Archivio per la Categoria “Crematori”


A tre settimane dalla sua approvazione in Consiglio dei Ministri, il 21 maggio 2010 è entrato in vigore il DL 20 maggio 2010, n. 72, provvedimento che proroga al 30 giugno 2010 il termine ultimo per la presentazione del Modello unico ambientale (Mud). Di seguito il testo dell’art. 1 che differisce i termini. Nel frattempo si ha notizia che in un ramo del Parlamento, in fase di approvazione del Ddl Semplificazione è stato approvato un emendamento che proroga di 2 anni la iscrizione al Sistri per le piccole e medie imprese.

Art. 1 Differimento di termini

1. Le dichiarazioni di cui alla legge 25 gennaio 1994, n. 70, per
le quali i soggetti tenuti, con riferimento all’anno 2009, si
avvalgano del modello unico di dichiarazione ambientale aggiornato ai
sensi dell’articolo 1, comma 3, della medesima legge con decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri in data 27 aprile 2010,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 98 del 28 aprile 2010, possono
essere presentate fino al 30 giugno 2010. Sono fatte salve le
dichiarazioni presentate, con riferimento all’anno 2009, avvalendosi
del modello allegato al decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri in data 2 dicembre 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
n. 294 del 17 dicembre 2008.
2. Per l’anno 2010, il termine di cui all’articolo 55 della legge
17 maggio 1999, n. 144, e successive modificazioni, per il versamento
dei premi assicurativi da parte delle imprese di autotrasporto di
merci in conto terzi, e’ fissato al 16 giugno. Non si applicano
sanzioni a carico delle imprese che, nelle more dell’entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto, non hanno
provveduto al pagamento dei premi assicurativi di cui al primo
periodo entro il termine del 16 giugno 2010, ovvero hanno corrisposto
somme inferiori a quelle dovute e, pertanto, sono considerate in
regola ai fini degli obblighi assicurativi.

Comments Nessun Commento »

Rinviata al 16 marzo 2010 la seconda udienza preliminare per lo scandalo dei cimiteri che si sarebbe dovuta svolgere il 5 marzo u.s. in tribunale a Massa, di fronte al gup Ermanno De Mattia.
La costituzione di altre 15 famiglie di defunti come parti civili ha suggerito al magistrato di rimandare il dibattito. Il pm che ha coordinato le indagini svolte dal Nas di Livorno e dai carabinieri di Massa, ha chiesto 18 rinvii a giudizio per 17 persone fisiche e per la Euroservizi srl. I capi di imputazione sono in tutto 28 — diversi degli accusati compaiono in più d’uno — per reati che si sarebbero consumati tra la fine del 2004 e l’agosto 2008 quali la sottrazione e dispersione di ceneri, sottrazione di salme e di resti mortali, il falso ideologico commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici, la corruzione, la truffa, il peculato, l’abuso d’ufficio, l’omessa denuncia da parte di pubblico ufficiale e altri ancora.

Comments Nessun Commento »

Verso la operatività del SISTRI (il grande fratello dei rifiuti)

E’ importante notare che è stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 9 del 13 gennaio 2010 (Suppl. Ord. n. 10), il D.M. 17 dicembre 2009 che istituisce il “SISTRI – SIStema di controllo della Tracciabilità dei RIfiuti”, sia pericolosi che non pericolosi. Il Decreto è in vigore dal 14 gennaio 2010.

Il nuovo sistema SISTRI:
- andrà a sostituire gradualmente l’attuale gestione cartacea dei rifiuti (effettuata finora tramite i Formulari di identificazione e i Registri di carico e scarico);
- prevede l’abolizione del MUD a partire dal 2011.

Adempimenti nella fase transitoria
ATTENZIONE: per un mese successivo all’operatività del SISTRI i soggetti obbligati sono comunque tenuti agli adempimenti di cui agli articoli 190 (tenuta del registro di carico e scarico rifiuti) e 193 (tenuta del formulario di identificazione rifiuti) del D.Lgs. n. 152/2006.

L’applicazione della norma è particolarmente veloce ed diversa tra soggetti obbligati di primo gruppo, di secondo gruppo e di soggetti facoltizzati.

Scadenze ravvicinatissime

Scadenze primo gruppo:
a) Iscrizione al SISTRI (on line o via fax) entro il 28/2/2010; successivamente verranno consegnati i dispositivi USB e la cosiddetta black box da installare sul veicolo da parte dei trasportatori dei rifiuti;
b) Avvio operatività del SISTRI dal
13/7/2010.
Scadenze secondo gruppo
a) Iscrizione al SISTRI (on line, via fax o telefonicamente) dal 13/2/2010 al 30/3/2010; successivamente verranno consegnati i dispositivi USB e la cosiddetta black box da installare sul veicolo;
b) Avvio operatività del SISTRI dal
12/8/2010.
Invece, l’adesione al SISTRI è volontaria e può avvenire a partire solo dal
12/8/2010per i seguenti soggetti:

Primo gruppo di soggetti obbligati: operatività e termini di iscrizione
- Produttori iniziali, con più di 50 dipendenti, di rifiuti pericolosi(ivi compresi quelli di cui all’art. 212, comma 8, del D.Lgs. n. 152/2006);
-
Imprese ed enti produttori iniziali, con più di 50 dipendenti, di rifiuti non pericolosi di cui all’art. 184, comma 3, lettere c), d) e g), del D.Lgs. n. 152/2006;
-
Commercianti e intermediari: per i consorzi istituiti per il recupero e il riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti per conto dei consorziati; per le imprese di cui all’art. 212, comma 5 del D.Lgs. n. 152/2006, che raccolgono e trasportano rifiuti speciali; per le imprese e gli enti che effettuano operazioni di recupero e smaltimento di rifiuti e per i soggetti di cui all’art. 5, comma 10, del D.M. 17 dicembre 2009 (Trasporto Intermodale).

Per tali soggetti è prevista:
- l’iscrizione entro il 1° marzo 2010;
- l’operatività a partire dal 13 luglio 2010.

Secondo gruppo di soggetti obbligati: operatività e termini di iscrizione
- Imprese ed Enti, fino a 50 dipendenti, produttori iniziali di rifiuti pericolosi(ivi compresi quelli di cui all’art. 212, comma 8, del D.Lgs. n. 152/2006);
-
Produttori iniziali, da 11 a 50 dipendenti, di rifiuti non pericolosidi cui all’art. 184, comma 3, lettere c), d) e g) del D.Lgs. n. 152/2006.

Per tali soggetti è prevista:
- l’iscrizione dal 13 febbraio 2010 al 20 marzo 2010;
- l’operatività a partire dal 12 agosto 2010.

Invece, l’adesione al SISTRI è volontaria e può avvenire a partire solo dal 12/8/2010per i seguenti soggetti:
a) imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti non pericolosi da attività artigianali, industriali e di trattamento rifiuti con meno di 10 dipendenti;
b) le imprese che effettuano il trasporto dei propri rifiuti non pericolosi;
c) gli imprenditori agricoli che producono rifiuti non pericolosi;
d) imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti non pericolosi derivanti da attività diverse da quelle artigianali, industriali e di trattamento rifiuti.

L’ iscrizione

(http://www.sistri.it/index.php?option=com_content&view=article&id=67&Itemid=58)avviene in due fasi, e può essere effettuata direttamente, ovvero dai soggetti interessanti o indirettamente tramite la sezione Regionale dell’Albo Nazione dei Gestori Ambientali competente per territorio (per i trasportatori), o tramite le associazioni di imprenditori territoriali o le loro società di servizi..

La prima fase prevede che i soggetti obbligati all’iscrizione siano tenuti a comunicare, con varie modalità via web, fax , o telefono, i dati necessari all’iscrizione, dati contenuti in un apposito modulo. http://www.sistri.it/index.php?option=com_content&view=article&id=144&Itemid=81

Dopo avere effettuato le necessarie verifiche con il registro delle imprese o l’albo nazionale dei gestori ambientali, i soggetti interessati ricevono il codice-pratica di riferimento, con il quale potranno presentarsi alla camera di commercio, o presso le sezioni territorialmente competenti dell’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali (per i trasportatori) per lo svolgimento delle ulteriori formalità, come il pagamento per l’acquisizione dei dispositivi http://www.sistri.it/index.php?option=com_content&view=article&id=80&Itemid=94

ed il ritiro degli stessi.

http://www.sistri.it/index.php?option=com_content&view=article&id=80&Itemid=94

La seconda fase dell’iscrizione si caratterizza per la consegna dei dispositivi necessari per il funzionamento del sistema.

Come funziona

Il nuovo sistema funzionerà sostanzialmente grazie ad un dispositivo elettronico USB (“Chiavetta USB”), per ciascuna unità locale dell’impresa e per ciascuna attività di gestione dei rifiuti svolta all’interno dell’unità locale.Tutto il sistema sarà collegato in rete e sarà così possibile seguire il percorso dei rifiuti speciali in tempo reale. Ogni mezzo che trasporta rifiuti sarà dotato di un dispositivo elettronico, detto black box, con la funzione di monitorare il percorso effettuato. La consegna e l’installazione del dispositivo avviene presso le officine autorizzate

http://www.sistri.it/index.php?option=com_content&view=article&id=54&Itemid=95

Le Camere di Commercio avranno compiti nella fase di iscrizione e di consegna dei dispositivi elettronici USB e del Black Box alle imprese interessate.

Officine autorizzate
Per essere autorizzate all’installazione del dispositivo “black box”, le imprese esercenti attività di autoriparazione, iscritte per la sezione elettrauto, devono presentare apposita domanda, entro il 13 febbraio 2010, al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, o al sito del SISTRI.

Le discariche, invece, saranno dotate di apparecchiature di sorveglianza per monitorare l’ingresso e l’uscita degli automezzi dagli impianti stessi.

I Sistri ha previsto anche una rete di assistenza in caso di malfunzionamento dei dispositivi. I soggetti che hanno in carico i dispositivi, in caso di malfunzionamento, sono tenuti a comunicare ogni disfunzione al call center dedicato, operativo tutta la settimana, tranne la domenica.

La comunicazione del malfunzionamento deve avvenire entro 24 ore se i vizi riguardano i software, ed entro 72 ore se, invece, i problemi coinvolgono l’hardware.

Per ulteriori approfondimenti

Linea Guida sul Sistri redatte dal Ministero dell’Ambiente Tutela del Territorio e del Mare www.sistri.it

Soggetti con iscrizione obbligatoria
L’articolo 1 del D.M. individua i soggetti obbligati a comunicare al SISTRI le quantità e le caratteristiche qualitative dei rifiuti prodotti nell’esercizio della loro attività.
1)
Produttori iniziali di rifiuti pericolosi: le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi.
2)
Produttori iniziali di rifiuti non pericolosi con più di dieci dipendenti: le imprese e gli enti che impiegano più di dieci dipendenti, produttori iniziali di rifiuti non pericolosi di cui all’art. 184, comma 3, lettere c), d) e g) del D.Lgs. n.152/2006, cioè:
- i rifiuti da lavorazioni industriali,
– i rifiuti da lavorazioni artigianali
– i rifiuti derivanti dall’attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento.
3)
Comuni, Enti e Imprese che gestiscono i rifiuti urbani nel territorio della Regione Campania.
4)
Commercianti e intermediari di rifiuti senza detenzione.
5)
Consorzi istituiti per il recupero e il riciclaggio di particolari tipologie di rifiutiper conto dei consorziati.
6)
Trasportatori professionali: le imprese di cui all’art. 212, comma 5, del D.Lgs. n. 152/2006 che raccolgono e trasportano rifiuti speciali.
7)
Operatori del Trasporto Intermodale, cioè:
- i terminalisti concessionari dell’area portuale di cui all’articolo 18 della L. n. 84/1994 e le imprese portuali di cui all’art. 16 della medesima Legge, ai quali sono affidati i rifiuti in attesa dell’imbarco o allo sbarco per il successivo trasporto;
- i responsabili degli uffici di gestione merci e gli operatori logistici presso le stazioni ferroviarie, gli interporti, gli impianti di terminalizzazione e gli scali merci ai quali sono affidati i rifiuti in attesa della presa in carico degli stessi da parte dell’impresa ferroviaria o dell’impresa che effettua il successivo trasporto. 8)
Trasportatori in conto proprio di rifiuti pericolosi: le imprese che raccolgono e trasportano i propri rifiuti pericolosi di cui all’art. 212, comma 8, del D.Lgs. n. 152/2006.
9)
Recuperatori e smaltitori: le imprese e gli enti che effettuano operazioni di recupero e smaltimento di rifiuti.

Soggetti con iscrizione facoltativa
I soggetti con iscrizione facoltativa al SISTRI sono i seguenti.
1)
Produttori iniziali di rifiuti non pericolosi fino a dieci dipendenti: le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti non pericolosi di cui all’art. 184, comma 3, lettere c), d) e g) del D.Lgs. n.152/2006, che non impiegano più di dieci dipendenti.
2)
Imprenditori agricolidi cui all’art. 2135 C.C., produttori iniziali di rifiuti non pericolosi;
3)
Imprese ed Enti produttori iniziali di rifiuti speciali non pericolosi derivanti da attività diverseda quelle di cui all’art. 184, comma 3, lettere c), d) e g) del D.Lgs. n. 152/2006.
4)
Trasportatori in conto proprio di rifiuti non pericolosi: le imprese che raccolgono e trasportano i propri rifiuti non pericolosi di cui all’art. 212, comma 8, del D. Lgs. n. 152/2006.

Chi vi rientra per i servizi funerari

Possono rientrare sia come soggetti con iscrizione obbligatoria, sia come soggetti con iscrizione facoltativa, operatori del settore che ricadono nei casi stabiliti dalla norma.

In particolare vi sono obbligati:

A – In quanto produttori iniziali di rifiuti pericolosi:

  1. i gestori di crematori ;

  2. i gestori di depositi di osservazione, di obitori;

  3. le imprese funebri e/o i gestori di autorimesse funebri;

B – In quanto produttori iniziali di rifiuti non pericolosi ma con numerosità elevata di personale e in base all’attività svolta:

  1. attività industriali e di commercio del settore funebre e cimiteriale, con più di 10 addetti;

Non vi sono obbligati i gestori di cimiteri che classificano e trattano i rifiuti come rifiuti urbani.

Comments Nessun Commento »

ll consiglio comunale di Imola ha approvato, nella seduta del 9 dicembre 2009, una delibera che impegna l’amministrazione comunale a realizzare a Imola entro la fine della legislatura, cioè entro il 2013, il forno crematorio. Nel documento, presentato dal consigliere Sinistra Arcobaleno Mauro Barnebè ed emendato dopo le richieste della lista civica Per Imola, si prevede che a gestire il servizio dovrà essere direttamente il Comune o una società a controllo pubblico. Nell’atto approvato è inoltre inserita l’istituzione di un registro comunale con cui i cittadini potranno rendere esplicita la loro scelta tra sepoltura e cremazione.
Nel 2008 i casi di cremazione a Imola sono stati 204, e ciò significa che ogni cinque defunti per uno di essi è stata richiesta e praticata la cremazione. Oggi per il servizio di cremazione occorre spostarsi a Faenza o a Bologna.
Uno dei capitoli più controversi in materia è di certo la dispersione delle ceneri. A Imola esiste un progetto per realizzare, probabilmente nella zona monumentale del cimitero del Piratello, il cosiddetto “Giardino delle rimembranze”, uno spazio di 400 metri quadrati dedicato proprio alla dispersione delle ceneri dei defunti. Uno degli aspetti più contestati in aula durante il dibattito sul servizio crematorio è stato proprio il riferimento che il testo della delibera approvato fa al Giardino. Il Pdl, come ha argomentato il capogruppo Adriano Gini, proprio per questa ragione ha deciso di votare contro.
La mozione (favorevole la maggioranza di centrosinistra e Per Imola, astenuta l’Ucd), include anche la previsione di «opportuni luoghi di sepoltura nel rispetto dei dettati delle diverse religioni, ove richiesto da rappresentanti legittimati delle comunità straniere esistenti nel nostro territorio».

Comments Nessun Commento »

La Camera votando ieri (320 si e i no 270) la fiducia sul decreto Ronchi, il decreto salva-infrazioni, che prevede tra l’altro la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, acqua compresa, ha trasformato in legge la nuova riforma dei servizi pubblici locali, contenuta all’articolo 15. Il voto finale sul provvedimento è previsto oggi. Diversi i mal di pancia nelle file della maggioranza, in particolare della Lega che non ci sta a bollare di inefficiente il sistema delle imprese pubbliche che, in Regioni chiave in cui governa da anni (Lombardia e Veneto), sono in mano e gestite da esponenti locali della Lega. Il dibattito politico si è incentrato in particolare sulla privatizzazione dell’acqua, innescato da posizioni contraddittorie del PD (al Senato aveva ottenuto un emendamento chiarificatore ad iniziativa della Sen.ce Finocchiaro) che ha tentato alla Camera di stralciare (sulla pressione della base) l’intero articolo 15 per rimandarlo ad una legge specifica sui servizi pubblici locali e pompato, è il caso di dire, il caso “acqua”. Altrettanto contraddittoria la posizione dell’UDC, che ha votato contro quando della liberalizzazione die servizi pubblici locali ne aveva fatto una bandiera negli ultimi anni. Coerente il no dell’IDV, che da tempo cavalca gli slogan verdi e della sinistra. Ma anche all’interno di Forzia Italia non mancano le critiche per un giudizio poco lusinghiero su settore che vede da anni ai vertici esponenti vicini o espressione di maggioranze di Centro-Destra (si pensi ad A2A, Enia, ecc.).

Un provvedimento di cui pochi aspirano a volerne la paternità, ma che a ben guardarsi non è quel mostro giuridico, sociale ed economico che viene demonizzato. Certo, viene prevista una bella iniziezione di capitali privati, c’è una beneficio alle quotate in mercati regolamentati che hanno maggiori chances rispetto alle non quotate, ma alla fine questo provvedimento determinerà la conta tra chi vorrà “andare in mare aperto” e confrontarsi col mercato e chi ancora avrà timore di farlo. I primi saranno i vincenti e potranno, giovandosi anche di robuste iniezioni di capitali privati, estendere ancor di più il proprio terrotorio d’azione. I secondi faranno una guerra di trincea, probabilomente perdente nel medio lungo termine.

Dalle Aule parlamentari, infatti, esce rafforzato un modello di impresa pubblica relativamente nuovo per l’Italia: l’impresa mista. E ciò determinerà una rivoluzione nei modi di gestire le imprese di pubblico servizio, e i primi effetti saranno sul piano tariffario (nessun privato entra in nessuna società per condividere le perdite) e il secondo effetto la nascita di gruppi di controllo (finanziari e/industriali?) talvolta italici, talvolta esteri. Ma se ben gestito, il modello società mista potrà veramente far fare all’Italia quel passo determinante verso l’Europa. Non è però finita: la Lega pensa già a modifiche in finanziaria della norma appena approvata a colpi di maggioranza: “Non si può far saltare il governo. Non si muore per una legge, si muore se salta il governo”, ha commentato il ministro e leader della Lega, Umberto Bossi. La Lega si è però accontentata alla Camera dell’approvazione di alcuni ordini del giorno che mitigano la portata delle norme e che saranno di indirizzo nella setsura dei regolamenti attuativi. E’ un tema caldo, anzi incandescente e con l’attuale situazione di fibrillazione nella magggioranza di governo difficile da gestire.

Con tutta probabilità passeranno nei prossimi mesi alcune norme per rendere meno difficile continuare le buone gestioni “in house” in essere e una Authority per l’acqua. Difatti, su quest’ultimo argomento si è espresso anche il Presidente dell’Antitrust, che ha detto: “un buon provvedimento perché dà luogo a una liberalizzazione da tanto tempo da noi auspicata. L’acqua rimane un bene pubblico ma il servizio finalmente viene liberalizzato”, grazie al meccanismo delle gare. Per Antonio Catricalà il provvedimento “non significa che necessariamente si avrà una privatizzazione, ma si apre ai privati la possibilità di entrare nell’esercizio di questo servizio pubblico essenziale”. La proprietà pubblica degli impianti, continua il numero uno dell’Antitrust, “rimane tale laddove è pubblica. Rimane da chiarire chi sarà l’autorità che dovrà verificare e stabilire gli standard di qualità minimi essenziali e che vigilerà sulle tariffe”.

Se fossimo al cinema si potrebbe dire che ormai siamo sul finire del secondo tempo e che tra poco si vedrà la conclusione di una vicenda “infinita” di modifiche all’impianto normativo dei servizi pubblici locali, che è in discussione da metà degli anno Ottanta …

Che succederà nel settore funerario italiano? Lo si vedrà meglio dopo l’approvazione dei regolamenti attuativi (previsti emanati entro fine anno), poiché tutto dipenderà dal fatto se il settore cimiteriale esteso (gestione cimiteriale, illuminazione elettrica votiva, gestione dei crematori) verrà ritenuto di rilevanza economica al pari di quelli esplicitamente indicati nell’articolo 15 di questa nuova legge. Se così sarà, la gestione “in house” diventerà sempre più difficile da fare e quindi vi sarà un ricorso a gestioni con società miste con almeno il 40% di capitale privato. Il modello spagnolo, per quel che si può intendere a prima vista. La transizione sarà abbastanza accelerata e vedrà nei primi periodi una permanenza di gestioni totalmente pubbliche, laddove queste si aggiudichino la prima gara per la liberalizzazione del servizio. Le gestioni pubbliche di imprese funebri sono, invece, sempre più a richio di essere vendute sul mercato da Comuni in crisi di liquidità.

Comments Nessun Commento »


www.funerali.org - Copyright 2004 - 2010 Euro.Act srl via Valle Zavelea, 22 44100 Ferrara Italia Contattaci a infoatfuneralipuntoorg P.I. 01317570388