L’attività del necroforo

Diamo uno sguardo all’attività ed i compiti del NECROFORO.
Non è una materia di lavoro imprecisata e quasi banale, come accade per altre professioni che non godono di grande credito presso l’opinione pubblica, il mestiere di becchino è particolare, atipico e molto delicato In molte occasioni si arriva in questo settore così estremo perché si è praticato in passato la professione generica dell’infermiere o dell’addetto all’assistenza di base presso cliniche, ospedali o strutture protette. Spesso sono le stesse ditte di onoranze funebri ad avvalersi di personale paramedico che abbia prestato servizio nelle corsie dei diversi reparti dei nostri ospedali, magari anche per sopperire a qualche carenza del proprio organigramma, soprattutto quando si avvicinano ferie estive e festività e diventa più difficile assicurare copertura ai turni di lavoro più disagevoli, come accade per la reperibilità notturna.
Sono molti, infatti, gli infermieri che nel ritaglio del loro tempo, senza nulla togliere alla loro professionalità di dipendenti pubblici, lavorano sottobanco per imprese funebri, magari rendendosi disponibili per vestizioni ed interventi presso il domicilio del defunto, se il decesso è accaduto tra le mura domestiche. A questi operatori bisognerebbe, però, ricordare come l’infermiere e necroforo siano due universi molto distanti tra loro e difficilmente sovrapponibili, curare i malati è un compito prezioso e di grande umanità, ma trattare le salme è altra attività che richiede una particolare formazione tecniche e morale, per sapersi correttamente relazionare con il cadavere ed attraverso quest’ultimo con i dolenti. La centralità del necroforato, nel ciclo produttivo dell’impresa va assolutamente valorizzata anche perchè sono gli stessi necrofori, durante l’erogazione dei servizi funebri a rappresentare la serietà dell’azienda, la figura del necroforo, e non del semplice portantino, quindi,deve essere assolutamente rivista e messa in primo piano, in un generale processo di riqualificazione capace di coinvolgere gli stessi impresari. Tutte queste considerazioni, nei prossimi mesi, diventeranno senza dubbio oggetto per nuove e più approfondite discussioni anche per lo stesso imprenditore, che deve assolutamente ripensare il suo ruolo all’interno del sistema impresa così da doversi necessariamente mettere in discussione per affrontare un futuro destinato a cambiamenti ormai irrinunciabili. Il lavoro di necroforo, purtroppo, non viene quasi mai visto come una mansione molto edificante e come tale anche il personale che si adatta a fare tale lavoro nella maggiore totalità dei casi è di bassa elevatura sociale e culturale per non parlare di bassa manovalanza che fa questo lavoro perchè non trova di meglio proprio a causa della sua preparazione. Certo, sarebbe auspicabile trovare del personale diverso dal solito stereotipo che vuole il becchino brutto, cattivo e perverso; in effetti, occorrerebbero alle imprese collaboratori preparati, giovani, educati e, perchè no, anche in grado di sostenere moralmente i dolenti nel momento del funerale e nella ancor più dura fase della sepoltura ma, questa speranza, adesso, è ben più di una semplice illusione, è ancora pura utopia. In America, ad esempio, il direttore della casa funeraria assieme a tutti i suoi assistenti, per un singolare e non sempre condivisibile intreccio di ruoli, sa affiancare la famiglia in lutto proponendo percorsi psicologici di aiuto ed aiutando il ministro di culto ad organizzare la cerimonia religiosa. Gli addetti della casa funeraria, dunque, debbono conoscere molto bene le principali liturgie delle esequie così da muoversi con discreta disinvoltura tra Salmi del vecchio Testamento, aspersoi per l’acqua benedetta e preghiere del commiato. Quale necroforo italiano potrebbe garantire le stesse competenze’ Saprebbe forse egli suggerire qualche passo della Sacra Scrittura con cui corredare i necrologi, oppure, ancor meglio, mentre si sta allestendo la camera ardente ed i famigliari attorno alla salma recitano il santo Rosario quale operatore funebre di medie capacità avrebbe la delicatezza di sciorinare qualche ORA pro NOBIS senza cadere nel ridicolo in modo da testimoniare con un semplice gesto di buona educazione la vicinanza dell’impresa a parenti ed amici del de cuius’ La situazione, tuttavia, non è ancora sprofondata nel buio più cupo, ci sono interessanti realtà imprenditoriali, di nuova concezione, che disperatamente, contro tutti i luoghi comuni ed i facili profeti del disfattismo, cercano di portare avanti un progetto di rinascita per il necroforato italiano, puntando, come in una temeraria battaglia ideale, tutte le loro energie sulla formazione tecnica ed umana del proprio personale. Qualche lavoratore debitamente addestrato, anche grazie a stages e scambi d’informazione con l’estero è già all’opera con successo in diverse aziende, ma purtroppo, questa grande risorsa, per necessità numerica, viene riassorbita in quell’indistinta massa di mediocrità e pressappochismo di cui è formato, per gran parte, il lavoro nell’imprenditoria funeraria italiana, così, purtroppo viene svilito e dilapidato un patrimonio di preparazione e professionalità che andrebbe diversamente sfruttato. Il problema della formazione e molto spinoso e difficile per tante ragioni: il tessuto delle imprese è molto, forse troppo frammentato, fare formazione costa tantissimo in termini di tempo e denaro da investire, così molte imprese non possono attingere a quest’opportunità anche se sono state aperte sul territorio nazionale alcune scuole per gli operatori funerari. C’è poi un altro elemento di disturbo da non sottovalutare: il Italia il mondo delle onoranze funebri è maledettamente destrutturato a causa dell’irrisoria facilità con cui, dopo la liberalizzazione delle licenze, è possibile aprire ulteriori agenzie. Tanti pur bravi impresari sono colti da questo dubbio atroce: ‘Se gioco la carta di una seria ed approfondita formazione per i miei dipendenti non corro poi il serio rischio che quest’ultimi, una volta appresa l’arte si stacchino dalla mia azienda, costituiscano una nuova ditta e divengano miei spietati concorrenti proprio in virtù delle conoscenze apprese grazie a me ‘ Per uscire da questo empasse forse ci sarebbe una soluzione: se davvero le onoranze funebri, benchè gestite anche dai privati, rappresentano un servizio istituzionale e di generale utilità potrebbero esser le stesse istituzioni a finanziare iniziative serie volte alla crescita dell’intero comparto funebre. Ogni anno ci sono ricchissimi fondi comunitari, stanziati per lo sviluppo in aree deboli dell’Unione Europea, spesi per piani assolutamente velleitari ed inopportuni, soprattutto in tempo di crisi e stagnazione economica. Sarebbe auspicabile, anche per dare impulso ad un’occupazione vera e stabile la creazione di un ufficio con l’appoggio di psicologi,esperti di comunicazione preposto all’istruzione professionale per i lavoratori del post mortem e affinchè si riesca a rivalutare il profilo di pubblico servizio necroforato rendendogli giustizia. L’idea è così semplice e lineare da riuscire persino banale, chi avrà il coraggio di cogliere la sfida’

Questa voce è stata pubblicata in Contributi. Contrassegna il permalink.

88 Responses to L’attività del necroforo

  1. Carlo scrive:

    Ora, rispetto al quesito proposto, occorre verificare, in sede locale,
    oltreché le previsioni del regolamento cui l’art. 5 D. Lgs. 12 aprile 2006,
    n. 163 e succ. modif. cui si fa rinvio, principalmente l’aspetto se le prestazioni di servizio ed eventuali opere considerate nella specifiche fattispecie in oggetto (fornitura di mano d’opera per trasporti funebri e movimentazione del feretro nell’ottemperanza del D.LGS n. 81/2008). qualora esse siano eseguite, sussistendo la natura di servizi e prestazioni proprie del libero mercato, su commessa/affidamento dei privati legittimati ad avvalersi di soggetti privati per questi lavori o prestazioni di servizio.

  2. Franca scrive:

    Bongiorno, un’impresa di servizi di necroforato ha l’obbligo di fornire il DURC all’impresa funebre che le ha commissionato un servizio? Grazie per l’attenzione.

  3. Fabio scrive:

    una sola domanda?
    ma il mestiere di scrittore di articoli su siti web rende chi lo pratica più intelligente?
    Faccio il necroforo da più di 7 anni per SCELTA, (prima ero capoturno su due tipi di rotativa e prima ancora ero responsabile di produzione in una ditta alimentare, quindi non esattamente l’ultimo degli scemi in circolazione), per poter fare questo lavoro ho dovuto fare dei corsi specifici, (necroforo, addetto al trasporto e direttore tecnico addetto alla trattazione degli affari) inoltre, quale responsabile della sicurezza sui luoghi di lavoro ho dovuto frequentare tre diversi corsi, per un totale di 45 ore. Mi relaziono con i componenti di diverse religioni e culture senza fatica, benchè chi scrive, definisce la figura del necroforo in pratica come lo scemo del villaggio, io e la quasi totalità dei miei colleghi siamo abbastanza “intelligenti” per poterci districare tra le varie pratiche burocratiche e relazionarci efficacemente con i vari, (a volte questi si ignoranti), impiegati comunali e/o forze dell’ordine, nonchè a fronteggiare brillantemente anche le richieste e le bizze di certi parenti oltre che a dover fare grandi sforzi per evitare di rispondere a tono e per le rime a certi impiegati di strutture sanitarie, parenti e sopratutto preti, (questi si arroganti e stupidi, anche se non tutti ma buona parte). Abbiamo imparato ad essere sempre cordiali con i dolenti, avere sempre una parola di conforto e il sorriso sulle labbra, (sorridere non significa ridere o fare gli scemi sia chiaro!). Credete a me, se uno pensa di fare il necroforo perchè non ha di meglio da fare, lasci perdere, questo lavoro non è per tutti!!!!!

  4. Carlo scrive:

    X Stefania:

    la Regione Emilia Romagna ha approvato con il punto 5 della Deliberazione Giunta Regionale Emilia-Romagna 7 febbraio 2005, n. 156 un particolare percorso formativo per chi voglia intraprendere la professione di operatore funebre, si tratta del rilascio di una sorta di “patentino” o attestato che di si voglia, ormai indispensabile per accedere al mestiere di necroforo. Conviene iscriversi ad un corso organizzato da enti per la formazione professionale a ciò preposti al fine di acquisire l’abilitazione e poi si potrà presentare il proprio curriculum presso un’impresa funebre privata o pubblica. Mi sia consentita la civetteria autopromozionale: se davvero le interessa la materia della polizia mortuaria perchè non ci viene a trovare a Ferrara il giorno 4 ottobre prossimo venturo iscrivendosi al seminario che verterà proprio sui fenomeni cadaverici e le tecniche base per ottenere una perfetta vestizione delle salme con tanto di maquillage funerario?

  5. Stefania scrive:

    Ciao!
    Qualcuno sa dirmi come posso cominciare ad intraprendere il mestiere di necroforo?
    Abito in provincia di Parma, ma non riesco a trovare info chiare su internet. Non so se dovrei rivolgermi al comune o a qualche impresa funebre!

  6. marco scrive:

    vorrei info sui corsi di formazione del cerimoniere,per casa funeraria, normative della regione piemonte, grazie marco

  7. Marco F. scrive:

    Salve vorrei intraprendere la professione di necroforo, qualcuno sa indicarmi dove posso trovare corsi in zona varese ? O magari se qualcuno a da offrirmi un lavoro sarebbe fantastico, grazie ciao

  8. maria scrive:

    ciao,io abito in liguria.Mio marito lavora in una cooperativa sociale,attualmente fa il giardiniere ma ieri gli hanno detto che da settimana prossima lo mandano a fare il NECROFORO..ma mio marito nn ha nessuna esperienza,lo stanno obbligando perchè o così o licenziato,ma nn è giusto perchè quello è un lavoro che si scegli nn che si viene obbligati.VOI cosa ne pensate????grazie
    MARIA,liguria

  9. Francesca L. scrive:

    Nella movimentazione manuale dei carichi valgono pur sempre le disposizioni del D.LGS. n.81/2008.

    Nel versire una salma, in caso di corporatura piuttosto massiccia del de cuius, il “trucco” (mi si passi quest’espressione) consiste nel far “girare” i vestiti attorno alla salma, manipolando gli arti, senza, quindi, alcun bisogno di sollevarla di peso.

    Consiglio vivamente di lavorare in posizione frontale rispetto alla salma, magari inclinando leggermente verso il basso il piano d’appoggio (= lettino rigido) per queste due ragioni:

    a) così sarà molto più facile infilare gli indumenti, partendo, ovviamente, dalla biancheria. Bisogna infatti posizionare la salma, come se essa, ancor viva, stesse scendendo da un letto, ma, è ovvio, un corpo morto non può muoversi di moto proprio, quindi è necessario puntellarlo nelle estremità inferiori

    b) la forza di gravità eviterà il reflusso esofageo di eventuali liquami gastrici che potrebbero ristagnare nelle cavità corporee.

  10. franco scrive:

    Ciao a tutti, sono un necroforo ospedaliero da pochi mesi, secondo voi questa è una mansione che si può svolgere da soli? Spesso capitano salme molto pesanti, nei vari passaggi della salma fino ad arrivare alla sala di osservazione in obitorio si fatica molto a fare tutto da solo. Tantissime volte capita che dobbiamo fare da soli questo lavoro, compresa la vestizione. Le norme di sicurezza consentono questo?
    Grazie a chi potrà darmi informazioni in materia e indicazioni normative.

  11. Carlo scrive:

    Per accedere a tutta la documentazione normativa della Regione Emilia Romagna si consiglia di iscriversi al sito http://www.euroact.net

  12. brigida scrive:

    operatore tecnico necroforo- necroscopo cosa ha a che vedere con questo compito ricomposizione dopo l’autopsia:
    sistemazione dei visceri nelle cavità, cucitura delle suture cutanee di apertura, pulizia esterna della salma-

  13. brigida scrive:

    Emilia Romagna
    l’obbligo formativo per tutti gli operatori del post mortem pubblici o privati è stabilito dall’Art. 12 comma 1 (riguardo soprattutto agli affossatori in servizio presso i cimiteri)
    e dall’Art. 13 commi 3 e 4 lettera b) punto 3
    della Legge Regionale 29 luglio 2004 n. 19
    recante disposizioni in materia di polizia mortuaria.poi implementate dal paragrafo 5.2 della Delibera Giunta Regionale 7 febbraio 2005, n. 156
    vorrei conoscere il contenuto di artt di legge e rispettiva delibera

  14. LUIGI scrive:

    Vorrei sapere ,se un operaio comunale di terzo livello deve pulire la sala autoptica. CALABRIA

  15. Carlo scrive:

    In Emilia Romagna l’obbligo formativo per tutti gli operatori del post mortem pubblici o privati (qui di seguito, per brevità li chiameremo “necrofori”) è stabilito dall’Art. 12 comma 1 (riguardo soprattutto agli affossatori in servizio presso i cimiteri) e dall’Art. 13 commi 3 e 4 lettera b) punto 3 della Legge REgionale 29 luglio 2004 n. 19 recante disposizioni in materia di polizia mortuaria.

    Dette norme sono poi implementate dal paragrafo 5.2 della Delibera Giunta Regionale 7 febbraio 2005, n. 156

  16. carlo torreggiani scrive:

    a Piacenza, stò cercando di sensibilizzare una cooperativa di formazione per fare corsi da NECROFORO a questo proposito stò anche interessandomi presso la regione Emilia Romagna,rispondendo a Rossano Mantegani vorrei anche sensibilizzare tutti a questo problema, non esistono corsi professionalizzanti per necrofori che vogliano operare in strutture pubbliche come Comuni ed Ospedali, se volete saperne di più contattatemi pure alla mia posta eletronica carlotorreggiani@alice.it

  17. Carlo scrive:

    x Rossano.
    Conviene rivolgersi alle associazioni di categoria presenti sul territorio lombardo (Feniof, Federcofit, Asnaf & As, Assopadana…)

  18. ROSSANO MARTEGANI scrive:

    vorrei sapere visto che nessuno sa aiutarmi dove si puop fare il corso da Necroforo in Prov. Varese.

  19. Carlo scrive:

    Il cosiddetto “tumulatore” è un necroforo, ossia un operatore cimiteriale a tutti gli effetti.

    Egli, dunque, attende alla movimentazione dei feretri, alla loro sepoltura nonchè alle operazioni cimiteriali di esumazione, estumulazione e traslazione.

    Può anche esser coinvolto, durate i momenti di pausa tra un funerale ed un altro alla manutenzione del verde cimiteriale (sfalcio dell’erba, potatura delle piante…)

    In ogni caso il tumulatore, al di là delle INDISPENSABILI norme di polizia mortuaria e di quelle sulla sicurezza (DEcreto Legislativo n.81/2008) deve conoscere il funzionamento di queste attrezzature:

    • antoni (pannelli in legno gia’ predisposti con “puntelli” per la loro stabilizzazione)
    • puntelli metallici vari
    • scale portatili a pioli per l’accesso nella fossa
    • tavole
    • passerelle e trabaldelli
    • funi e reti in PVC per l’imbragatura del feretro
    • carrelli
    • pale
    • picconi
    • cacciaviti
    • mazze
    • punteruoli, forbici e cesoie (per tagliare il nastro metallico dei feretri)
    • falcetti a mano
    • escavatori meccanici
    • carro funebre

  20. michele scrive:

    vorrei sapere quali mansioni svolge un tumulatore e con quali atrezzi

  21. Carlo scrive:

    Non c’è nessuna Legge Nazionale, o norma unificante a tal proposito, la formazione professionale è oggetto di competenza legislativa concorrente delle Regioni ex Art. 117 Cost., così come modificato dalla Legge Costituzionale n. 3/2001.

    Dipende, quindi, dalle diverse leggi regionali per l’accreditamento degli istituti (studi professionali, associazioni, imprese…) preposti all’addestramento del personale necroforo ed al rilascio dei relativi attestati.

  22. Dino scrive:

    Salve è da un pò di tempo che cerco di sapere quale ente in Italia rilascia gli attestati o certificati per la qualifica di “operatore tecnico necroforo”, voi potete farmi un po di chiarezza in merito.

  23. Carlo scrive:

    Mah, rispondo da semplice necroforo e non da giurista.

    Innanzi tutto stiamo ragionando su voci di spesa diverse in quanto destinate a differenti soggetti (di diritto commerciale, come accade per le imprese funebri, o istituzionali (principalmente il Comune, in quanto ente pubblico, a rilevanza politica, Art. 117 Cost.) titolare della funzione cimiteriale (Artt. 337, 343 e 394 Regio Decreto n. 1265/1934, DPR 285/1990, D.M. 28 maggio 1993, Art. 13 Decreto Legislativo n. 267/2000, Art. 117 Cost,, senza, per altro, la folle pretesa di esser esaustivi.

    Quindi: gli oneri della sepoltura (Art. comma 7bis Legge 28 febbraio 2001 nn, 26) competono al Comune, in quanto titolare del cimitero (Art. 224 Codice Civile).
    Per le altre voci di spesa (fornitura cofano, confezionamento dello stesso, trasporto, somministrazione di arredi votivi, allestimento di camera ardente, disbrigo pratiche…) se non disposto diversamente, dovrebbero, in via generale, valere le norme enunciate dal Codice Civile.

  24. Mario scrive:

    Qual’è il termine di prescrizione del diritto di un impresario di pompe funebri al pagamento del corrispettivo per il servizio di trasporto della salma e, in generale, di onoranza e tumulazione? A mio parere non si applica il normale termine di prescrizione annuale relativo al contratto di trasporto di persone o cose.

  25. Carlo scrive:

    Dipende dall’inquadramento generale del Contratto di Lavoro.

    Attualmente sono diversi i CC.N.L. nel settore delle onoranze funebri.

    Sul piano meramente tariffario conviene rivolgersi ad un’associazione di categoria, a livello nazionale.

  26. Carlo scrive:

    Per sanare l’ingiustizia linguistica e la discriminazione semantica che affligge gli operatori del post mortem, proporrei di introdurre una dizione aulica, mutuata dalla nobile lingua latina.

    Siamo tutti dei VESPILLONI, ossia dei necrofori.

    Nell’antica Roma, infatti, i VESPILLONI erano gli addetti a trasporto (paradossalmente ex Artt. 23 e seguenti DPR 285/1990…molto, molto prima dell’emanazione del DPR 10 settembre 1990 n. 285!) ed alla sepoltura dei cadaveri umani.

    Anzi, in epoca paleocristiana, quando, finalmente, il Cristianesimo fu legalizzato con l’Editto di Costantino nel 313 dopo Cristo, i vespilloni si premuravano di concedere in uso, ovviamente dietro corresponsione della relativa tariffa (proprio come accade oggi) le sepolture più ambite, ossia quelle “AD SANCTOS”, cioè i sepolcri ancora liberi che sorgevano nei pressi delle tombe (prima clandestine, poi assurte a luogo di culto) in cui erano statui deposti Santi e Martiri vittime delle persecuzioni.

    L’istituto della concessione degli spazi sepolcrali, intesi come sepoltura privata e dedicata, insieme di norme dal quale origina, almeno qui in Italia, lo Jus Jepulchri assieme ad i suoi corollari, risale ai primi secoli del’Evo Cristiano, quando Roma, all’apogeo del proprio splendore onnipotente, era ancora “Caput Mundi”.

    Sinonimi di “becchino” sono anche: “necroforo”, “fossore”, “affossatore”, “seppellitore”, “tumulatore” (e… per le inumazioni come ci si comporta!???), “adetto cimiteriale”, oltre al sempre valido e, forse, un po’ snob, “vespillone”.

  27. francesco scrive:

    i miei amici stanno aprendo una nuova attivita di pompe funebri,e mi hanno fatto fare il corso x vestizione che sarebbe poi la mia mansione.
    Domanda:c’è una tabella con le tariffe di questo lavoro? Quanto è il giusto x una vestizione ecc…?

    Grazie anticipatamente x la risposta

  28. Gejar scrive:

    Per Mary dell’8 c.m

    Posso capire la necessità di molti nel cercare un posto di lavoro ma, eviterei di farmi selezionare da una persona che cerca ” tumulatore e un becchino”
    Non crede Mary di dovere usare una terminologia piu’ appropriata?

  29. Carlo scrive:

    Le principali norme da conoscere sono senza dubbio:

    Legge n. 81/2008 recante disposizioni in merito alla sicurezza sul lavoro.

    Regolamento comunale di polizia mortuaria (importantissimo!)

    Ordinanza del Sindaco su trasporti funebri ed operazioni cimiteriali

    DPR 10 settembre 1990 n. 285 (approvazione del regolamento nazionale di polizia mortuaria.

    Eventuali norme regionali (Leggi, Regolamenti e relativi provvedimenti attuativi come delibere, determine dirigenziali, declaratorie…) in tema di servizi necroscopici, funebri e cimiteriali.

  30. Mary scrive:

    Salve devo fare una selezione per tumulatore e becchino, vorrei sapere se c’è qualche normativa o leggi che mi può servire. Grazie

  31. leonardo scrive:

    mi mandate cortesemente dati ed eventualmente concorsi inerenti a questa professione. grazie

  32. pellecchia raffaele scrive:

    Salve, mi sono proposto per l’assunzione di tecnico operatore necroforo-neroscopo, ma mi chiedono le norme che regolano e disciplinano questo lavoro e la conoscenza degli attrezzi chirurgici.Non avendolo mai fatto non so dove apprendere questi dati .Potreste indicarmi un sito dove scricarli o un libro da comprare? Grazie cordiali saluti Pellecchia Raffaele

  33. nicola scrive:

    a breve,devo sostenere un concorso come necroforo, non ho idea su che cosa volgerà la prova scritta, e comunque dove posso trovare materiale inerente alla mansione ,alle leggi che regolano la mansione ecc.

  34. danilo scrive:

    comunque io svolgo la mansione del necroforo presso tre cimiteri e molto spesso la gente si dimentica quanto è importante questo mestiere

  35. danilo scrive:

    purtroppo rispetto altri paesi siamo troppo indietro!

  36. davide scrive:

    buon giorno,le domande che vorrei fare sono molte,tra cui: si può togliere la reperibilità da un giorno all’altro senza avvisare i propri dipendenti? un’altra cosa! ho 24 anni ed e da 5 che faccio il necroforo e mai possibile rimanere sempre quinto livello,addirittura per aver toccato un mezzo essere sollevato dall’incarico di guidare???

  37. Maurizio scrive:

    Bell’articolo, io non sono brutto né cattivo e manco perverso,
    ho 31 anni ed ho precedentemente lavorato nel commercio al dettaglio e nel settore turismo, non ho esperienza come necroforo o tanatoprattore ma desidero intraprendere questa professione, c’è qualcuno disposto ad assumermi come necroforo?
    Va bene qualsiasi zona d’Italia,
    grazie

    mauro.789@virgilio.it

  38. Marco scrive:

    Salve, vorrei sapere quanto viene pagata la reperibilità settimanale più la domenica, sono un operaio di quarto livello, la formuletta la sò ,ma vorrei un esempio pratico. A me hanno proposto circa 90 euro lordo.. Può essere vero o mi aspetta di più? Grazie.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>