Statistiche cremazione

L’evoluzione della cremazione in Italia

Le cremazioni effettuate nel corso del 2011 in Italia sono cresciute del 10,3% rispetto all’anno precedente, traducendosi in un aumento di 7.915 unità.
Nel 2011 si sono registrate a consuntivo 84.783 cremazioni di feretri, contro le 76.868 del 2010.
L’ISTAT ha recentemente diffuso i dati sulla mortalità e popolazione 2011, anno in cui si sono registrati 593.404 decessi. Quindi l’incidenza effettiva della cremazione sul totale delle sepolture è del 14,29% per l’anno 2011 (contro il 13,08% a consuntivo del 2010).
Analizzando il dato territoriale si può valutare che le regioni dove la cremazione è più sviluppata (in termini di rapporto percentuale delle cremazioni eseguite sul territorio rispetto al dato nazionale) sono: Lombardia (27,4%), Veneto (12,5%) e Emilia Romagna (10,8%).
Le regioni che hanno visto la crescita percentuale maggiore nel 2011 rispetto al 2010 sono invece: Sardegna (+164,0%), Sicilia (+132,6%) e Val D’Aosta (+66,7%).
Quelle invece che rispetto all’anno precedente hanno registrato una crescita numerica più elevata sono state: Lombardia (+1.736), Emilia Romagna (+1.375) e Veneto (+ 1.274 ciascuna).
Il ricorso alla cremazione continua ad avvenire soprattutto al Nord, che ha una maggiore presenza di impianti, ma anche al Centro.
Roma, Milano e Genova si riconfermano, come negli anni precedenti, le città col maggior numero di cremazioni effettuate, rispettivamente con 8.180, 7.512, 5.162 (anche se è bene chiarire che si tratta di cremazioni svolte per un’area che spesso è almeno provinciale, se non ancor più estesa), mentre Torino (3.678) viene superata da Livorno (4.317) e Mantova (3.897).
La regione in assoluto dove si crema di più è, come sempre, la Lombardia (che è tra quelle meglio dotate di impianti di cremazione), con 23.198 cremazioni, seguite da Veneto (10.562) e Emilia Romagna (9.154).

La cremazione è passata da circa 3.600 unità nel 1987, anno in cui venne introdotta la gratuità della cremazione, alle circa 30.000 del 2000.
Successivamente, all’inizio del 2001, la cremazione divenne ordinariamente a pagamento, come anche la inumazione in campo comune. La onerosità non incise più di tanto nel trend rialzista, tanto che nel giro di cinque anni la cremazione ha raggiunto e superato le 48.000 unità annue.

Il trend futuro. E’ probabile che la cremazione passi dal 10,3% attuale al 30% nel 2050 (valori medi italiani, ma profondamente diversi tra Nord, Centro e Sud). I due scenari alternativi, rispettivamente di minima e di massima, possono vedere la cremazione raggiungere il 25% e il 35%. In termini numerici si ritiene probabile un numero di cremazioni nel 2050 prossimo alle 178.000 unità (contro le 48.837 del 2005). Lo scenario minimo prevede 148.000 cremazioni e quello massimo quasi 208.000.

Quanto incide oggi la cremazione in Europa?

In tutta Europa è in atto una crescita della cremazione, che comprime le forme di sepoltura tradizionali (in genere è più diffusa la inumazione in terreno che non la tumulazione). in Europa la cremazione ha raggiunto e superato il  37% delle preferenze della popolazione.

Dove si trovano i dati statistici?
Le statistiche più aggiornate sulla evoluzione della cremazione in Italia, come anche dell’andamento della mortalità e delle forme di sepoltura, sono elaborate annualmente dalla SEFIT Federutility (Federazione dei Servizi Funerari Italiani).

Il file è in formato PDF e la fonte è Federutility SEFIT.
Per vederlo o scaricarlo Dati 2011

I dati degli anni precedenti sono reperibili per gli associati SEFIT Federutility nei siti www.federutility.it sezione funeraria o in www.sefit.eu; per i non associati è possibile rinvenirne una raccolta storica nel sito www.euroact.net, previa registrazione.
E nelle prossime righe potrete trovare i riferimenti ad alcuni articoli che trattano la materia:

  • Negli USA la crisi fa aumentare la cremazione oltre le aspettative
  • Il mercato funerario USA
  • 5 Responses to Statistiche cremazione

    1. Redazione scrive:

      X Mario
      Cerchi statistiche sul web. Quelle di riferimento a livello internazionale e riguardanti la cremazione sono raccolte ed elaborate dalla federaIone i gelese per la cremazione

    2. mario salti scrive:

      la ringrazio della cortese risposta, per quanto riguarda l’Italia i dati riportati nel Vs articolo sono corretti, diversamente i dati riguardanti le singole nazioni estere o intere zone quali nord/sud america , asia o alri continenti, i siti da me trovati evidenziano notevoli differenze tra loro.
      A Voi risulta qualcosa al riguardo?

    3. mario salti scrive:

      Articolo completo di info e ben articolato.
      Cerco statistiche come quelle riportate nel Vs sito ma a livello mondiale.
      dove posso trovare queste informazioni?? Grazie

    4. Redazione scrive:

      @Pasini

      In Italia le statistiche sulle cremazioni sono raccolte dalla Federutility SEFIT e sono diffuse ordinariamente a luglio di ogni anno per i totali dell’anno precedente. Pertanto ora si conoscono le statistiche fino a tutto l’anno 2010. Mentre quelle per l’anno 2011 saranno disponibili entro luglio 2012.
      Le statistiche vengono periodicamente rese note con apposita circolare Federutility SEFIT.

    5. Lorenzo Pasini scrive:

      E’ possibile che a metà del 2012 si abbiano le statistiche sui cremati in Italia solo fino all’anno 2007. I sistemi informatici dovrebbero sopperire a questa mancanza, in quanto qui si tratta solo di sapere quante cremazioni
      sono state fatte in un anno. Poichè gli impianti di cremazione in Italia mi pare non siano molti quale fonte migliore
      avere da ognuno di questi il n° di cremazioni eseguite per poi fare un semplice totale.

    Lascia un Commento

    L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>