Archivio per la Categoria “Attivitafunebre”


Pubblichiamo una lettera di protesta sull’uso debordante di affiggere necrologi in ogni dove nella città di Foggia.

Caro sindaco, Cari amministratori, Cari consiglieri , Cari cittadini , il problema di Foggia, non e’ solo “economico” ma anche di mentalita’: con piccole cose , senza alcun costo , Foggia potrebbe diventare una citta’ piu’ civile ,piu’ ordinata.. Vorrei sapere da chi siede al Comune (non mi riferisco solo al Sindaco, ma a tutta la macchina comunale che gira per Foggia) se e’ mai possibile che i manifesti funebri vengano affissi sulle cabine telefoniche , con tutto il rispetto per i defunti…. si puo’ fare una volta un’ORDINANZA ?? e invitare TUTTE le ditte di onoranze funebri a mettere i manifesti nei loro posti.. come in tutte le citta’ civili.. sui manifesti funebri ,infatti, ci sono i nomi delle ditte: perche’ non si inizia a multarle?? perche’ non si inizia a mettere ordine?? E’ mai possibile che i cittadini VEDONO quello che non va, mentre chi dovrebbe alzare il “sedere” e lavorare, continua a dormire, E’ difficile vivere in questo stato senza regole..ecco a voi la foto.. d.mario

Fonte: www.foggiaweb.it

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Da alcuni anni Lorenzo Toselli, imprenditore piemontese, gestisce attraverso una società di servizi, numerose camere mortuarie di strutture ospedaliere della regione Piemonte. In seguito all’operazione di Polizia, denominata Caronte, che il 16 ottobre 2008 decimò con 41 arresti, le camere mortuarie di numerosi ospedali milanesi, ottenne in gestione dagli ospedali Niguarda e San Carlo, le rispettive camere mortuarie. Toselli da subito si dimostra inflessibile nell’impedire alle imprese di onoranze funebri di condizionare nuovamente il mercato, escludendo di fatto la sistematica caccia al “morto”, ben pagata con laute mance ad operatori sanitari infedeli. Minacce, intimidazioni, danneggiamenti ai suoi mezzi e forti pressioni, lo costringono ogni sei mesi a cambiare abitazione. E inoltre diverse persone, con il miraggio di lavorare in luoghi dove si possono fare soldi facili o dipendenti di pompe funebri in incognitom a lui si rivolgono sperando in uan assunzione. Invece i criteri di seòezione che adotta sono ferrei. Queste e altre denunce, come il video dell’inetrvista, sono presenti sul sito www.sos-racket-usura.org

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Pubblichiamo il comunicato stampa dell’Associazione Contribuenti Italiani, rinvenibile anche sul sito www.contribuenti.it

L’Italia è il Paese europeo con la più alta evasione fiscale, con il 50,5% del reddito imponibile che non viene dichiarato, e il record tocca alle pompe funebri dove, a stare alle dichiarazioni dei redditi, due morti su tre si tumulano da soli.
Lo rileva un’indagine di Contribuenti.it, l’Associazione contribuenti italiani, condotta su dati divulgati dalle polizie tributarie dei singoli stati Ue.
Dopo l’Italia, nella lista nera figurano la Romania con il 41,6%, la Bulgaria con il 38,3%, l’Estonia con il con 37,4%, la Slovacchia con il 32,4%. Fanalino di coda l’Inghilterra con il 11,9%, il Belgio con il 10,3% e chiude la Svezia con il 7,6%.
In Italia i principali evasori risultano essere gli industriali (32%), bancari e assicurativi (28%), seguiti da commercianti (12%), artigiani (11%), professionisti (9%) e lavoratori dipendenti (8%).
A livello territoriale, tra le regioni, dove sono aumentati numericamente gli evasori fiscali nei primi 7 mesi del 2010, troviamo la Lombardia, con +10,1%. Secondo e terzo posto spettano rispettivamente al Veneto con + 9,2% e alla Campania +8,0%. A seguire la Valle d’Aosta con +7,3%, il Lazio con +7,1%, la Liguria con +6,3%, l’Emilia Romagna con +6,1%, la Toscana con +5,4%, il Piemonte con +5,2%, le Marche con +5,0%, la Puglia con +4,5%, la Sicilia con +4,5% e l’Umbria con +4,4%.
La Lombardia, anche in valore assoluto, ha fatto registrare il maggior aumento dell’evasione fiscale. In percentuale, il dato lombardo aumenta, nei primi sette mesi, di circa il 12,8%.
E poi c’è poi la sorpresa delle pompe funebri. Due decessi su tre registrati all’anagrafe sono sconosciuti dal fisco.
«Dall’analisi degli studi di settore – afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – delle aziende funerarie nel nostro Paese 2 morti su 3 si tumulano da soli. Tariffe molto alte, quindi, che molto spesso però non lasciano traccia».
«Dai dati è inoltre emerso – continua Carlomagno – che solo un cittadino su cinque sa perché paga le tasse, mentre quattro su cinque si considerano sudditi di un’amministrazione finanziaria troppo burocratizzata, che non eroga i servizi sociali dovuti, violando i diritti dei contribuenti».
«Di fronte a un fenomeno così pervasivo – conclude Carlomagno – servono strategie fiscali diverse. Bisogna puntare sulla tax compliance anziche’ sui tradizionali strumenti di repressione. È necessaria un’illuminante politica di collaborazione con le associazioni rappresentative dei contribuenti per generare una autentica cultura antievasione».

Pur riconoscendo che l’evasione non scherza in questo settore, ci pare del tutto fuori scala l’affermazione che non risultano dichiarati al fisco 2/3 dei funerali in Italia. O è una bufala gigantesca o l’Agenzia delle Entrate deve essere rotamata, se non riesce a controllare un settore dove basta andare all’anagrafe di ogni Comune per avere le utorizzazioni al trasporto funebre rilasciate.

Se invece parliamo di sottofatturazione e di evasione totale (limitata), possiamo convenire con l’analisi di Contribuenti.it, ma non – ripetiamo – per quelle cifre. Anzi, in diverse realtà del Nord e Centro Italia, a noi note, dove si dichiara tutto, gli studi di settore non risultano ben calibrati.

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Nel territorio del distretto di Salò, tra alto Garda, Valtenesi e Valsabbia la Guardia di Finanza ha scoperto una evasione per sottofaturazione o mancata fatturazione totale da parte di 20 imprese funebri su 40 indagate.

Semplice il sistema utilizzato dagli ispettori del fisco: si rilevano i decessi registrati all’anagrafe e poi si scandagliano le imprese di pompe funbri del territorio per confrontare dapprima il numero di funerali fatti e poi il valor medio per funerale. Si è così scoperto che mancavano 2000 funerali fatturati e anche una sottofatturazione per quelli dichiarati.

L’evasione accertata, sul totale delle 20 ditte, è pari a un milione di euro per servizi erogati senza fattura, o con fatture «alleggerite», così da evadere l’Iva e occultare l’imponibile ai fini Irpef e Ires.

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L’inchiesta sull’infermiera dell’ospedale di Imperia, che in un’occasione avrebbe consigliato ai parenti di persone defunte l’impresa di pompe funebri, è a una svolta. Oltre 40 testimoni hanno sfilato, da febbraio ad oggi,presso gli uffici del comando della Guardia di Finanza come persone “informate sui fatti” riguardanti la vicenda della dipendente tuttora indagata per un presunto abuso d’ufficio.

Si tratta di famigliari di deceduti presso il nosocomio che hanno contattato gli investigatori per fornire informazioni oppure sono state raggiunte da questi ultimi per stabilire se anche con loro fosse stata operata la stessa prassi dall’infermiera. Sugli esiti di questi interrogatori ufficialmente vige il riserbo, ma a quanto pare nulla sarebbe stato acquisito per avvalorare l’ipotesi che vi fosse un preciso piano per favorire direttamente un’impresa invece di altre, nè tantomeno un diffuso malcostume in tal senso. Le risposte fornite alle Fiamme Gialle anche di coloro che sembravano disposti a parlare sarebbero state molto evasive, per nulla avvaloranti l’ipotesi di una “pressione” esercitata a favore di una sola impresa . Nella vicenda risulta coinvolta anche un’impresa di onoranze. Si tratterebbe, per quel che riguarda la ditta, di concorso nell’abuso d’ufficio. L’inchiesta è comunque affidata al coordinamento del sostituto procuratore Maria Antonia Di Lazzaro. Non è questa la prima indagine che riguarda la gestione delle imprese di onoranze funebri. Già nel 2006 i carabinieri hanno eseguito indagini, dopo la segnalazione inoltrata da famigliari, per un caso molto simile.

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