi è corretto l’obbligo, riferitoLe dall’impresa titolare del trasporto, di adoperare un doppio feretro confezionato con il nastro di zinco.

    3) Il rilascio del passaporto mortuario (= autorizzazione al rimpatrio della salma) è a titolo oneroso e sconta diversi passaggi amministrativi soggetti a diverse imposte e tasse (bollo, diritti di segreteria, diritti fissi) proprio per l’iter autorizzativo così articolato e, se vogliamo, invero, un po’farragginoso.

    4) Nessun impianto di cremazione sito in Regione Lombardia è abilitato dalla Regione (per effetto di provvedimenti miopi e localistici sotto il profilo gestionale del fenomeno funerario) a cremare feretri costituiti dalla doppia cassa di legno e metallo, ecco perchè sia stato scelto il forno crematorio di Verbania.

  3. Cristiano scrive:

    L’agenzia di pompe funebri mi chiede 1700 euro per la sola cremazione di mio padre, giustificando un prezzo così alto perchè la cassa a dir loro è zincata. Mio padre è morto in vacanza in Egitto, le autorità erano state avvisate che il corbo in italia sarebbe stato cremato. Vorrei sapere se il prezzo è corretto tenendo presente che dalla provincia di Milano la salma verrà trasportata fino al forno di Verbania.
    Grazie

  4. Carlo scrive:

    La norma sui massimi tariffari (D.M.1 luglio 2002 emanato in attazione dell’Art. 5 comma 2 Legge 30 marzo 2001 n.130) ha valore nazionale ed unificante (si tratta di una delle poche disposizioni della Legge n.130/2001 davvero attuate ed effettivamente in vigore).

    Il gestore dell’impianto deve attenersi a questi limiti, che fissano un “tetto” ma mantiene un certo margine di discrezionalità: ad esempio potrebbe modulare la tariffa con un consistente sconto per favorire la cremazione dei resti mortali, oppure graduarla in base ai tempi di attesa (esempio: la cremazione eseguita direttamente, lo stesso giorno di accoglimento del feretro costa X se i dolenti hanno voglia e tempo di aspettare qualche giorno sarà praticato un prezzo più basso del valore di Y.

    Occorre, pertanto, sincerarsi sulle tariffe fissate da ciascun impinato di cremazione, ma ribadisco il concetto, il gestore non può ulteriormente discostarsi dal massimo applicabile di Euro 578, 59 praticando una tariffa più alta, la ri-determinazione della stessa, pertanto, può sì avvenire, ma solo verso il basso. Si tratta, infatti, di una scelta di natura politica, laddove l’amministrazione decidesse di incentivare la cremazione nel proprio bacino d’utenza.

    L’uso della cella frigorifera è solitamente a titolo oneroso, così come quello della camera mortuaria cimiteriale, per il calcolo della tariffa giornaliera vale quanto detto prima, si tratta, in effetti, di una valutazione discrezionale da farsi, per sempre, alla luce dell’Art. 117 D. LGS n. 267/2000.

  5. Stefano scrive:

    Ciao, al forno crematorio di “La Maddalena” (ot) il costo per una cremazione di cadavere è di circa 650.00 € iva inclusa, al quale va aggiunto € 10.00 per ingresso non residenti e altri 10.00 euro per ogni giorno di conservazione feretro in cella prima della cremazione….è normale?

  6. Carlo scrive:

    La norma sui massimi tariffari (D.M.1 luglio 2002 emanato in attazione dell’Art. 5 comma 2 Legge 30 marzo 2001 n.130) ha valore nazionale ed unificante (si tratta di una delle poche disposizioni della Legge n.130/2001 davvero attuate ed effettivamente in vigore).

    Il gestore dell’impianto deve attenersi a questi limiti, che fissano un “tetto” ma mantiene un certo margine di discrezionalità: ad esempio potrebbe modulare la tariffa con un consistente sconto per incentivare la cremazione dei resti mortali, oppure graduarla in base ai tempi di attesa (esempio: la cremazione eseguita direttamente, lo stesso giorno di accoglimento del feretro costa X se i dolenti hanno voglia e tempo di aspettare qualche giorno sarà praticato un prezzo più basso del valore di Y.

    Occorre, pertanto, sincerarsi sulle tariffe applicate da ciascun impinato di cremazione.

  7. massimo scrive:

    i prezzi della cremazione di resti, inseguito a estumulazione, variano da regione a regione o da provincia a provincia? se sì, quali sono le tariffe per le provincie di Padova e di venezia ?
    Grazie

  8. Redazione scrive:

    Si, ma all’interno delle spese relative al funerale

  9. segio scrive:

    le spese sostenute per la cremazione sono detraibili ? grazie

  10. Redazione scrive:

    No. Le tariffe massime per il 2010 sono cambiate a far tempo dal 1 gennaio 2010. Le può trovare sulla Circolare SEFIT Federutility n. 2040 del 22/07/2009
    ADEGUAMENTO DEI VALORI TARIFFARI MASSIMI PER LA CREMAZIONE ANNO 2010.
    La circolare è reperibile nei siti seguenti: http://www.federutility.it http://www.sefit.eu per gli associati alla SEFIt, oppure su http://www.euroact.net per gli iscritti.

  11. jacopo scrive:

    Queste tariffe saranno in vigore anche per l’ anno 2010?

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>