L’ISTAT ha reso note le statistiche, aggiornate al 2007, delle dimissioni dagli istituti di cura per aborto spontaneo. Si tratta nel totale italiano di 74.718 prodotti abortivi del concepimento. Nella ricerca sono incluse informazioni sulle caratteristiche socio-demografiche della donna (età, stato civile, titolo di studio, condizione professionale, luogo di residenza), sulla storia riproduttiva pregressa (numero di nati vivi, nati morti, interruzioni volontarie e aborti spontanei precedenti) e sull’aborto (età gestazionale, luogo, causa, tipo di intervento, terapia antalgica, durata della degenza). Accanto a un’analisi temporale del fenomeno, riferita agli anni 1988-2007, i dati e gli indicatori per l’anno più recente sono presentati a livello nazionale e a livello di dettaglio regionale e provinciale.
Per maggiori informazioni si vada al comunicato ISTAT relativo
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In Italia, secondo i dati del Rapporto Osservasalute 2009 dell’Università Cattolica di Roma, si assiste ormai da alcuni anni ad una convergenza dell’aspettativa di vita di uomini (78,7 anni al 2008) e donne (84 anni al 2008), sempre più simile tra loro. Tra il 2006 e il 2008, infatti, la speranza di vita maschile è aumentata di 0,3 anni (da 78,4 a 78,7), quella femminile è rimasta ferma a 84 anni (per il terzo anno consecutivo non cresce). Di conseguenza il vantaggio femminile, che era di 5,8 anni nel 2004, si è ridotto (almeno nei dati provvisori) a 5,3 anni.
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L’ISTAT ha diffuso i dati sulle caratteristiche demografiche e sociali dei decessi avvenuti in Italia riferiti all’anno 2007. Nelle tavole sono presentati i principali indicatori delle tendenze recenti della mortalità, i dati di mortalità riassuntivi e i confronti con gli anni precedenti (2002-2007). I dati sono reperibili cliccando qui.
Fonte : ISTAT
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L’Istat ha diffuso i dati definitivi sulle cause di morte relative ai decessi avvenuti in Italia nel 2007. Le cause sono codificate secondo la decima revisione della Classificazione Internazionale delle Malattie (Icd-10 aggiornata secondo le indicazioni Oms fino al 2007). L’ISTAT rende disponibile un’analisi dei decessi per causa a livello nazionale, regionale e provinciale secondo la lista di intabulazione delle cause di morte utilizzata da Eurostat (European short list). Sono anche presenti indicatori di mortalità per grandi gruppi di causa a livello nazionale e il confronto con il 2003 e il 2006. Le informazioni e i modelli di rilevazione dell’indagine sono pubblicati nella sezione dedicata alla Rilevazione sulle cause di morte del sito ISTAT.
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All’indirizzo demo.istat.it, nella sezione “Elaborazioni”, l’Istat mette a disposizione l’archivio delle tavole di mortalità della popolazione residente aggiornato al 2007. I dati sono disponibili a livello nazionale, regionale e provinciale. Interrogazioni personalizzate permettono all’utente di costruire le tabelle di interesse e scaricare i dati in formato rielaborabile. Le tavole sono annuali e riportano per ogni classe di età i parametri di sopravvivenza:
* probabilità di morte (per mille)
* sopravviventi
* decessi
* anni vissuti
* probabilità prospettive di sopravvivenza
* speranza di vita.
Per le regioni (incluse le province autonome di Bolzano e Trento), le ripartizioni geografiche e l’Italia in complesso il periodo coperto dall’elaborazione va dal 1974 al 2007. Per le province l’elaborazione parte dal 1992 e la classificazione territoriale adottata è a 103 aree omogenee nel tempo fino all’anno 2005. Si accorda, pertanto, l’ipotesi che l’assetto provinciale del territorio nazionale costituitosi statisticamente dal 1° gennaio 1995 (comprendente le province di Biella, Verbano-Cusio-Ossola, Lodi, Lecco, Rimini, Prato, Crotone, Vibo Valentia) abbia avuto origine il 1° gennaio 1992. Con l’edizione 2006 sono state introdotte le nuove province della regione Sardegna: Olbia-Tempio, Ogliastra, Medio Campidano e Carbonia-Iglesias, costituite in seguito a cessione di territorio con le preesistenti province di Sassari, Cagliari, Nuoro e Oristano. Pertanto, si richiama l’attenzione sul fatto che per le province sarde la serie storica dei parametri di sopravvivenza presenta una discontinuità (per approfondimenti si vedano i Codici dei comuni, delle province e delle regioni)
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